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Cosa vedere a Ravenna | La capitale europea dei mosaici

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Mappa di Ravennaicona-articoloCosa vedere a Ravenna, la città ricca di arte e cultura.
L’arte a Ravenna è indubbiamente la ragione principale che porta ogni turista a visitare questa località dell’Emilia Romagna, dal 1996 inserita nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Gli amanti del mosaico hanno indubbiamente come meta imperdibile Ravenna, un fertile laboratorio di arte per gli artigiani che coprirono i vecchi edifici religiosi realizzati in terracotta con imponenti mosaici.

Cenni storici

Le origini della città ci riportano indietro nel tempo fino all’anno 1000 a.C. Per il primo lungo periodo della sua esistenza Ravenna fu un villaggio di piccole dimensioni, le cui vicende si legarono alle piccole popolazioni della penisola italica, umbri, celti ed etruschi, venendo annessa all’Impero Romano secoli dopo la sua nascita. Dal III secolo a.C. la cittadina ebbe un ruolo di secondaria importanza nel territorio romano, divenendo città federata di Roma nell’89 a.C., sotto la forte guida di Ottaviano Augusto.

L’imperatore guidò la realizzazione di uno dei più grandi porti militari della penisola, a cui diede il nome di Classis, cosi da ormeggiare la straordinaria Armata del Levante, composta da 250 imbarcazioni e 10 mila tra soldati e lavoratori. La città per un lungo periodo rappresentò quindi il principale punto di difesa dell’Adriatico, situazione che permise di accrescere in molteplici aspetti, da quello commerciale a quello demografico.

Nel 402 l’Imperatore Onorio rese Ravenna capitale dell’Impero Romano d’Occidente, evento che portò il più grande slancio d’epoca antica, rendendo l’insediamento una delle più importanti città della penisola. Civitas Classic, il primo nucleo da cui sorse il porto militare, si sviluppò sempre più finché non divenne importante anche nel mondo della religione. Presto l’odierno abitato di Ravenna crebbe e la Chiesa si trasferì da Classe a Ravenna, dando vita all’Età dei Vescovi, periodo in cui la città fu ornata di una possente cinta muraria.

Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente Ravenna fu dominata da Re Teodorico per una trentina d’anni. L’epoca dettata da Re Teodorico ci portò in eredita una consistente opera di ampliamento del Palazzo Reale e dell’annessa Cappella Palatina, oggi conosciuta con il titolo di San Apollinare Nuovo. Monumenti furono eretti in grandi quantità, tra cui si ricorda il Battistero Ariano con il suo pregevole mausoleo coronato da 250 tonnellate di un masso roccioso.

Passarono pochi anni dalla morte di Re Teodorico per trovare Ravenna conquistata dai Bizantini, che sotto la guida dell’Imperatore Giustiniano rese la città un ponte tra Oriente e Occidente. Alla metà del VIII secolo in città subentrò la forza della signoria degli arcivescovi, che guidarono sotto il favore degli imperatori sassoni e francofoni.
Per i secoli successivi non vi furono grandi svolte in città, eccezion fatta per il periodo tra il 1318 e il 1321, quando Ravenna ospitò Dante Alighieri nelle mura della residenza di Guida Novello. Il sepolcro di Dante Alighieri è ben noto essere ubicato a Ravenna, in una cripta neoclassica ammirabile nel centro città.

Per 70 anni, dal 1441, la città fu sotto la guida dei Veneziani, che la resero un’importante porto commerciale, di cui si ricorda anche la realizzazione della Rocca Brancaleone e il conseguente restauro del Palazzo Comunale. Chiusa la parentesi veneziana la città fu annessa al potere pontificio, rimanendoci per oltre tre secoli. La Chiesa, date le continue inondazioni, ha migliorato l’impianto idraulico di Ravenna, creando anche il canale che congiunge la città al mare.

Dopo il periodo relativo alle Repubbliche, tra cui quella Cisalpina, nate a seguito dell’ascesa di Napoleone, la città entrò nel Regno d’Italia il 13 marzo del 1860. Ravenna la si ricorda anche per aver contribuito di petto alla lotta contro il fascismo e dal 1996, grazie alle sue splendide opere mosaiche, è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO con otto dei suoi più importanti monumenti storici.

