Condividi su:

La strada
Spaccanapoli

Tutti gli articoli della provincia di Napoli

icona-articoloSe siete in visita nel capoluogo della Campania è d’obbligo fare una passeggiata nella strada Spaccanapoli. Siamo in una delle principali strade della città che a tutti gli effetti divide in due parti la città di Napoli. L’arteria è maggiormente comprensibile guardando all’alto la città: si noterà infatti una vera e propria divisione, un effetto suggestivo e un colpo d’occhio unico della città. Conosciamo Spaccanapoli.

Cosa vedere a Spaccanapoli

 

Spaccanapoli, dettaglio della stradaLe origini di Spaccanapoli sono millenarie. La strada parte dai quartieri Spagnoli e si conclude al quartiere di Forcella. Una passeggiata lungo questo percorso del centro storico di Napoli, la cui lunghezza è di circa 2 km, vi permetterà di attraversare la città con le sue molteplici peculiarità. Avrete infatti modo di passeggiare lungo un’arteria che vi mostrerà abitazioni d’epoca intervallate da vari hotel e altre costruzioni più recenti, un insieme unico che vi permetterà di scoprire parte della Napoli più verace.

Nonostante nel tempo la sua configurazione sia stata modificata, in origine infatti partiva da Piazza San Domenico e raggiungeva il Duomo, Spaccanapoli rappresenta un percorso unico e imperdibile, parte della vera essenza della città. Eccoci dunque a scoprire cosa vedere a Spaccanapoli.

 

OneMag-logo
Link-uscita icona  Ecco le 10 cose da vedere a Napoli

Chiesa e Chiostro di Santa Chiara

SpaccaNapoli, chiostro di Santa Clara

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Spaccanapoli iniziando dalla chiesa gotica di Santa Chiara. Con la sua struttura a singola navata inserita in un ambiente piuttosto frugale, la struttura religiosa è contesa da numerose coppie che qua, complice l’esclusiva location, vogliono celebrare il loro matrimonio. Una volta entrati merita osservare l’affresco posto giusto dietro l’altare, purtroppo solo una traccia di quello che era un capolavoro di Giotto, autore anche di numerose decorazioni avvenute nel 1326.

Il chiostro, poco distante, permette di ammirare altre decorazioni, quelle rappresentanti la vita quotidiana dell’Antico testamento. Al suo interno hanno sede numerosi eventi, tra le quali interessanti rassegne teatrali e di arte.

 

OneMag-logo
Link-uscita icona  Bacoli, il paese sulla punta della penisola del golfo di Pozzuoli


Chiesa del Gesù Nuovo

SpaccaNapoli, Chiesa del Gesù Nuovo

Proseguiamo a passeggiare per scoprire cosa vedere a Spaccanapoli per raggiungere un successivo edificio religioso, la Chiesa del Gesù Nuovo. Poco distante è visibile anche l’Obelelisco dell’Immacolata, posto giusto di fronte alla chiesa del Gesù Nuovo e nell’omonima piazza. Il monumento è l’ultimo dei tre obelischi presenti a Napoli, costruito dopo quello di San Gennaro e San Domenico nel Settecento,

La chiesa è invece stata realizzata negli ultimi anni del Cinquecento e il suo nome vuole proprio distinguerla dalla chiesa del Gesù Vecchio. All’esterno è realizzata in pietre mentre il suo esterno è sempre piuttosto frugale, con numerosi marmi e affreschi.
Rimane una delle chiese più significative di Napoli per la presenza delle spoglie di San Giuseppe Moscati, il medico santo.

 

OneMag-logo
Link-uscita icona  Le spiagge libere di Napoli


Basilica di San Domenico Maggiore

SpaccaNapoli, Basilica di San Domenico

Il complesso di San Domenico Maggiore comprende, oltre alla basilica, anche l’obelisco, il secondo dei tre presenti a Napoli. La maestosità del suo complesso prevedeva anche una completa e assoluta gestione autonoma, con i suoi servizi in grado di rendersi indipendente dal resto della città. Nella piazza troviamo numerosi palazzi storici, edificati dalle famiglie nobili del tempo, tra cui Palazzo Petrucci e Palazzo Casacalenda.

Gli elementi architettonici tuttavia risalgono a tempi anche molto diversi fra loro, rendendo ancora di più unica la struttura della piazza. Molto frequentata nel 1700, tanto da rendere necessaria da parte di re Ferdinando IV l’installazione, proprio sulle pareti della Basilica, di una iscrizione che vietava rumori e disturbi vari. Il decoro veniva inoltre preservato anche vietando qualsiasi vendita al dettaglio o depositando qualsiasi rifiuto. Un primo importante segnale di ordine che il re volle fare a tutta la popolazione che qua sempre più spesso si ritrovava per mercanteggiare o giocare, piuttosto che in devozione del santo.

Ultimo aggiornamento 16 maggio 2021


 

Condividi su: