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Cosa vedere a Ravenna,
la capitale europea dei mosaici

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Cosa vedere a Ravenna, mappa
© Yandex maps

icona-articoloRavenna, la città ricca di arte e cultura. L’arte a Ravenna è indubbiamente la ragione principale che porta ogni turista a visitare questa località dell’Emilia Romagna. Sono in particolar modo gli amanti del mosaico a sceglierla di visitarla, un fertile laboratorio di arte per gli artigiani che coprirono i vecchi edifici religiosi realizzati in terracotta con imponenti mosaici. La città tuttavia è anche una importante meta storica, in passato capitale dell’Impero Romano d’Occidente e dell’Impero di Bisanzio in Europa. Ravenna è anche una della poche città al mondo che può vantare di possedere ben otto monumenti inseriti nei Patrimoni dell’UNESCO. Pronti a scoprire cosa vedere a Ravenna?

 

Cenni storici

Cosa vedere a Ravenna, centro storicoLe origini della città hanno inizio intorno all’anno 1000 a.C. quando la città era un piccolo villaggio le cui vicende erano connesse alle prime popolazioni della penisola. Nel III secolo a.C. venne conquistata dai romani, lasciata però come luogo di secondaria importanza. Nell’89 a.C. divenne città federata di Roma nell’89 a.C., sotto la forte guida di Ottaviano Augusto. L’imperatore realizzò uno dei più grandi porti militari della penisola con lo scopo di ormeggiare l’Armata del Levante, 250 imbarcazioni e 10 mila tra soldati e lavoratori. Ravenna divenne quindi il principale punto di difesa dell’Adriatico, accrescendo sia commercialmente che demograficamente.

Nel 402 d.C. l’Imperatore Onorio rese Ravenna capitale dell’Impero Romano d’Occidente, rendendo l’insediamento una delle più importanti città della penisola. Presto l’odierno abitato di Ravenna crebbe e la Chiesa si trasferì a Ravenna, dando vita all’Età dei Vescovi, periodo in cui la città fu ornata di una possente cinta muraria.Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente Ravenna fu dominata da Re Teodorico per una trentina d’anni. Fu il periodo di ampliamento del Palazzo Reale e dell’annessa Cappella Palatina, oggi conosciuta con il titolo di San Apollinare Nuovo. Tra i vari monumenti eretti si ricorda il Battistero Ariano con il suo pregevole mausoleo coronato da 250 tonnellate di un masso roccioso.

Passarono pochi anni dalla morte di Re Teodorico per trovare Ravenna conquistata dai Bizantini, che sotto la guida dell’Imperatore Giustiniano rese la città un ponte tra Oriente e Occidente. Alla metà del VIII secolo in città subentrò la forza della signoria degli arcivescovi, che guidarono sotto il favore degli imperatori sassoni e francofoni.
Per i secoli successivi non vi furono grandi svolte in città, eccezion fatta per il periodo tra il 1318 e il 1321, quando Ravenna ospitò Dante Alighieri nelle mura della residenza di Guida Novello. Il sepolcro di Dante Alighieri è ben noto essere ubicato a Ravenna, in una cripta neoclassica ammirabile nel centro città.

Per 70 anni, dal 1441, la città fu sotto la guida dei Veneziani, che la resero un’importante porto commerciale, di cui si ricorda anche la realizzazione della Rocca Brancaleone e il conseguente restauro del Palazzo Comunale. Chiusa la parentesi veneziana la città fu annessa al potere pontificio, rimanendoci per oltre tre secoli. La Chiesa, date le continue inondazioni, ha migliorato l’impianto idraulico di Ravenna, creando anche il canale che congiunge la città al mare.

Dopo il periodo relativo alle Repubbliche, tra cui quella Cisalpina, nate a seguito dell’ascesa di Napoleone, la città entrò nel Regno d’Italia il 13 marzo del 1860. Ravenna la si ricorda anche per aver contribuito di petto alla lotta contro il fascismo e dal 1996, grazie alle sue splendide opere mosaiche, è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO con otto dei suoi più importanti monumenti storici.

