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Cosa vedere a Cividale del Friuli, la colonia
di Giulio Cesare

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Cosa vedere a Cividale del Friuli, mappa
© Apple Maps

icona-articoloCividale del Friuli, una quindicina di km a est di Udine e a due passi dal confine con la Slovenia, è un borgo friulano inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia. Con poco meno di 12.000 residenti, Cividale del Friuli si trova ai piedi delle Alpi Giulie, attraversata dal fiume Natisone su cui passa il ponte del Diavolo, il simbolo del borgo. Tra i comuni più antichi della regione, Cividale del Friuli ha una ricca storia fatta di guerre e di vari tentativi di dominazione, grazie alla sua posizione geografica.

Cenni storici

Cosa vedere a Cividale del Friuli, veduta

La posizione di Cividale, posta alla confluenza delle Valli del Natisone, fu un grande impulso commerciale e politico per i vari popoli che nel corso dei secoli tentarono di dominarlo. Le sue notizie risalgono al 53 a.C. quando Caio Giulio Cesare la fondò con il nome di Forum Iulii, insieme ad altre città nella medesima zona. Dopo la fondazione di Aquileia i romani qui stanziarono un’importante accampamento militare, scegliendo proprio Forum Iulii per la sua posizione a breve distanza dal Natisone. Fu sempre tuttavia seconda ad Aquileia durante il periodo imperiale e in seguito incorporata, diventando Municipio solo nel I secolo d.C.

La caduta dell’Impero Romano coincise con un periodo di cambiamento per Forum Iullii, complice la contemporanea perdita di potere della vicina Aquileia, resa anche insicura dai continui attacchi barbari. Fu in questo periodo che Forum Iullii divenne l’ultima capitale del territorio di quello che rimaneva dello stato romano, divenendo poi nel V secolo sede vescovile. Divenne presto preda di numerosi popoli ma furono i Longobardi a superare le sue mura difensive, occupandola nel 568. Forum Iullii divenne Civitas Austriae, poi trasformato nell’attuale Cividale, diventando capitale del primo ducato longobardo.

Il periodo Longobardo

Il V secolo vide la distruzione di Aquileia, comportando un incremento demografico per Cividale, che gradualmente assunse anche una maggiore importanza strategica. Nel periodo dominato dai Longobardi, il borgo friulano seppe poi ulteriormente crescere grazie alla Chiesa. Cividale divenne sede vescovile nel 737, trasformandolo in ducato e quindi in capoluogo di regione diventando marca. Il ducato longobardo permise al Patriarca di Aquileia di mantenere una propria autonomia, lasciando iniziare varie contese interne dando spunto di spostare la sua residenza da Aquileia, oramai in miseria, alla stessa Cividale.

Carlo Magno e i Patriarchi

L’arrivo di Carlo Magno, impegnato nella conquista di tutta l’Italia del Nord, coincise con il cambio da sistema longobardo a quello feudale. Nel 951 l’intero Friuli venne inglobato nella marca veronese lasciando a Cividale unicamente un conte. Nel 1077 il Patriarca, che nel corso degli ultimi secoli aveva assunto un ruolo sempre più importante, diventa il Sovrano del Friuli, godendo anche il privilegio di battere moneta. La sua capitale è proprio Cidivale e i Patriarchi ghibellini la abbellirono fino al 1238 quando la capitale divenne Udine. Fu l’inizio di una profonda rivalità tra le due capitali, proseguita poi nel corso dei successivi secoli.

Nel frattempo Cividale era divenuto il centro più importante della regione e nel 1353 venne aperta, per volere dell’Imperatore Carlo IV, la prima Università. Sempre in questo secolo vennero promulgati gli statuti che dovevano regolamentare Civitatis Austriae, una serie di norme che dovevano essere seguite per il mantenimento della cittadina. Furono diversi gli episodi che videro Cividale rivaleggiare verso Udine, dando vita a conflitti che durarono diverso tempo, culminando nel 1419 con un tentativo delle truppe veneziane di porsi come aiuto ai cividalesi. Fu tuttavia nel 1500, con la morte dell’ultimo conte di Gorizia che si crearono i fondamenti per la guerra di successione tra la Serenissima e gli Asburgo, momento in cui Cividale venne attaccata dalle truppe imperiali, non riuscendo tuttavia a espugnarla. A seguito della battaglia fu ampliata la cerchia muraria del borgo, in cui furono incluse anche le borgate nate nel corso del Medioevo.
Nel 1530, con la Pace di Worms, la cittadina perse il contro sul Castello di Tolmin e sulle miniere di mercurio in Idria. Da qua la città subi un lungo periodo di lenta regressione economica, che portò presto anche alla perdita di libertà comunale.

Con la caduta della Repubblica di Venezia a seguito dell’ascesa dell’esercito francese, nel 1797, la città subì contingenti danni dalle truppe napoleoniche. Pochi anni più tardi, nel 1813, la città fu inserita nel dominio austriaco, entrando nel Regno d’Italia nel 1866.
In quell’anno furono istituite le regioni del Veneto e del Friuli-Venezia-Giulia, da cui iniziò la storia recente della cittadina. Un evento importante, quanto drammatico, lo si ricorda tra l’ottobre del 1917 e il novembre del 1918, con la disfatta di Caporetto, dove la città fu occupata dagli austriaci. Nella Seconda Guerra Mondiale, invece, Cividale del Friuli la si ricorda per aver avuto un ruolo importante nella Resistenza.

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Cosa vedere a Cividale del Friuli

Ponte del Diavolo

Cosa vedere a Cividale, il ponte del diavolo

Iniziamo la nostra passeggiata per scoprire le cose da vedere a Cividale dal suo simbolo, il Ponte del Diavolo, principale ponte cittadino il cui scopo è unire le due sponde divise dal Natisone. Al ponte è legata un’antica leggenda secondo la quale gli abitanti chiesero aiuto al Diavolo per completarlo in modo da risolvere il grande problema di unire le due sponde che rappresentavano una divisione tra gli abitanti dell’allora villaggio.

Due sono le versioni di questa leggenda, la prima ricorda come il Diavolo pretese la prima anima che attraversava il ponte, venendo beffato dai cittadini che fecero passare un’animale come primo essere vivente in transito. La seconda invece racconta che il Diavolo venne in aiuto degli abitanti ponendo il masso su cui poggia il pilone centrale, dando in questo modo una spiegazione all’evidente asimmetria degli archi.

Il ponte, alto 22 metri, è stato iniziato nel 1422 con l’arco centrale sostenuto da un’enorme roccia. Il ponte osservò una profonda ricostruzione dopo la prima guerra mondiale, dopo essere stato fatto saltare dalle truppe italiane in ritirata dopo la disfatta di Caporetto. Venne poi ricostruito nel 1918, l’anno successivo, dagli austriaci.

location_icon onemagCorso Paolino d’Aquileia, 19, 33043 Cividale del Friuli
+390432710460

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Dopo aver visitato l’attrazione principale tra le cose da vedere a Cividale del Friuli, iniziamo a conoscere il suo centro storico, racchiuso dalle mura che nel corso dei secoli hanno vinto numerose invasioni. Fuori dalle mura è possibile iniziare a visitare la chiesa di San Pietro e Biagio, nell’omonima piazzetta San Biagio. Riconoscibile per la sua facciata affrescata, la chiesa risale al XIII secolo ma quella che possiamo ammirare oggi è la sua ricostruzione risalente alla seconda metà del XV secolo.

location_icon onemagVia Borgo Brossana, 1952, 33043
Cividale del Friuli

Tempietto Longobardo

Cosa vedere a Cividale del Friuli, il Tempietto Longobardo

Il Tempietto Longobardo è una delle migliori testimonianze dell’architettura longobarda.

La sua costruzione rappresenta un mix di motivi longobardi con una ripresa dei modelli classici, creando una sorta di continuità tra l’arte romana, l’arte longobarda, l’arte carolingia e ottoniana. L’esterno dell’edificio è caratterizzato da una serie di arcate che delineano le semplici forme cubiche dell’edificio, mostrando una tecnica costruttiva accurata.

La parte più pregevole della struttura è ospitata all’interno, dove un ampio contrasto di stili architettonici danno vita a uno degli edifici più suggestivi dell’Italia Settentrionale. Salta subito all’occhio l’incredibile altezza dell’aula, contornata dalle nicchie con archi alle pareti e coronata da una volta a croce. L’ambiente interno è caratterizzato dalla cupola centrale dell’architettura cristiana, mentre il presbiterio, la parte della chiesa riservata al clero officiante, con tre le navate, si mostra come la naturale estensione dell’aula.

