La storia dell'Alaska

Come l’Alaska diventò americana


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La storia dell’Alaska

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Alaska, mappaicona-articoloPer 30.000 anni il territorio dell’attuale Alaska venne utilizzato per trasportare le merci, mai per sfruttarlo, visto le sue terre ricche d’oro, una connessione tra nord America e Scandinavia, un ponte lungo e insidioso.Oggi l’Alaska vede la sua gloria grazie alle pelli prima e in seguito, alle tonnellate d’oro nascoste sotto le sue foreste. Aztechi, Inuit e Inca, le antiche popolazione autoctone dell’America meridionale che esplorarono probabilmente per prime l’Alaska.

Queste popolazioni erano in cerca di nuovi territori da colonizzare, tribù spinte sempre più a nord dalle ondate migratorie. Attraversarono l’intero territorio impervio dell’Alaska, proseguendo quindi a sud. Non tutti riuscirono però nell’impresa, in molti infatti non sopravvissero.

Spedizione di Bering

Storia dell'Alaska, la spedizione di Bering
La regione dell’Alaska iniziò a diventare importante grazie ai russi. Un gruppo di esploratori del Kamchatka nel 1741 navigarono le terre aspre del nord America guidate da Vitus Bering, un importante navigatore Danese.

La spedizione fu un disastro ma i russi scoprirono che il nuovo mondo era ricco di animali da pelliccia.

 

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L’era degli americani

La storia dell'Alaska, il Klondike

Gli americani solo in un secondo momento si resero conto dell’enorme potenziale economico dell’Alaska, ma distanza, clima e ampiezza della regione complicarono ulteriormente l’esplorazione del territorio. I minatori Joe Juneau e Richard Harris, in un periodo precedente alle esplorazioni, trovarono moltissimo oro nella regione dell’attuale capitale.

La vera fortuna arrivò grazie al Klondike, scoperto nel 1897, che scatenò la sfrenata corsa all’oro che cambiò totalmente la storia, rendendo gli Stati Uniti la nazione più ricca del mondo.

 

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L’oro del Klondike

La storia dell'Alaska, oro del Klondike

Il Klondike si trova nello Yukon, in territorio canadese, il modo più rapido per raggiungerlo è partire dal porto di Skagway, una piccola cittadina lungo la costa occidentale dell’Alaska.

L’oro scatenò le speranze e i sogni di una società nel pieno della Grande Depressione. In poche settimane oltre 100.000 uomini, tra cui anche il sindaco di Seattle, lasciarono velocemente le loro case alla ricerca di oro. Abbandonarono quasi del tutto le loro famiglie, chiusero le aziende da loro stesse aperte, si licenziarono e si misero in viaggio, pronti per tornare ricchi di pepite d’oro. Partirono a piedi, scaldando il muro di ghiaccio del White Pass. Non tutti riuscirono, in molti persero la vita durante la scalata o nel tragitto ma coloro che riuscirono a raggiungere lo Yukon presto lo abbandonarono. I più intrepidi si misero infatti alla ricerca di aree diverse, meno affollate, pronti ad avviare una nuova e redditizia attività mineraria.

Presto si cominciò a comprendere il vero valore del territorio, non solo per l’oro, ma anche per la pesca e per il petrolio. Solo nel 1949 l’Alaska divenne il 49° stato degli Stati Uniti, dopo quasi 100 anni dalla vendita dei russi, avvenuta nel 1867 per poco più di 7 milioni.

Ultimo aggiornamento 13 maggio 2021


 

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