 

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Cosa vedere a Ravenna, itinerario

Le attrazioni di Ravenna sono davvero numerose e il modo migliore per essere certi di risparmiare tempo è quello di acquistare il biglietto unico di ingresso. Con questo ticket potrete accedere infatti alla Basilica di San Vitale, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Museo Arcivescovile, il Battistero Neoniano e il Mausoleo di Galla Placidia senza ulteriori code. Ricordate che per le ultime due attrazioni è necessaria la prenotazione. Per l’acquisto dei biglietti, oltre al sito ufficiale (→ link alla biglietteria on line), lo potrete acquistare anche presso le biglietterie.

 

Piazza del Popolo

Cosa vedere a Ravenna, centro storico

Iniziamo a scoprire le cose da vedere a Ravenna dalla sua piazza principale, la Piazza del Popolo, il punto di incontro fra le principali arterie del centro storico. Risalente alla seconda metà del Quattrocento, la sua costruzione risale al periodo di dominazione veneziana. Durante i vari lavori di ristrutturazione, Piazza del Popolo venne arricchita di due colonne in granito nel 1483. Nella prima venne eretto il Leone di San Marco e sulla successiva la statua del patrono, Sant’Appolinare. Alla caduta dei veneziani, il pontefice Giulio II fece rimuovere il Leone per sostituirlo, com’è attualmente, con la statua di San Vitale.

Meritano uno sguardo anche i palazzi storici che qua si affacciano. Il Palazzo Merlato, il più vicino alle due colonne, risale al Trecento mentre il Palazzo del Rettore di Romagna, risalente al 1295, è invece posto nella parte più meridionale della piazza e oggi noto come Palazzo Apostolico. Qui ha anche sede l’ex palazzo della Banca Nazionale del Lavoro che è connesso direttamente al Palazzo della Prefettura da cui è possibile scorgere il sepolcro di Dante.

 

Basilica di San Francesco Maggiore

Cosa vedere a Ravenna, Basilica di San Pietro Maggiore

Dopo aver visitato la Piazza del Popolo inizieremo a scoprire cosa vedere a Ravenna percorrendo la via Guidone che ci condurrà alla Piazza della Libertà da dove arriveremo all’adiacente Piazza San Francesco, sede dell’omonima Basilica. Siamo alle spalle della Tomba di Dante dove troviamo una delle basiliche più apprezzate dai cittadini di Ravenna. Costruita in stile romanico, la Basilica di San Francesco fu particolarmente apprezzata dalla famiglia dei Polentani, i signori della città. Fu anche spesso visitata da Dante e proprio qui nel settembre del 1321 venne celebrato il suo solenne funerale.

La sua costruzione risale al V secolo d.C. ma durante la sua storia numerosi furono i rimaneggiamenti. L’ultimo restauro fondamentale, avvenuto nel 1921 durante le celebrazioni del VI Centenario della morte di Dante, furono rimosse le sovrastrutture barocche riportando l’edificio ecclesiastico ai rigori dell’ordine Francescano. Al suo interno la Basilica di San Francesco è realizzata a tre navate mentre il suo esterno è riconoscibile per il suo alto campanile, risalente al IX secolo.

 

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Museo Arcivescovile

Ravenna, Museo Arcivescovile

Giusto a pochi minuti da Piazza San Francesco si giunge nell’importantissima Piazza Arcivescovado. Qua si affacciano (o si trovano nei pressi) alcune delle più iconiche attrazioni di Ravenna, tra cui il Museo Arcivescovile. Il Museo Arcivescovile è situato nel Palazzo dell’Arcivescovado, sviluppato tra il primo e il secondo piano. Il centro museale ospita ed espone numerose opere d’arte provenienti dalla prima cattedrale di Ravenna e da altre costruzioni ora distrutte.

La struttura è celebre per ospitare la famosa cattedra di Massimiano, una delle più celebri opere in avorio di cui si è a conoscenza, eseguita da artisti bizantini nel VI secolo d.C.. Il Museo Arcivescovile ospita anche uno dei patrimoni UNESCO della città, la Cappella di Sant’Andrea, un oratorio paleocristiano a croce greca decorato con mosaici ed edificato tra il 494 e il 519.

