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Cosa vedere a Dozza, Bologna | Il medievale borgo della street art

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icona-articoloAvete mai sentito parlare di Dozza? È un borgo dalla magica atmosfera, incastonato nel territorio pre-appenninico della catena tosco-romagnola, caratterizzato dal suo centro abitato pittoresco, nel vero senso della parola. Dozza è infatti il medievale borgo della street art, con murales che ricoprono le pareti dei suggestivi palazzi antichi del centro storico, regalando un panorama urbano davvero incantevole.

Con poco più di 6600 residenti, Dozza è uno dei comuni maggiormente popolati di questa porzione di territorio, oltre che tra i più interessanti. Il comune di Dozza si trova a sud-ovest d’Imola, tra vigneti e pendii, non lontano dalla Via Emilia, ed è uno dei borghi medievali tra i più belli d’Italia. A confermare la bellezza del luogo troviamo il contorno paesaggistico e la sua ricca storia e bellezza artistica.

Il borgo di Dozza è dominato dalla maestosa Rocca Sforzesca, talvolta riportata come Rocca di Caterina, tra le meglio conservate di tutta l’Emilia. A contornarla troviamo la serie di palazzi storici in perfetto stato di conservazione, che lasciano man mano spazio ai resti della storica cinta muraria. Questo labirinto di edifici medievali un tempo era noto con il toponimo di Ducia, termine che possiamo tradurre, letteralmente, in Doccia.
Scopriamo cosa Dozza ci offre da vedere.

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Cenni storici

Mappa di Dozza, Emilia Romagna

Ducia e Dutia sono i più antichi, Dozza quello contemporaneo. Questa è l’evoluzione del toponimo di questo maestoso borgo, il cui significato, come abbiamo già visto, è traducibile in Doccia. Tutte le fonti associano questo luogo a un elemento: l’acqua, che geograficamente parlando però è del tutto assente. Un paradosso a detta di molti, niente acqua dolce e nemmeno salata, una caratteristica che i cittadini riuscirono a sfruttare a proprio vantaggio, grazie alla produzione di vino

Nonostante l’assenza di fonti naturali d’acqua, Dozza conobbe la prosperità grazie alla produzione di vino di alta qualità. I primi insediamenti in questo lembo di territorio si perdono all’età del bronzo, mentre una prima forma di villaggio sorse per mano dei Galli. I Romani, invece, permisero alla località di crescere demograficamente, venendo però distrutta al tramontare dell’impero.

Il borgo, cosi per come oggi lo conosciamo, vide la sua nascita circa un migliaio di anni fa. I bolognesi fecero erigere la possente cinta muraria alla fine del XI secolo, mentre nel XIII secolo fu costruita la rocca cittadina, che segnò il punto d’ingresso per cittadini, visitatori e carovane commerciali. Inoltre, la città si erge in uno strategico punto della Via Emilia, che permise di svilupparsi nell’esportazione del proprio vino di qualità. Ciò che però oggi più salta all’occhio è il suo pittoresco centro storico. Il nucleo abitativo è infatti adornato con murales e affreschi di ogni genere, che costituiscono uno dei più ricchi patrimoni artistici della provincia di Bologna, realizzati a partire dagli anni ’60 dello scorso secolo.

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Cosa vedere a Dozza

Cosa vedere a DozzaDozza è un borgo dalla bellezza sempreverde. Tuttavia, a vestire meglio le vie del borgo è la stagione estiva, oppure sacrificando le temperature più elevate per godere di maggior tranquillità suggeriamo i mesi di aprile e maggio. Oltre a un fattore climatico, Dozza offre ai propri visitatori alcuni appuntamenti imperdibili, quali la Festa del Vino e la Nuova Biennale del Muro Dipinto, da cui nacque la tradizione dei muralesi cittadini.

Il suo centro storico conserva l’originale pianta architettonica medievale. Il simbolo per eccellenza di Dozza è la possente Rocca Sforzesca. La fortezza è collocata nella parte alta della cittadina, alche si mostra comunque egregiamente fusa con il resto del paese, lungo l’antico tracciato della cinta muraria

Questo magnifico castello fu ricostruito alla fine del XV secolo sul sito della precedente Fortezza Bolognese, eretta nella metà del XIII secolo. Il maestoso maniero fu successivamente trasformato da edificio militare in elegante palazzo nobiliare alla fine del XVI secolo. La Rocca Sforzesca fu ereditata dalla famiglia Malvezzi-Campeggi, i cui componenti ci vissero fino al 1960.

Da non perdere sono gli appartamenti del piano nobile, il soggiorno, le camere matrimoniali, la cucina, la prigione, la sala delle torture e le sale della torre. Al secondo piano si trova l’esposizione della collezione Mascellani, mentre al piano interrato si trova l’Enoteca.

Nel centro storico dove le pareti dipinte regalano un’atmosfera unica nel suo genere, merita una visita anche la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, edificata nel XII secolo. Eretta sui resti della precedente chiesa romanica, la chiesetta custodisce la preziosa tela del 1492 di Marco Palmezzano, detto il Rivellino.

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La street art di Dozza

Dozza si trasformò completamente a partire dal 1960, data in cui si ricorda il primo appuntamento della Biennale del Muro Dipinto. Da quell’anno, ogni anno dispari, si celebra questo evento storico durante il mese settembre, dove per tre giorni artisti provenienti da tutto il paese si cimentano a presentare le proprie opere d’arte.

Dozza è da sempre impegnata a promuovere l’arte contemporanea, valorizzando e facendo conoscere al grande pubblico i giovani e talentuosi artisti. Gli artisti invitati entrano in diretto contatto con il pubblico per creare opere d’arte che vengono immortalate in tutto il centro storico.

Dagli anni ’60 Dozza si è arricchita di murales, fino a oggi, dove se ne contano suppergiù un centinaio. Sebbene possa sembrare sottinteso, visitare questo museo all’aperto è del tutto gratuito e suggeriamo di dedicare almeno un’intera giornata per contemplarne l’ineguagliabile bellezza,


 

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