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Cosa vedere a Ravenna

Mausoleo di Galla Placidia

Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia

Il Mausoleo di Galla Placidia è il più antico esempio dello splendore dell’arte mosaica di Ravenna. Le origini dell’edificio risalgono intorno alla metà del V secolo d.C.
Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, successivamente al trasferimento della capitale dell’Impero Romano d’Occidente da Milano a Ravenna nel 402 d.C., aveva fatto costruire questo piccolo mausoleo a croce latina per il proprio piacere.
Originariamente il progetto del mausoleo doveva essere collegato dal lato meridionale della vicina Chiesa di Santa Croce, anche questa voluta da Galla Placidia.

L’esterno dell’edificio si presenta semplice, senza alcun dettaglio particolare e di gran interesse. La situazione però cambia totalmente una volta entrati.
L’interno è caratterizzato da una sfarzosa decorazione mosaica, resa ulteriormente più splendente dalla luce che filtra tramite le piccole finestre. Nell’area inferiore, le pareti sono rivestite da marmi pregiati, quella superiore, invece, è interamente decorata con ricche raffigurazioni artistiche mosaiche. Queste raffigurano temi iconografici che uniscono lo stile artistico tradizionale romanico con quello cristiano, rendendo il prodotto finale semplicemente eccezionale.

Il Mausoleo di Galla Placida, oltretutto, rappresenta l’inizio della celebre cultura artistica dei mosaici a Ravenna, con i più antichi qua ospitati risalenti a circa il 425 d.C..

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Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo è situata in centro città, poco distante dalla stazione ferroviaria ed è una delle principali cose da vedere a Ravenna.

Le origini della Basilica risalgono alla prima metà del V secolo, costruita per volere di Teoderico il Grande, uno dei più celebri personaggi dell’epoca noto per le sue gesta benevoli a favore del popolo.
La Basilica vide un cambio di nome a circa metà del VI secolo, quando la conquista bizantina e l’annessa conversione al culto ortodosso fecero rinominare l’edificio con il titolo dedicato a San Martino, vescovo di Tours.

Secondo la tradizione, nel IX secolo vennero qua spostate le reliquie di Sant’Apollinare, provenienti dalla Basilica di Classe.
Per questa celebrazione la chiesa venne rinominata nuovamente, con il titolo dedicato all’omonimo Santo. L’aggiunta nel nome di “Nuovo” serviva per distinguere la Basilica con la chiesa omonima già esistente in città.
Verosimilmente al Mausoleo di Galla Placidia, l’esterno dell’edificio si presenta pressoché semplice caratterizzato unicamente dall’annessa torre cilindrica. L’interno, invece, è particolarmente piacevole per la ricca presenza dei mosaici.

I 26 episodi religiosi rappresentati, dal punto vista stilistico ed artistico, consentono di seguire l’evoluzione dell’arte mosaica parietale dall’età teodoriciana, inizio V secolo, a quella giustinianea, metà 6° secolo.

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Basilica di San Vitale

La Basilica di San Vitale

Tra le cose da vedere a Ravenna troviamo la Basilica di San Vitale.
E’ un edificio di culto situato a metà strada tra il Mausoleo di Galla Placidia e il Museo Nazionale. La Basilica è considerata come una tra le più importanti testimonianze dell’arte paleocristiana in Italia.
La sua costruzione ha avuto inizio in un periodo compreso tra il V e il VI secolo, probabilmente faceva parte dello stesso progetto di urbanizzazione ecclesiastica del Mausoleo di Galla Placidia e della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo.

Consacrata nel 548, la chiesa presenta un’eccezionale architettura esterna influenzata, come per molti edifici di Ravenna, da alcuni degli stili artistici orientali più importanti.
Una volta entrati nella Basilica di San Vitale le prime due caratteristiche che colpiscono particolarmente il visitatore sono l’ampio spazio e il contrasto tra affreschi barocchi e mosaici dell’epoca giustinianea.
Anche le decorazioni interne fondono perfettamente le tradizioni artistiche occidentali con quelle orientali, e lungo l’intera struttura ottagonale è possibile ammirare la sfarzosità che caratterizzava l’epoca giustinianea.

