Cosa vedere a Bellinzona

Cosa vedere a Bellinzona, capoluogo sia dell'omonimo distretto e capitale del Canton Ticino dove troviamo l'attrazione più nota della città, ovvero i tre castelli. Sono i manieri tra i meglio conservati in Europa e un meraviglioso esempio di architettura militare medievale, dal 2000 inseriti nella lista dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO. Tra le altre cose da vedere a Bellinzona impensabile non ricordate il Ponte Tibetano Carasc, 270 metri di lunghezza posto nel vuoto a ben 130 metri dal suolo, da cui raggiungere anche aree paesaggistiche imperdibili. Ecco cosa vedere a Bellinzona, la capitale del Canton Ticino. 7 min


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Cosa vedere a Bellinzona
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Bellinzona,  la città dei castelli del
Canton Ticino

icona-articoloCapoluogo sia dell’omonimo distretto e capitale del Canton Ticino, Bellinzona è il cuore amministrativo della Svizzera Italiana. Situata nell’area centrale del cantone, questa città è molto più tranquilla rispetto alla più grande Lugano, ma non per questo meno affascinante.
È infatti molto più storica e prima del 2017, anno in cui alla città vennero inglobati 11 comuni adiacenti, Bellinzona contava solamente 18.000 abitanti, contro i 43.000 attuali.

Il capoluogo ticinese è rilassato, immerso nel verde e particolarmente suggestivo per la sua struttura urbana colorata e vivace, con la tipica architettura da mitteleuropa. Si tratta di un’eccezionale località in cui soggiornare per esplorare il Ticino, e l’area limitrofa della  Svizzera, senza per forza imbattersi nella più costosa e caotica Lugano.

Probabilmente l’assenza di un lago, fattore presente sia a Lugano che a Locarno, la rende d’impatto meno attraente, ma non è affatto così.
Bellinzona possiede tutte le caratteristiche di una città perfetta per il turismo, che sia per le vicine località sciistiche, per il centro urbano in se stesso o per la visita nel resto del Ticino. Per questo sedetevi comodi ed iniziate assieme a noi questo viaggio nel capoluogo ticinese.

Cosa vedere a Bellinzona

Tre castelli di Bellinzona

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Tra le cose da vedere a Bellinzona è impossibile non pensare alla presenza di ben tre, magnifici, castelli. Tutt’oggi disposti delle antiche mura, sono tra i manieri meglio conservati in Europa e rappresentano un perfetto esempio di architettura militare medievale, tra i migliori nella fascia alpina italo-svizzera.
Dal 2000 i complessi sono inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO e sono facilmente visitabili grazie alla presenza di un collegamento ferroviario realizzato appositamente.

Sin dai tempi medievali i più grandi generali milanesi riconobbero l’eccezionale posizione strategica di Bellinzona, grazie alle strette vie alpine che collegano nord a sud. Questo fattore permise di costruire, attorno al 15° secolo, un’imponente progetto militare composto da tre castelli ed un’unica grande cinta muraria. La costruzione di questi castelli permise il blocco dell’avanzamento militare verso sud della confederazione svizzera.
Non resta nient’altro se non acquistare la propria audioguida ed esplorare i tre castelli di Bellinzona.

Castelgrande

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Il primo castello è quello più visto di tutto il sistema fortificato di Bellinzona. Vi si accede tramite Piazza del Sole e una volta varcata la soglia si comprende perchè viene chiamato Castelgrande.
Totalmente restaurato tra gli anni ’80 e ’90 per mano dell’architetto Aurelio Galfetti, Castelgrande si presenta dotato di due grandi torri principali ed ospita un museo civico, che illustra la storia di Bellinzona.
Il sito in cui ora sorge Castelgrande è anche uno dei primi insediamenti alpini della storia. Infatti la prima colonizzazione risale tra il 5500 ed il 5000 a.C., come affermato dagli scavi archeologici avvenuti tra il 1984 ed il 1985.
Attraversando interamente il periodo neolitico, al 4° secolo son datate invece le prime fortificazioni che per certo rimasero in funzione fino ad almeno il 6° secolo, come affermato da vari documenti.

La prima testimonianza che ci rivela l’esistenza dell’attuale Castelgrande risale al 14° secolo, dove in un testo venne dichiarato della presenza del “Castrum Magnum”. Tuttavia durante i secoli il castello fu protagonista di varie rinominazione: durante la prima occupazione della Confederazione venne nominato “Uri” e nel 1818 Castello di San Michele.
Oggi il Castelgrande è un’eccezionale esempio architettonico misto, che unisce numerosi stili artistici e dettagli risalenti ad epoche differenti.

