Chiesa dei Domenicani di Bolzano, l’antica chiesa nel centro città


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Chiesa dei Domenicani di Bolzano

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Uno dei luoghi di culto più importanti del capoluogo altoatesino è la Chiesa dei Domenicani, situata nell'omonima Piazza Domenicani e annessa al Conservatorio e alla Galleria Civica, che formano un unico complesso architettonico. Questa piccola zona cittadina, tra il XIV e il XVI secolo rappresentava il punto nevralgico per l'economia e l'arte di ⇒ Bolzano. In quel periodo la piazza si adornò di meravigliose opere architettoniche, come l'imponente Convento dell'Ordine Domenicano, il quale perse in poco tempo rilievo e influenza. Il complesso presentava tre cappelle, con cicli d'affreschi di ineguagliata bellezza, ognuna delle quali andate perdute.

Oggi il complesso è riuscito a conservare il Chiostro dei Domenicani, di cui si è completata la ristrutturazione delle facciate interne, l'unico dei tre chiostri che originariamente componevano il convento. Il Convento dei Domenicani venne costruito invece nei primi anni del XIV secolo, assieme alla Chiesa dei Domenicani. Il complesso rimase uno dei più rilevanti dell'Alto Adige fino al 1785, data in cui venne chiuso dall'Imperatore Giuseppe II, in quadro del progetto di laicizzazione messo in atto.

 

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Descrizione del complesso

Accedendo al complesso si percepisce immediatamente quell'atmosfera sacrale, che raccoglie calorosamente i fedeli. Spesso, da questo punto, si riescono a udire in lontananza le note musicali che risuonano dall'adiacente Conservatorio C. Monteverdi. I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale crearono ingenti danni al complesso, facendo perdere al complesso numerosi capolavori inestimabili. Tuttavia, non tutta l'arte è andata persa. Nelle mura del chiostro, nella facciata posteriore, si conserva un pregevole affresco, attribuito a Friedrich Pacher, e risalente alla fine del XV secolo.

 

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La chiesa e il convento dei Domenicani

La Chiesa dei Domenicani presenta una struttura di chiaro stampo medioevale. Nel XVII secolo l'edificio venne dotato di opere di stile barocco, con altari in marmo. Queste implementazioni tuttavia furono rimosse, almeno in buona parte, nel XVIII secolo. L'altare maggiore, per esempio, si trova oggi nella chiesa di Caldaro.

Raggiungendo la Sala Capitolare si può incontrare un grande plastico sul quale si trovano i dettagli riguardo la storia del convento. Questa sala rappresentava il fulcro nevralgico delle riunioni dei monaci più importanti, e artisticamente parlando mostra un'eccellente punto di vista del passaggio dal romanico al gotico. Il nome della sala deve le sue origini al fatto che qui si abitualmente, prima delle riunioni dei monaci, si tenevano le letture di un capitolo delle Sacre Scritture.

Recandosi nella Cappella di Santa Caterina si possono osservare dei pregevoli affreschi, anch'essi testimoni della transizione artistica dal romanico al gotico. La cappella, tutt'oggi utilizzata per i matrimoni, presenta delle pitture associabili alla scuola di Giotto. Volgendo lo sguardo sulla parete di destra si può ammirare un'ottima raffigurazione di Santa Caterina, personaggio molto importante per l'Ordine Domenicano.

Ancor più pregevole è la Cappella di San Giovanni, rimasta immune ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Si trova nell'area posteriore della chiesa, tra il coro e la sacrestia, riconoscibile per essere delimitata da un pontile. Originariamente quest'area era riservata strettamente ai frati, anche se oggi è regolarmente visitabile. Anche qua merita particolare attenzione il ricco patrimonio artistico, con affreschi che rivestono interamente le pareti, anch'essi attribuibili alla scuola giottesca.


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