Da osservare con particolare attenzione la cupola e le nicchie, affrescate nel 1780 da Barozzi, Gandolfi e Guarana rappresentano lo splendore artistico italiano nei secoli.

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Basilica di Sant’Apollinare in Classe

Ravenna, Basilica di Sant'Apollinare in Classe

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe è un altro edificio di culto situato a circa 8 km dal centro della città di Ravenna.
Edificata qualche anno prima dell’altra Basilica di Sant’Apollinare, la cui struttura è pressoché simile, è definita come il più celebre e grande esempio di Basilica Paleocristiana. Assieme al Mausoleo di Galla Placidia, è molto probabilmente l’edificio che diede vita alla cultura dell’arte mosaica a Ravenna.

L’interno di questo edificio è strutturato esattamente come la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, con un lungo corridoio contornato da colonne che delineano l’area centrale.

Raggiungendo l’estremità della Basilica si riuscirà a notare la piacevole arte mosaica che caratterizza l’abside, che raffigura il Patrono di Ravenna accompagnato da un branco di animali, coronato da una brillante croce e spalleggiato da un paesaggio verde smeraldo.

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Battistero Neoniano

Ravenna, Battistero Neoniano 

Il Battistero Neoniano è uno degli edifici religiosi più antichi di Ravenna, datato primi anni del V secolo. Situato a nord della Cattedrale di Ravenna, il Battistero in un periodo compreso tra il 450 ed il 475 è stato protagonista di un profondo rifacimento.

Durante questi anni le pareti interne vennero ornate da innumerevoli mosaici dai colori brillanti. Il battistero, di forma ottagonale, presenta lati alternativamente rettilinei e absidati, caratterizzati in alto da una finestra con arco e porte interrate.
L’interno, articolato in due arcate sovrapposte, presenta una ricca decorazione di marmi nella parte inferiore, di stucchi nell’area mediana e di mosaici in quella superiore, con un’evidente influenza ellenistico-romana.

Al centro della cupola un grande medaglione rappresenta la scena del battesimo di Cristo, raffigurato immerso sino alla vita nelle acque trasparenti del fiume Giordano. Ad oggi è la più antica testimonianza di una scena del battesimo di Cristo rappresentata a mosaico in un edificio monumentale.

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Museo Arcivescovile

Ravenna, Museo Arcivescovile

Il Museo Arcivescovile è situato nel Palazzo dell’Arcivescovado, sviluppato tra il primo e il secondo piano. Il centro museale ospita ed espone numerose opere d’arte provenienti dalla prima cattedrale di Ravenna e da altre costruzioni ora distrutte. La struttura è celebre per ospitare la famosa cattedra di Massimiano, una delle più celebri opere in avorio di cui si è a conoscenza, eseguita da artisti bizantini nel VI secolo d.C.. Il Museo Arcivescovile ospita anche uno dei patrimoni UNESCO della città, la Cappella di Sant’Andrea, un oratorio paleocristiano a croce greca decorato con mosaici ed edificato tra il 494 e il 519.

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Museo d’Arte della Città di Ravenna

Ravenna, Museo d'Arte

Il Museo d’Arte di Ravenna è situato all’interno di un complesso monumentale, adiacente all’Abbazia di Santa Maria in Porto e rappresenta una delle cose da vedere a Ravenna. L’edificio del 16° secolo ha subito delle soppressioni durante la dominazione napoleonica per venire poi restaurato unicamente durante gli anni ’70 dello scorso secolo. Da questa soppressione sono rimaste intatte unicamente il chiostro rinascimentale e l’elegante loggia a cinque archi, divenuta l’emblema dell’intero complesso.

Il museo, dal 2002 Istituzione del Comune di Ravenna, oltre ad essere sede di numerose ed importanti mostre d’arte temporanee, ospita tre collezioni permanenti:

  • La prima è una collezione con opere, tra dipinti e sculture, databili tra il 14° e il 19° secolo, tra cui spicca la statua di Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo.
  • La seconda invece è una collezione moderna con opere databili tra il 19° secolo ed il 21° secolo.
  • La terza, e probabilmente più caratteristica, è una collezione di mosaici contemporanei con opere databili tra la metà del ‘900 e oggi.

 

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