Cattedrale di San Vito a Praga

La Cattedrale di San Vito a Praga, il simbolo della città e della Repubblica Ceca, è stata edificata dopo ben 600 anni di dure lavorazioni. La Cattedrale di San Vito di Praga è uno dei simboli più caratteristici della capitale della Repubblica Ceca, nata nel 14° secolo e completata dopo lavori che impiegarono complessivamente 600 anni. Ecco la Cattedrale di San Vito a Praga, il principale edificio religioso della città e tra le più grandi chiese gotiche d'Europa.3 min


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Cattedrale San Vito, Praga
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Cattedrale di San Vito, il simbolo di
Praga e della Repubblica Ceca

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icona-articoloLa Cattedrale di San Vito a Praga è una delle più grandi cattedrali di stile gotico di tutta Europa. La sua struttura attuale occupa l’area che fino al 929 era destinata a una importante corte.
Quando Praga divenne sede arcivescovile, nel 1344, Re Giovanni di Lussemburgo decise di erigere una chiesa più imponente rispetto a quella esistente. Nasce il progetto della Cattedrale di San Vito, completata in oltre 600 anni.

Con l’arrivo al trono di Carlo IV il progetto assunse un ruolo ancora più ambizioso, chiamando per realizzarlo il noto architetto francese Mathieu de Arras. Alla scomparsa dell’architetto, nel 1352, solo alcune parti erano state parzialmente completate, quelle del coro, delle cappelle radiali e dell’ambulacro.
Siamo nel 1356 quando, per opera dell’architetto Peter Parler, assistiamo al termine dello splendido coro e del portale sud, noto come la Porta d’Oro.
La torre venne invece aggiunta dai figli di Parler, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 1399.

La pausa delle lavorazioni della Cattedrale di San Vito

Trascorse oltre un secolo senza che la Cattedrale potesse proseguire.
Nel Quattrocento le varie guerre avevano impedito qualsiasi lavorazione continua e per vedere nuovamente proseguire la sua realizzazione dobbiamo attendere la metà del Cinquecento.

Si devono a Bonifác Wohlmut i lavori di completamento della Grande Torre, che è stata infine sormontata da una cupola progettata da Nikolaus Pacassi nel 1770. L’altezza totale della torre è di 96,5 metri.

I lavori sono proseguiti sul fronte occidentale durante gli anni Settanta dell’Ottocento, ma la Cattedrale venne conclusa solo nel 1929.
Nonostante il protrarsi della sua storia, la facciata occidentale in stile neogotico ben si fonde con la struttura gotica originaria, mentre gli interni si caratterizzano per l’eleganza marcatamente francese.

La Cattedrale vista dall’interno

Cattedrale di San Vito di Praga, interni

L’interno della Cattedrale è descrivibile con un semplice aggettivo: armonia. 
Si possono notare una serie di busti della famiglia reale, scolpiti dagli artigiani di Parler, anche se i dettagli non possono essere ammirati a occhio nudo, causa la distanza dal pavimento.

Al centro del coro è presente l’immensa Tomba imperiale, completata nel 1589 per la sepoltura di Ferdinando I, della sua consorte, Anna Jagellone, e di suo figlio Massimiliano II, è circondata da una splendida griglia in ferro battuto. La tomba è opera dello scultore olandese Alexander Collin, che ci lavorò tra il 1571 e il 1589.

Nelle cappelle laterali della cattedrale sono presenti suggestive pale d’altare e dipinti tardo gotici, oltre a gigantesche targhe funerarie araldiche. Nella terza cappella è osservabile una vetrata in mosaico dai vivaci colori di Alfons Mucha.

Una bizzarra creazione moderna d’ispirazione gotica incornicia invece lo scalone che sale a spirale verso la galleria. Superata la tribuna dell’organo, un’altra cappella ospita tombe del periodo rinascimentale e barocco.

Tombe

Cattedrale di San Vito di Praga, tombe

Molte cappelle conservano le tombe dei sovrani Premyslidi dell’11° e 12° secolo, create dalla bottega di Parler negli anni Settanta del 14° secolo. Nella Cappella delle Reliquie, si trovano le tombe di Ottocaro I e Ottocaro II.

Tra la Cappella Mariana e l’altare maggiore, si trova la tomba di San Vito, reliquiario sorprendentemente modesto del 19° secolo. Le tombe dei sovrani medievali nelle cappelle laterali, e le tombe degli Asburgo nella tribuna sepolcrale sono messe in ombra dai bagliori argentei della Cappella di San Giovanni Nepomuceno.

Dopo che San Giovanni è stato ucciso e una volta recuperato il corpo, si diffuse presto il culto intorno alla sua figura, che culminò con la canonizzazione nel 1729.
Per l’enorme tomba, progettata nel 1736 da Joseph Emanuel, sono state utilizzate due tonnellate d’argento. Il santo è presentato inginocchiato sulla sua tomba provvista di baldacchino, sorretta dalle raffigurazioni di angeli e circondata da una balaustra in marmo.

Le cappelle circostanti ospitano una ricca collezione di tesori, quali quattro mezzi busti in argento di santi nella Cappella di San Adalberto, risalenti agli anni Novanta del 1600, un’enorme stele funeraria di Peter Parler nella Cappella Valdstein.

Accanto alla Cappella Valdstein si trova l’Oratorio Reale, creato da Benedikt Ried nel 1493, con tribuna a chiave pendente. Si osservi la figura policroma, opera di Matthias Braun, raffigurante un minatore nell’atto di sporgersi con in mano una lampada.

Ultimo aggiornamento: 09.06.2020


 

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