Esterno della Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen

Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen, la Vor Frue Kirke


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Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen,
Vor Frue Kirke

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Mappa della Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen, Danimarca
Mappa della Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen, Danimarca

icona-articoloLa città di Copenaghen, capitale della Danimarca, racchiude nel suo centro storico innumerevoli luoghi storici imperdibili. Uno di questi, nel cuore della città, adiacente all’Università di Copenaghen, si trova la Vor Frue Kirke, la Cattedrale di Nostra Signora: la chiesa madre della diocesi luterana della città. L’odierno edificio, quello che si trova dietro l’Università, è risalente al 1829, progettato dall’architetto Christian Fredrik Hausen in stile neoclassico prendendo chiara ispirazione dall’architettura romana e da quella di Palladio.

Differentemente a quanto si possa pensare, il principale edificio di culto di Copenaghen non presenta sfarzose decorazioni né particolari elementi architettonici. Il suo aspetto esterno risulta austero e sobrio, complice le numerose guerre, intemperie e interventi umani che nel corso degli anni hanno rimaneggiato l’originale edificio.

Una prima cattedrale, quella originale, sorse nel XII secolo su volere del vescovo Absalon, fondatore della città di Copenaghen, in stile romanico. Un grave incendio distrusse la struttura nel 1314, portando a una celere ricostruzione in stile gotico, con mattoni rossi, inaugurata nel 1388. I fondi a disposizione, tuttavia, furono limitati, motivo per cui occorsero altri cent’anni circa per vedersi affiancare il campanile, inaugurato durante il regno di Cristiano II.

Tra metà XV secolo e il XVII secolo, la Cattedrale di Nostra Signora veniva spesso utilizzata per le cerimonie reali. Un drastico cambiamento arrivò nel 1479, quando parte dell’edificio fu adibito per ospitare una scuola, che in seguito sarebbe divenuta l’Università di Copenaghen. Per molto tempo, l’Università cittadina era un luogo di riferimento per gli scambi filosofici, con un certo splendore internazionale, permettendo di resistere alla crescita del movimento protestante.

Ai tempi Copenaghen stava votando verso il luteranesimo, nonostante i funzionari cattolici cercarono di mantenere per la cattedrale un ruolo di resistenza al cambiamento. Presto, funzionari cattolici e luterani dovettero convivere, finché a fine 1530 diverse centinaia di cittadini irruppero nella cattedrale, devastando e distruggendo le statue, le reliquie e gli altari.

E così la chiesa venne chiusa temporaneamente, riaprendo nel 1537 sotto forma di centro di studi luterano. Diversi fulmini, nel 1573 e 1585, si abbatterono sulla chiesa, provocando il collasso delle volte, del tetto e della torre, la quale fu del tutto abbattuta e ricostruita solo nel 1609. Le tristi sorti della struttura non si fermarono: nel 1728 un’ulteriore incendio, lo stesso che distrusse un terzo di Copenaghen, colpì anche la cattedrale, distruggendo tutte le cappelle e le 80 epigrafi vennero distrutte, insieme alla statua della madonna. Una decina di anni più tardi, sotto il regno di Cristiano VI, la chiesa venne ricostruita con mattoni rossi, eccetto il portale in arenaria sotto la guglia.

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Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen, veduta dell'interno
Cattedrale di Nostra Signora di Copenaghen, veduta dell’interno

La cattedrale ha una facciata preceduta da un pronao su cui poggia un frontone triangolare. Sopra il portale che conduce alla chiesa è presente il fregio raffigurante l’entrata di Gesù a Gerusalemme. All’interno si può ammirare un esteso ambiente a unica navata, sormontata da una volta a cassettoni,  con due navate laterali separate da archi a tutto sesto.

Volgendo verso il fondo, la navata si restringe formando la caratteristica abside semicircolare. Le pareti della navata presentano dodici statue degli altrettanto dodici Apostoli, realizzate a Roma dallo scultore Bertel Thorvaldsen in marmo di Carrara. Sempre di Thorvaldsen sono anche le sculture del presbiterio, il fonte battesimale e il Redentore situato sull’altare.

 

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