Al Tempietto si accede da un ingresso laterale, aperto fin dall’origine nel perimetrale meridionale. Vi si giunge passando attraverso un locale eretto in epoca medievale, presumibilmente con funzione di sacrestia.

location_icon onemagVia Monastero Maggiore, 34, 33043 Cividale del Friuli
+390432700867

Icona web onemagSito ufficiale

 

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Proseguiamo la nostra passeggiata per raggiungere il Museo Archeologico Nazionale non prima però di soffermarci su una struttura che rappresenta la casa più vecchia di Cividale, la casa medievale. Risalente alla seconda metà del XIV secolo, in questo edificio doveva sorgere un laboratorio orafo, ragione per cui è nota anche come casa dell’orefice. Realizzata su tre piani, la struttura è visibile anche all’interno dal 2015, grazie al Comune di Cividale e all’Associazione Ambientarsi che l’hanno recuperata e resa disponibile ai visitatori.

location_icon onemagStretta T. Cerchiari, 2, 33043 Cividale del Friuli
+390432710460

Torniamo a parlare della nostra meta, il Museo Archeologico, riconoscibile per il lungo porticato che anticipa l’ingresso. La sua fondazione risale al 1817 e dal 1990 è ospitato all’interno del Palazzo dei Provveditori Veneti, risalente al XVI secolo. Al suo interno avremo modo di ripercorrere la storia della città dai suoi inizi mentre il piano superiore richiama la storia nel periodo longobardo.

location_icon onemagPiazza Duomo, 13, 33043 
Cividale del Friuli

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Duomo di Santa Maria Assunta e il Museo Cristiano

La Cattedrale del XVI secolo della città di Cividale, assieme all’annesso Museo Cristiano, è il principale complesso religioso del comune. La costruzione ospita al suo interno un ricco patrimonio culturale, storico e architettonico. Al suo interno troveremo l’Altare di Ratchis, datato tra il 737 e il 744, voluto dal Duca Ratchis, poi Re dell’Italia longobarda, in onore del padre Pemmone. Successivamente sono state rinvenute la tavolozza cromatica e le tecniche esecutive utilizzate per le decorazioni dell’Altare.

L’altro monumento che spicca è il Battistero di Callisto, la principale testimonianza del primo Patriarca di Aquileia insediatosi a Cividale nel 731 d.C. Il battistero è caratterizzato da un ottagono con sette archetti, sorretti da otto colonne che fronteggiano la balaustra.

location_icon onemagVicolo Marcant. Nicoletti, 2, 33043 Cividale del Friuli
+390432730403

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Giusto di fronte troviamo il Palazzo Comunale, risalente alla prima metà del XIII secolo ma ricostruito nel XVI secolo dopo un lungo periodo di inattività. Numerosi gli interventi effettuati nei secoli successivi e oggi è possibile ammirare al suo interno una serie di ritratti attribuibili ai Provveditori veneti datati tra il XVII secolo al XVIII secolo e anche alcuni mosaici appartenuti a una casa romana del II secolo, rinvenuti nel suo cortile interno.

Continuiamo la nostra passeggiata in direzione nord per visitare la piazza Paolo Diacono, la sede del mercato settimanale. Merita uno sguardo per scoprire il luogo dove in passato venivano organizzate le assemblee pubbliche e prese le principali decisioni sul destino della città. Lungo tutta la piazza si affacciano palazzi storici e al centro di essa troviamo la fontana, in passato monumento circondato dalla cappella pensile dell’Annunziata, dove venivano celebrate le messe. La cappella, la cui struttura ricordava una piccola fortezza, venne demolita nel XIX secolo in quanto divenuta pericolosa e instabile. Sulla fontana oggi possiamo ammirare la statua di Diana, nonostante vi fosse da lungo tempo intenzione di sostituirla con quella dedicata proprio a Paolo Diacono.

location_icon onemagPiazza Paolo Diacono, 33043
Cividale del Friuli

Concludiamo la nostra passeggiata a Cividale del Friuli per raggiungere l’estremità settentrionale del centro storico e ammirare, purtroppo senza poterlo visitare al suo interno essendo una abitazione privata, il Castello Canussio. Noto anche come Palazzo Cannussio, l’edificio è interamente custodito all’interno delle mura romane, la seconda cinta muraria realizzata in epoca romana. Al suo interno è presente una lastra di vetro che permette di ammirare la successione delle mura romane, estesa per 60 metri a protezione della città.


 

 

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