Montebello

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Poco distante dal Castelgrande è situato Montebello, il castello costruito sul lato del colle di fronte. La fortezza è celebre soprattutto per una grande manifestazione che ha vita durante la stagione primaverile: parliamo de La Spada nella Rocca.
La Spada nella Rocca è uno tra gli spettacoli a cadenza annuale più amato di Bellinzona, questo perché l’intera area del maniero si anima con rappresentazioni di vita medievale. Numerose persone si travestono da arcieri, cavalieri, dame e musicanti, rendendo l’atmosfera estremamente suggestiva.
E il Castello di Montebello, proprio come Castelgrande, ospita al suo interno un’eccezionale esposizione museale, in cui sono esposti numerosi cimeli storici ed archeologici rinvenuti nel territorio bellinzonese.

Il castello, costruito sul lato dell’omonimo colle, è caratterizzato dall’antica cinta muraria, al cui interno storicamente vi era un piccolo borgo. Originariamente il maniero venne costruito tra il 13° ed il 14° secolo, tuttavia fu protagonista di numerosi rimaneggiamenti durante i secoli.
Ciononostante l’aspetto attuale venne delineato durante la dominazione meneghina, in cui i migliori ingegneri sforzeschi rielaborarono la struttura esterna, attorno al 15° secolo.
Dopo essere passato di proprietà in proprietà, il Canton Ticino acquistò nel 1903 il maniero, per celebrare il tanto amato Centenario dell’Indipendenza Ticinese.

Sasso Corbaro

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Terzo ed ultimo castello da vedere a Bellinzona è quello di Sasso Corbaro, situato su quella che è definita una tra le alture più mozzafiato di tutto il Ticino. Si trova a poca distanza da quello di Montebello, internamente è caratterizzato dalla presenza di una piccola esposizione museale e da uno dei ristoranti più celebri di Bellinzona.
Costruito a 230 metri d’altezza dal livello del capoluogo ticinese, Sasso Corbaro è un’eccezionale esempio di fortezza sforzesca, con una semplicità geometrica che caratterizzava gli edifici di allora.
Qua le mura raggiungono quasi i 5 metri di spessore, da cui sorge l’imponente torre di vedette ed al cui interno sorge la corte principale. Anche Sasso Corbaro venne desiderato dal duca di Milano, precisamente nel 1479, che in soli sei mesi di lavoro fu completato dalla mente dell’ingegnere Benedetto Ferrini.

Il suo scopo originale era quello di garantire una fortificazione totale della valle del Ticino. Tuttavia a partire dal 1798 il castello venne abbandonato e cadette in rovina sino al 1870 quando venne acquistato da una società intenda a trasformarlo in albergo. Anche questo progetto non andò mai in porto e venne ceduto a tre nobili famiglie bellinzonesi che lo resero residenza estiva. La storia si conclude nel 1919, quando la confederazione lo acquistò restaurandolo totalmente.

Ponte Tibetano “Carasc”

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Dalla storia ed architettura passiamo all’adrenalinica avventura.
Tra le cose da visitare a Bellinzona troviamo una delle attrazioni più amate non solo a Bellinzona ma anche in tutto il Canton Ticino. E’ il Ponte Tibetano “Carasc”, che si estende in lunghezza per 270 metri con un peso complessivo di ben 50 tonnellate.
Costruito per sorpassare la valle che divide i comune di Monte Carasso e Sementina, ora è un’eccezionale punto di riferimento per le escursioni. Oltre a rappresentare un ponte sospeso nel nulla, e già questo basta per percorrerlo, da qua è possibile raggiungere alcuni dei luoghi di maggior interesse paesaggistico e gastronomico dell’area.

Il Ponte Tibetano è sviluppato a ben 130 metri dal suolo ed il suo pavimento calpestabile è largo un metro e realizzato in legno di larice. L’intera Confederazione Svizzera, assieme alla società che lo realizzò, si assicurò di praticare le più pignole misure di sicurezza.
Per tale motivo bisogna percorrerlo tranquillamente, così da godersi l’adrenalina del Ponte Tibetano unita al pittoresco paesaggio naturale che lo circonda.

Per raggiungere il Ponte Tibetano basterà accedere alla funivia che collega Monte Carasso a Mornera, passando da Curzùtt, un magnifico borgo collinare tra i più apprezzati in Svizzera.

Palazzo Civico

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Una volta esplorata la cornice di Bellinzona, è ora di assaporare il dipinto urbano. Uno degli edifici maggiormente rappresentativi del comune è senza dubbio il Palazzo Civico, realizzato dall’architetto italiano Enea Tallone tra il 1924 ed il 1926. L’inaugurazione avvenne solamente tre anni più tardi, nel 1929, in concomitanza con il Tiro Federale, una competizione nazionale di tiro al bersaglio che venne organizzato a Bellinzona quell’anno.

Oggi il Palazzo Comunale è sviluppato sul sito in cui precedentemente sorgeva un preesistente municipio, che venne continuamente rimaneggiato sino al 19° secolo.
Pochissimi dettagli dello storico palazzo del 14° secolo sono ancora osservabili, poiché, nonostante l’effettiva intenzione di preservare l’architettura storica, l’edificio moderno inglobò totalmente il municipio.