Cattedrale della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

Facciata principale del Duomo di Ravenna
Facciata principale del Duomo di Ravenna

Al Palazzo dell’Arcivescovado troviamo immediatamente adiacente la Cattedrale della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, che non è altro il Duomo di Ravenna. Sede vescovile dell’arcidiocesi di Ravenna-Cervia, la Cattedrale di Ravenna rappresenta un’eccellenza architettonica nel centro storico della città romagnola. La sua costruzione risale ai primi anni del XVIII secolo.

Il tal Maffeo Nicolò Farsetti, non appena divenuto arcivescovo di Ravenna, ordinò la costruzione di una nuova cattedrale di stile barocco laddove già vi si trovava una chiesa, ma di minor dimensione e rilevanza artistica. Una volta ottenuta l’autorizzazione necessaria, nel 1734, si posò la prima pietra per la sua costruzione. Occorsero 11 anni affinché, nel 1745, venisse consacrata e quindi ufficialmente aperta ai fedeli. Il sito del Duomo di Ravenna era la sede dell’antica Basilica Ursiana, ai tempi uno dei luoghi di culto più noti del territorio.

 

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Battistero Neoniano

Ravenna, Battistero Neoniano 

Il Battistero Neoniano è uno degli edifici religiosi più antichi di Ravenna, datato primi anni del V secolo. Situato subito di fronte la Cattedrale di Ravenna, il Battistero in un periodo compreso tra il 450 ed il 475 è stato protagonista di un profondo rifacimento.

Durante questi anni le pareti interne vennero ornate da innumerevoli mosaici dai colori brillanti. Il battistero, di forma ottagonale, presenta lati alternativamente rettilinei e absidati, caratterizzati in alto da una finestra con arco e porte interrate.
L’interno, articolato in due arcate sovrapposte, presenta una ricca decorazione di marmi nella parte inferiore, di stucchi nell’area mediana e di mosaici in quella superiore, con un’evidente influenza ellenistico-romana.

Al centro della cupola un grande medaglione rappresenta la scena del battesimo di Cristo, raffigurato immerso sino alla vita nelle acque trasparenti del fiume Giordano. Ad oggi è la più antica testimonianza di una scena del battesimo di Cristo rappresentata a mosaico in un edificio monumentale.

Mausoleo di Galla Placidia

Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia

Il Mausoleo di Galla Placidia è il più antico esempio dello splendore dell’arte mosaica di Ravenna. Le origini dell’edificio risalgono intorno alla metà del V secolo d.C.
Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, successivamente al trasferimento della capitale dell’Impero Romano d’Occidente da Milano a Ravenna nel 402 d.C., aveva fatto costruire questo piccolo mausoleo a croce latina per il proprio piacere.
Originariamente il progetto del mausoleo doveva essere collegato dal lato meridionale della vicina Chiesa di Santa Croce, anche questa voluta da Galla Placidia.

L’esterno dell’edificio si presenta semplice, senza alcun dettaglio particolare e di gran interesse. La situazione però cambia totalmente una volta entrati.
L’interno è caratterizzato da una sfarzosa decorazione mosaica, resa ulteriormente più splendente dalla luce che filtra tramite le piccole finestre. Nell’area inferiore, le pareti sono rivestite da marmi pregiati, quella superiore, invece, è interamente decorata con ricche raffigurazioni artistiche mosaiche. Queste raffigurano temi iconografici che uniscono lo stile artistico tradizionale romanico con quello cristiano, rendendo il prodotto finale semplicemente eccezionale.

Il Mausoleo di Galla Placida, oltretutto, rappresenta l’inizio della celebre cultura artistica dei mosaici a Ravenna, con i più antichi qua ospitati risalenti a circa il 425 d.C..

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Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

La Basilica di Sant’Apollinare Nuovo è situata in centro città, poco distante dalla stazione ferroviaria ed è una delle principali cose da vedere a Ravenna.

Le origini della Basilica risalgono alla prima metà del V secolo, costruita per volere di Teoderico il Grande, uno dei più celebri personaggi dell’epoca noto per le sue gesta benevoli a favore del popolo.
La Basilica vide un cambio di nome a circa metà del VI secolo, quando la conquista bizantina e l’annessa conversione al culto ortodosso fecero rinominare l’edificio con il titolo dedicato a San Martino, vescovo di Tours.

