Cosa vedere a Parma

Cosa vedere a Parma, la città dell'Emilia Romagna ricca d'arte e di attrazioni con uno splendido Duomo e relativo Battistero, la casa di Toscanini e il Museo del Suono. Ecco cosa vedere a Parma.

Cosa vedere a Parma, la città d’arte
dell’Emilia Romagna

Parma è un comune di quasi 200.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in  Emilia-Romagna. Nota per la la sua cultura gastronomica, grazie all’insaccato più consumato d’Italia, Parma è una città più metropolitana rispetto alla vicina Modena e meno di Bologna, il capoluogo di regione.

Parma è semplicemente una destinazione da scoprire, da gustare e anche da visitare.
Ecco cosa vedere a Parma.

Duomo

Il Duomo di Parma è la chiesa principale dell’omonima città, costruita a partire dal 1074. Rappresenta l’essenzialità dello stile romanico con decorazioni sfarzose di pittura rinascimentale. Consacrata nel 1106, la cattedrale si presenta esternamente abbastanza semplice mentre nel suo interno sono da ammirare diversi importanti affreschi rinascimentali.

Tra questi merita attenzione La cupola di Correggio, un’affascinante opera d’arte prospettica, dove la luce e la composizione creano un effetto ottico sull’affresco, che dona l’idea di essere in continuo movimento. Da osservare assolutamente anche il Ciclo Affrescato di Lattanzio Gambara, una serie di affreschi che accompagna i fedeli verso la navata centrale. Nel dipinto è raffigurata la vita di Cristo ed alcuni episodi del Vecchio Testamento.

Per ultimo, ma senza dubbio non meno importante, troviamo il Cristo in Gloria, nell’abside. Affrescato da Gerolamo Bedoli, il dipinto raffigura in pieno risalto Cristo, mostrando i segni del proprio sacrificio, mentre ascende al cielo assieme ad innumerevoli angeli e santi.

Il Battistero di Parma

Tra le cose da vedere a Parma, sempre nella Piazza del Duomo di Parma, troviamo il Battistero, realizzato da Benedetto Antelami tra il 1196 e il 1216, si tratta di uno dei monumenti più importanti del passaggio dallo stile artistico romanico al primo gotico. L’esterno dell’edificio presenta una ammirevole struttura ottagonale, costruita in marmo rosa di Verona, e sviluppa in altezza con quattro aperture architravate.

Il Portale della Vergine è la porta principale, affacciato verso nord sulla Piazza. Il portone è coronato da un opera scultorea interessante, raffigurante la Vergine incornata con in mano un fiore e il bambino benedicente, Gesù.
Da notare, in direzione degli stipiti del portone, due alberi genealogici che descrivono la storia della discendenza del Messia.
Il primo, quello di Giacobbe che termina con Mosè è la prefigurazione di Cristo mentre
il secondo, quello di Jesse da cui deriva Maria, la madre di Gesù.

La porta è completata dal fregio superiore, dove trovano posto i dodici apostoli. Sull’architrave è incisa le scritta con il nome dello “scultor Benedictus” e l’inizio del cantiere, il 1196.

Galleria Nazionale

Tra la fine del 17° secolo e l’inizio del 18°, la raccolta di opere d’arte, oggetti rari, dipinti e monete di proprietà dei Farnese venne trasferita da Roma a Parma. A metà del 18° secolo veniva invece esposta in un grande salone del Palazzo della Pilotta. Nel 1734 una parte della raccolta venne poi trasferita a Napoli da Carlo di Borbone, ultimo discendente dei Farnese al governo della città emiliana.

La Galleria Nazionale espone la principale collezione d’arte di Parma. Accanto alle opere degli artisti locali come Correggio e Parmigianino, si potranno ammirare i celebri dipinti de La guarigione del cieco nato di El Greco e il Ritratto di Paolo III Farnese di Sebastiano del Piombo.

Prima di arrivare alla galleria si attraverserà il Teatro Farnese, situato nello stesso palazzo si tratta di una rielaborazione di una copia del Teatro Olimpico di Andrea Palladio a Vicenza .

Teatro Farnese

Il Teatro Farnese è la struttura teatrale situata all’interno del primo piano del Palazzo della Pilotta. La struttura originale, progettata per volontà del duca di Parma e Piacenza Ranuccio I, è stata costruita in tempo molto breve, con l’unico utilizzo di materiali leggeri, quali il legno e lo stucco dipinto.

Il teatro è stato creato per celebrare con grande sfarzo la sosta di Cosimo II de’ Medici a Parma, realizzata in occasione di un viaggio del Granduca di Toscana a Milano per visitare la tomba di San Carlo Borromeo.

La struttura è stata distrutta a causa di alcuni bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Finita la guerra, il teatro è stato ricostruito fedelmente seguendo il progetto originale.

Parco della Cittadella

Il Parco della Cittadella è uno dei parchi più celebri della città di Parma. Il parco si presenta con una peculiare pianta pentagonale, tipico delle fortezze, la prima destinazione d’uso. In passato, infatti, ospitava una caserma e una struttura difensiva. Oggi invece è un parco pubblico.

Ora il parco, situato all’interno della storica cinta muraria, è visitabile tutti i giorni dalle 7 sino, inverno, alle 20 ed in estate alle 21.

La Casa del Suono

Tra le cose da vedere a Parma merita sicuramente interesse la Casa del Suono, conosciuto anche come La Casa degli Audiofili.