Eccezionali sono i particolari nelle sue forme di ripresa medievale, applicate al modello del “broletto”, tipico dei comuni italiani e della  Lombardia in particolare. La facciata si presenta totalmente costruita in pietra, con la parte superiore dipinta di giallognolo in cui sorgono parallelamente due statue di marmo.
Il tutto viene coronato da un orologio che trova posto al centro di un piccolo triangolo sorretto da 6 delle 10 colonne che caratterizzano la facciata.
Si tratta anche di uno dei principali edifici amministrativi del Ticino.

Chiesa collegiata dei Santi Pietro e Stefano

Cosa vedere a Bellinzona

Poco distante dal Palazzo Civico troviamo la Chiesa collegiata dei Santi Pietro e Stefano, il principale edificio ecclesiastico della città di Bellinzona e, da sempre, una delle principali cose da vedere a Bellinzona. Nel periodo antecedente alla costruzione della Cattedrale vi erano due chiese principali nella città, chiamate rispettivamente con i nomi dei santi a cui è dedicata l’attuale chiesa.
Sulle fondamenta della chiesa di Santo Stefano, consacrata nel 1473, sorse la Chiesa collegiata, progettata dall’architetto Augusto Ronede. Come testimonia l’incisione su uno dei pilastri della navata, la costruzione iniziò nel 1518 e proseguì per 3 anni.

Tuttavia nel corso degli anni la Chiesa vide numerosi cambiamenti ed implementazioni. Una tra queste è quella del campanile, che venne implementato solamente quando la chiesa fu completata.
Successivamente la facciata fu rivestita in pietra di Castione e alla fine del 17° secolo avvenne l’ampliamento del coro. Questi progetti anticiparono numerosi lavori che si susseguirono sino al 1785, quando la Chiesa assunse l’aspetto voluto dall’architetto Giuseppe Caresana.

Da allora, eccetto per la scalinata interna del 19° secolo, non vi furono considerevoli modifiche alla struttura interna ed esterna. Tuttavia nel 20° secolo ci furono ben tre restauri che permisero alla Chiesa di mantenere il suo eccezionale splendore architettonico.

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Villa dei Cedri

Bellinzona, via pedona
La via pedonale del centro storico di Bellinzona

Prosegue il nostro viaggio tra le cose da vedere a Bellinzona spostandoci in periferia, nella località Ravecchia, dove troviamo Villa dei Cedri. Interessante sapere che il borgo di Ravecchia ottenne, nel 19° secolo, la riconoscenza de “Il più bel sobborgo di Bellinzona“, grazie alla sua ricca vegetazione e al suo panorama mozzafiato.
Secoli fa Ravecchia era un luogo principalmente agricolo, in cui i borghesi italiani e svizzeri si recavano per godere dell’estrema tranquillità che il luogo offriva. La villa nei suoi due secoli di vita cambio più volte proprietà, fin quando non divenne nel 1931 della Banca Popolare.

Originariamente la villa aveva assunto un’aspetto prevalentemente neoclassico, che però venne rimodellato e decorato da Nelusco Mario Antoniazzi, uno dei migliori architetti di Milano del 20° secolo.
Con i passaggi di proprietà la villa ebbe consecutivamente numerose modifiche, che abbellirono notevolmente l’edificio stesso ed il giardino che lo contorna.

Internamente la villa si presenta con magnifici pavimenti a parquet, terrazze che offrono viste immense ed una grande loggia. Tutti ingredienti che rendono perfetta la ricetta della villa borghese.

Il Museo Civico “Villa dei Cedri”

Il Museo Civico “Villa dei Cedri” è uno dei principali centri museali della città di Bellinzona, situato nell’omonima villa e indubbiamente tra le cose da visitare a Bellinzona. L’idea di realizzare un museo all’interno della villa nacque attorno al 1970. In questa data un banchiere ed un medico donarono una generosa collezione d’arte datata tra il 15° ed il 19° secolo.

La collezione del banchiere Adolfo Rossi venne presentata pubblicamente per la prima volta nel 1973, precisamente nel Palazzo Comunale. Più avanti, nel 1977, alla collezione Rossi venne aggiunta la collezione del medico Emilio Sacchi. Quando la Villa dei Cedri venne acquistata dall’istituzione della Civica Galleria d’Arte, fu quasi immediato il pensiero di adibirla a sede museale della collezione allora ospitata nel Palazzo Comunale.

Oggi la Villa ospita questa eccezionale raccolta artistica di dipinti ed opere varie di alto rilievo. Le opere furono realizzate principalmente nell’Italia e nella  Svizzera del 19° secolo, con numerose aree dedicate a raccolte artistiche più recenti. La Villa dei Cedri e l’annessa Fondazione sin dalla sua apertura si è focalizzata nella promozione di artisti emergenti dell’area Italo-Svizzera, spesso rivoluzionando la carriera artistica di questi.

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