Secondo la tradizione, nel IX secolo vennero qua spostate le reliquie di Sant’Apollinare, provenienti dalla Basilica di Classe.
Per questa celebrazione la chiesa venne rinominata nuovamente, con il titolo dedicato all’omonimo Santo. L’aggiunta nel nome di “Nuovo” serviva per distinguere la Basilica con la chiesa omonima già esistente in città.
Verosimilmente al Mausoleo di Galla Placidia, l’esterno dell’edificio si presenta pressoché semplice caratterizzato unicamente dall’annessa torre cilindrica. L’interno, invece, è particolarmente piacevole per la ricca presenza dei mosaici.

I 26 episodi religiosi rappresentati, dal punto vista stilistico ed artistico, consentono di seguire l’evoluzione dell’arte mosaica parietale dall’età teodoriciana, inizio V secolo, a quella giustinianea, metà 6° secolo.

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Basilica di San Vitale

La Basilica di San Vitale

Tra le cose da vedere a Ravenna troviamo la Basilica di San Vitale.
E’ un edificio di culto situato a metà strada tra il Mausoleo di Galla Placidia e il Museo Nazionale. La Basilica è considerata come una tra le più importanti testimonianze dell’arte paleocristiana in Italia.
La sua costruzione ha avuto inizio in un periodo compreso tra il V e il VI secolo, probabilmente faceva parte dello stesso progetto di urbanizzazione ecclesiastica del Mausoleo di Galla Placidia e della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo.

Consacrata nel 548, la chiesa presenta un’eccezionale architettura esterna influenzata, come per molti edifici di Ravenna, da alcuni degli stili artistici orientali più importanti.
Una volta entrati nella Basilica di San Vitale le prime due caratteristiche che colpiscono particolarmente il visitatore sono l’ampio spazio e il contrasto tra affreschi barocchi e mosaici dell’epoca giustinianea.
Anche le decorazioni interne fondono perfettamente le tradizioni artistiche occidentali con quelle orientali, e lungo l’intera struttura ottagonale è possibile ammirare la sfarzosità che caratterizzava l’epoca giustinianea.

Da osservare con particolare attenzione la cupola e le nicchie, affrescate nel 1780 da Barozzi, Gandolfi e Guarana rappresentano lo splendore artistico italiano nei secoli.

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Basilica di Sant’Apollinare in Classe

Ravenna, Basilica di Sant'Apollinare in Classe

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe è un altro edificio di culto situato a circa 8 km dal centro della città di Ravenna.
Edificata qualche anno prima dell’altra Basilica di Sant’Apollinare, la cui struttura è pressoché simile, è definita come il più celebre e grande esempio di Basilica Paleocristiana. Assieme al Mausoleo di Galla Placidia, è molto probabilmente l’edificio che diede vita alla cultura dell’arte mosaica a Ravenna.

L’interno di questo edificio è strutturato esattamente come la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, con un lungo corridoio contornato da colonne che delineano l’area centrale.

Raggiungendo l’estremità della Basilica si riuscirà a notare la piacevole arte mosaica che caratterizza l’abside, che raffigura il Patrono di Ravenna accompagnato da un branco di animali, coronato da una brillante croce e spalleggiato da un paesaggio verde smeraldo.

 

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Museo d’Arte della Città di Ravenna

Ravenna, Museo d'Arte

Il Museo d’Arte di Ravenna è situato all’interno di un complesso monumentale, adiacente all’Abbazia di Santa Maria in Porto e rappresenta una delle cose da vedere a Ravenna. L’edificio del 16° secolo ha subito delle soppressioni durante la dominazione napoleonica per venire poi restaurato unicamente durante gli anni ’70 dello scorso secolo. Da questa soppressione sono rimaste intatte unicamente il chiostro rinascimentale e l’elegante loggia a cinque archi, divenuta l’emblema dell’intero complesso.

Il museo, dal 2002 Istituzione del Comune di Ravenna, oltre ad essere sede di numerose ed importanti mostre d’arte temporanee, ospita tre collezioni permanenti:

  • La prima è una collezione con opere, tra dipinti e sculture, databili tra il 14° e il 19° secolo, tra cui spicca la statua di Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo.
  • La seconda invece è una collezione moderna con opere databili tra il 19° secolo ed il 21° secolo.
  • La terza, e probabilmente più caratteristica, è una collezione di mosaici contemporanei con opere databili tra la metà del ‘900 e oggi.

 

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