Cosa vedere a Orbetello, il mare della Maremma

Guida di Orbetello, una tra le principali località turistiche della Maremma ricordata per la presenza di un mulino a vento che spunta dalle acque della laguna. Tra le cose da vedere a Orbetello citiamo il Mulino Spagnolo, l'unico conservato tra i 9 che storicamente erano utilizzati, il Museo Archeologico, dentro cui sono esposti reperti d'epoca etrusca, e il Duomo di Orbetello, tra i più importanti edifici religiosi di tutta la zona. Ecco cosa vedere a Orbetello, in provincia di Grosseto.4 min


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Cosa vedere a Orbetello
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Guida di Orbetello, Grosseto

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Nella parte più a sud della Maremma, a breve distanza dall’Argentario, sorge Orbetello, un piccolo territorio al centro dell’omonima laguna con meno di 15.000 residenti.
La città, tra le principali località turistiche della zona, è ricordata anche per la presenza di un mulino a vento che spunta dalle acque della laguna. La struttura, risalente al Quattrocento, è l’unica sopravvissuta tra tutti i mulini qua esistenti, 9 in totale, che producevano farina utilizzando proprio l’acqua della laguna.

Oggi la laguna è oasi protetta dal WWF, un territorio di quasi 1.000 ettari che è anche la più importante del Tirreno, oltre a una delle prime a essere mai state realizzate dal WWF.
All’interno dell’oasi sono presenti diverse postazioni per il bird watching e il suo percorso di visita è suddiviso in tre differenti itinerari.
Il primo è composto da 9 postazioni dedicate all’osservazione degli uccelli, oltre 200 specie a cui vanno aggiunti i fenicotteri rosa che qua vivono fino a primavera. Il secondo è invece un percorso botanico mentre il terzo e ultimo è dedicato al giardino delle farfalle e alla mostra sulle zone umide.

Cenni storici

Cosa vedere a OrbetelloNoto fin dal tempo degli Etruschi, Orbetello venne presto conquistato dai romani che lo resero un centro florido. Durante il periodo medievale, nel IX secolo, il territorio comprendeva l’abbazia romana delle Tre Fontane, poi ceduto nel 1269, pur rimanendone proprietari.
Nel Trecento Orbetello divenne conteso tra gli Orsini e la repubblica di Siena, che ne divenne proprietaria nel 1414, comprendendo nuovamente il territorio dell’abbazia dal 1452.
Più volte saccheggiata, nel 1557 divenne capitale dello Stato dei Presidi, piccolo lembo contenente anche l’Argentario e Longone, nell’isola d’Elba.

Dopo un tentativo di conquista nel 1646 dei francesi, divenne nel 1708 austriaca e nel 1746 governata dai Borboni di Napoli.
Nel 1808 lo Stato dei Presidi divenne parte del regno d’Etruria e nel 1815 del Granducato di Toscana. La storia si concluse con l’annessione al Regno d’Italia.
Oggi Orbetello ha poco meno di 15.000 abitanti ed è una rinomata località balneare arricchita da aree naturali, siti archelogici e monumenti.

Cosa vedere ad Orbetello

Cosa vedere a Orbetello

Se raggiungete Orbetello dall’Argentario vi troverete ad ammirare la diga costruita da Leopoldo II nel 1842. In quel periodo i mulini erano nove e avevano lo scopo di macinare la farina di grano per gli abitanti.
Oggi dei 9 mulini, solo 1 è rimasto.

Mulino Spagnolo

Cosa vedere a Orbetello

Il monumento più noto di Orbetello è il Mulino Spagnolo, l’unico conservato tra i 9 che storicamente erano presenti. Il Mulino Spagnolo trova spazio al largo della laguna, a circa 50 metri di distanza dalla punta della penisola su cui sorge Orbetello.
La struttura del Mulino Spagnolo si presenta con base circolare e si innalza per una decina di metri. Per accedere al mulino è presente un un’unica porta posta sul lato che si affaccia sulla penisola di Orbetello e la ruota è composta da 4 aste di legno, posta subito sopra all’ingresso.

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Duomo di Orbetello

Duomo di Orbetello

Intitolato a Santa Maria Assunta, lo storico Duomo di Orbetello è il principale edificio religioso della cittadina, costruito a partire dal 13° secolo e completato definitivamente solamente nello scorso secolo. Seppur senza prove confutanti, sarebbe che il Duomo di Orbetello è situato sul sito di un preesistente tempio costruito in epoca etrusca, modificato poi durante il dominio romano verso il 500 d.C.In linea generale sulla fondazione del Duomo di Orbetello non si hanno notizie precise. Si stima comunque che l’edificio vide la luce – nella sua forma di cattedrale – nel 12° secolo, venendo poi riedificato nel tardo 14° secolo
Conclusi i lavori, Orbetello divenne capitale dello Stato dei Presidi, a cui seguirono poi altri lavori di ampliamento generale del duomo, conclusi nel 1582.
Lo storico campanile venne poi dichiarato a rischio crollo, venendo quindi abbattuto nella fine del 18° secolo e ricostruito con un nuovo modello alla metà del 19° secolo.A caratterizzare il Duomo di Orbetello è senza dubbio la facciata di stile romanico-gotico risalente al 1376. L’interno invece si presenta a tre navate, con caratteristiche classicistiche, e spicca la cappella intitolata a San Biagio, comunemente definita come l’ambiente religioso di maggiore rilievo in città.

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Il Frontone di Talamone

Situato all’interno della Caserma Umberto I, il Frontone di Talamone è uno dei più pregevoli esempi ancor oggi conservati di rilievo in terracotta d’epoca etrusca.
Sul Frontone di Talamone è incisa una raffigurazione del mito dei Sette contro Tebe, la tragedia greca di Eschilo, ed è stato rinvenuto nel tardo 19° secolo sul colle di Talamonaccio.

Il Frontone di Talamone si stima essere risalente al 4° secolo a.C. e si presuppone che fosse integrato in un tempio etrusco, distrutto nel I secolo a.C. a causa di un devastante incendio.

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Museo Archeologico di Orbetello

Il Museo Archeologico di Orbetello è il principale centro culturale della città ed ospita alcuni reperti rinvenuti nel territorio limitrofo alla città. Riaperto nel 2004 dopo oltre 20 anni dalla sua chiusura, il Museo Archeologico di Orbetello si caratterizza per la sua impostazione dedicata alla didattica, facilitando i visitatori ad apprendere la storia legata alle rispettive reliquie.
Nel dettaglio nel museo sono esposti cimeli di natura bellica, come armi e armatura, e agricola, con riproduzioni e pezzi originali di strumenti impiegati nell’agricoltura in epoca etrusca.

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