Parliamo di un centro museale ospitato nella Chiesa di Santa Elisabetta, risalente al 18° secolo. All’interno sono ospitati numerosi cimeli ed oggetti riguardanti il mondo della musica e del suono in generale. Questo suggestivo museo permette ai visitatori di riflettere sulla modalità di ascolto e di elaborazione del suono, tramite oggetti tecnologici di riproduzione audio risalenti ad epoche differenti.

La Casa del Suono propone un tour attraverso la storia e l’evoluzione della tecnologia audio, con particolare attenzione riguardo ai cimeli, quali fonografo, grammofono, radio al magnetofono sino ad arrivare anche al recente iPod.

All’interno della struttura è ospitata una ricca raccolta di fonoriproduttori, ovvero strutture dotate di innovativi impianti di riproduzione sonora e servizi dedicati alla ricerca scientifica ed artistica.

Pinacoteca Stuard

Parma, Pinacoteca Stuard

Appartenente al sistema dei Musei Civici di San Paolo, la Pinacoteca Stuard è stata inaugurata nel 2002 intitolata in onore al filantropo Giuseppe Stuard. All’interno della Pinanoteca sono ospitati numerosi reperti archeologici, disegni, dipinti, sculture e oggetti dalla tarda antichità al Novecento, in gran parte legati al territorio parmense.

L’ultimo ampliamento è avvenuta nel 2016, dove molte delle 21 sale articolate su due piani sono state arricchite con numerose opere d’arte. Tra queste modifiche citiamo il trasferimento dal palazzo del Municipio numerosi dipinti farnesiani.

Le ultime sale, situate nel secondo piano, ospitano i disegni del Teatro Regio, le opere del 19° esimo dell’Accademia di Belle Arti di Parma, e le raffigurazioni dei principali stili artistici.

Museo Bocchi

Il Museo Bocchi, dedicato all’omonimo artista, inaugurato nel 1999 e situato nel Palazzo Sanvitale, ospita ed espone le opere d’arte di maggiore rilievo del pittore parmense.

L’artista, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Parma, ha vissuto per gran parte della propria vita nella città di Roma, dove nel 1976 morì. Il trasloco, avvenuto all’età di soli 19 anni, ha permesso al giovane di frequentare la Scuola di nudo.

Nonostante non sia mai tornato a vivere nella sua città natale, Bocchi rappresenta uno dei personaggi di maggiore rilievo artistico nella storia di Parma.

Il Museo Amedeo Bocchi è strutturato in varie sezioni.
Nella prima sono ospitate le sue opere più storiche, tra le quali troviamo un dipinto ad olio del 1898 e il celebre disegno con cui si era diplomato, con il massimo dei voti, all’Accademia delle Belle Arti.

La seconda area invece ospita i ritratti dedicati alla sua moglie Rita, dove l’artista ha dimostrato la sua raffinata capacità introspettiva nell’esprimere di sentimenti.

Proseguendo, si entra nell’area dedicata ai capolavori eseguiti nel 1919, celebri per le rappresentazioni della giovane Niccolina, sua seconda moglie nonché modella per i ritratti.

Si concluderà con la sezione dedicata alle opere degli ultimi decenni della sua vita, dove sono raccontate tematiche artistiche varie, come soggetti religiosi e scene campestri con giovani donne come protagoniste.

Piazza Garibaldi

Piazza Garibaldi, Parma

Piazza Garibaldi è definita il cuore pulsante della vita cittadina di Parma. La piazza è il risultato di secoli di evoluzioni sociali ed artistiche, che hanno permesso di rendere il luogo di particolare interesse turistico.

La piazza ha visto la luce all’inizio del 13° secolo, quando la costruzione del Palazzo Vecchio ne aveva delineato il lato meridianale assieme al Palazzo Comunale.

Successivamente, il Palazzo del Governatore ha delineato il confine settentrionale, caratterizzato da un peculiare e piacevole stile neoclassico, che rende lo stile artistico della piazza disomogeneo.

Oggi la piazza, con i tavolini all’aperto, le vie pedonali e i vari negozi è definito come il vero e proprio salotto dei parmigiani.  

Bobbio, il borgo medievale vicino a Piacenza  
Bobbio, il borgo medievale vicino a Piacenza per trascorrere una giornata ammirando il Duomo ed il Castello.

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La casa natale di Toscanini

La casa natale di Toscanini, nel quartiere Oltretorrente, è uno dei complessi museali più rappresentativi della città di Parma. Qua il 25 marzo 1867 Arturo Toscanini ci era nato e ci aveva vissuto per molti anni.

Il quartiere Oltretorrente è probabilmente il luogo più rappresentativo dello stile di vita di Toscanini, un quartiere vivace, ricco di musica di strada e politicamente irrequieto.

La casa nella sua prima forma museale vide la luce nel 1967, in occasione del Centenario della nascita del Maestro. 48 anni dopo, nel 2005, la casa natale è stata chiusa per poi riaprire il 16 Gennaio del 2007, in occasione dei 50 anni della sua morte. In quei due anni di chiusura il complesso ha osservato un profondo lavoro di rinnovamento, sia a livello di allestimento che di struttura.

Ogni stanza della casa racconta aspetti della vita e dell’opera del grande Maestro e si presenta ad oggi come un’affascinante museo moderno, un luogo dedicato alla memoria del maestro, con oggetti e cimeli a lui appartenuti.

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