Chiesa di San Domenico di Palermo

Chiesa di San Domenico di Palermo, il grande capolavoro barocco


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Chiesa di San Domenico di Palermo

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Icona articolo onemagLa Chiesa di San Domenico di Palermo, situata a due passi dall'area costiera del capoluogo siciliano, è il secondo più grande luogo di culto cittadino, nonché uno dei più importanti esempi d'architettura barocca in Sicilia. Situata nell'omonima piazza, la Chiesa di San Domenico di mostra maestosa nel panorama urbanistico, sia per la sua effettiva bellezza, che per le notevoli dimensioni, seconda alla sola ⇒ Cattedrale di Palermo. Simbolo cittadino della lotta alla mafia, questa suggestiva chiesa presenta antiche origini e vanta un passato davvero notevole.

Le sue origini, infatti, ci riportano indietro nel tempo al XIII secolo, data in cui fu costruita la prima versione della chiesa, poco dopo l'insediamento a Palermo dei frati predicatori. L'edificio venne costruito su un terreno poco fuori le mura cittadine, al cui tempo già sorgeva una piccola chiesa intitolata a Sant'Orsola.

Nel XV secolo, in piena epoca rinascimentale, con l'accrescere dei fedeli, giunse la necessità di ampliare, oltre che migliorare, l'originale chiesetta. Lo stesso accadde nel 1640, quando l'edificio venne demolito e riedificato dall'arcivescovo di Palermo nonché cardinale Giannettino Doria. Un'ulteriore restauro, seppur di minor impatto, fu attuato nel 1726.

 

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Descrizione della Chiesa di San Domenico di Palermo

Architettonicamente la Chiesa di San Domenico è uno dei più pregevoli esempi di architettura barocca. L'edificio si caratterizza per due torri campanarie, corrispettivamente poste ai lati della facciata. La Sicilia è nota per lo stile barocco che caratterizza le sue città, in particolare in Val di Noto. E confrontando la Chiesa di San Domenico con il Duomo di Noto si riesce a scorgere una certa somiglianza.

Gran parte delle opere d'arte contenute ed espresse dalla Chiesa di San Domenico furono definite nel corso del XVII secolo, eccezion fatta per la grande facciata color ocra che fu conclusa nel 1726. Ciò apportò consistenti modifiche al disegno originale dell'architetto Cirrincione, per mano dal domenicano Tommaso Maria Napoli, lo stesso che progettò nel 1724 la piazza.

Volgendo la propria attenzione sul prospetto scorgiamo il tipico schema riconducibile all'architettura barocca, con tre ordini delineati da dodici colonnati in marmo di Billiemi. Nell'ordine inferiore si mostrano i tre monumentali portali d'ingresso, il cui centrale, più grande, è coronato dallo stemma dell’ordine domenicano.

Molto pregevole è anche l'ambiente interno della chiesa. Suddiviso in tre navate separate da sedici grandi colonne, l'edificio presenta una croce latina con cappelle parietali. I colonnati, d'ordine tuscanico, si sormontano da quattordici grandi arcate a tutto sesto. Le navate laterali, di dimensione inferiore, custodiscono splendide cappelle, ognuna delle quali custodiscono a loro volta pregevoli opere d'arte.  Qua sono conservate le spoglie di Francesco Crispi, politico italiano e organizzatore della Rivoluzione siciliana del 1848.


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