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La Cattedrale della Natività di Cristo
di Riga

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La Cattedrale della Natività di Cristo, Riga
© Google Maps

icona-articoloUna delle più grandi chiese ortodosse delle repubbliche baltiche è la Cattedrale della Natività di Cristo, posta poco distante dalla Città Vecchia di Riga. Siamo di fronte al più grande edificio religioso della capitale della Lettonia, protagonista di una storia tormentata iniziata con il suo costo di realizzazione, tra i più dispendiosi mai realizzati sia a Riga che nella Lettonia.

Numerosi gli interventi effettuati nel corso degli anni, tra restauri e rifacimenti, prima di diventare addirittura un planetario, voluto dai sovietici durante la loro dominazione, negli anni ’60 dello scorso secolo.
Il raggiungimento dell’indipendenza vide tornare nuovamente l’edificio alla sua funzione originale, quella di Cattedrale che oggi conosciamo.

La Cattedrale della Natività di Cristo di Riga

L’architettura della Cattedrale

La prima pietra venne posata nel 1876 dal vescovo di Riga che voleva realizzare uno tra i più imponenti edifici religiosi del Baltico. Il progetto iniziale non prevedeva il campanile separato ma grazie all’intervento di Alessandro II, il quale fece dono alla città di 12 campane, il progetto venne rivisto con un’altra cupola per le campane.

La sua inaugurazione avvenne nel 1884 mostrando agli abitanti un edificio in stile neo-bizantino con interni ricchi e di alto valore artistico. Tra le caratteristiche che da subito hanno colpito i fedeli, l’enorme collezione di icone antiche e preziose con tre iconostasi dipinte dall’Accademia d’arte di San Pietroburgo. Rilevanti anche gli abiti ecclesiastici realizzati da alcune delle migliori sarte sempre di San Pietroburgo e gli affreschi con richiami cristiani ortodossi.

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La storia della Cattedrale della Natività di Cristo a Riga

La Cattedrale della Natività di Cristo di Riga, veduta dall'alto

La Cattedrale della Natività di Cristo è situata sul lato meridionale del parco Esplanade, a ristretta distanza da numerose fermate degli autobus e dei tram. È accessibile tutti i giorni e l’ingresso è gratuito, ma sono gradite donazioni per la manutenzione dell’edificio.

La sua storia inizia nel 1876, anno in cui la Lettonia era parte dell’Impero Russo e data di inaugurazione della cattedrale. Numerosi i progetti di restauro che le hanno permesso, nonostante il singolare cambio d’uso voluto dai russi, di mantenere il suo imperdibile splendore originario.

Il periodo più buio fu quello degli anni ’60 dello scorso secolo. Furono i sovietici a convertire senza nessuno scopo effettivo l’edificio religioso in planetario, con tanto di caffetteria annessa. Era naturalmente un ulteriore momento di presunzione nei confronti di un popolo, quello lettone, già abituato a subire ogni tipo di vessazione. La conversione dell’edificio era volutamente un’affronto, un gesto atto a togliere anche la speranza fornita dal credo religioso.

La scelta sovietica non fu solamente oggetto di sopraffazione, fu in particolar modo una decisione senza criterio e deplorevole. La conversione in planetario distrusse anche i magnifici affreschi presenti sul soffitto, compromettendo per sempre la storia della Cattedrale.

L’arrivo dell’indipendenza segnò tra i primi obiettivi quello di ripristinare immediatamente la Cattedrale al suo scopo originale, l’obiettivo era cancellare immediatamente l’onta subita e riportare agli splendori originali il principale edificio religioso della città.

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L’esterno della Cattedrale della Natività

La Cattedrale della Natività di Riga, veduta delle cupole esterne

La sua struttura esterna lascerà il visitatore senza parole.
Meravigliosamente decorata, l’edificio è in arenaria con un motivo a righe che richiama ogni punto dell’edificio.

I colori predominano su ogni particolare ma colpisce soprattutto quello presente sulle cinque imponenti cupole, che hanno nel giallo il colore che richiama principalmente sugli altri.
Prima di accedere a visitarla internamente, prendetevi del tempo e ammirate con attenzione ogni singolo dettaglio. Lo merita.

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Gli interni

La Cattedrale della Natività di Riga, gli interni

Oggi i soffitti sono nuovamente affrescati, caratterizzati da ritratti circolari rappresentanti alcuni dei più celebri personaggi religiosi. Di grande rilievo è il continuo utilizzo di un elemento comune nelle opere: la foglia d’oro. Altrettanto imperdibili sono i riccamente decorati candelabri che mescolandosi alle icone religiose realizzate nella parete formano un’ambiente elegante e pittoresco.

Tra i dipinti è possibile osservare quello rappresentante lo zar Nicola II, oltre a quelli della sua famiglia, facilmente riconoscibili per via della presenta delle aureole sopra le loro teste. L’aureola è stata inserita poiché i personaggi nobili sono stati santificati: nel 1918 l’intera stirpe reale fu condannata a morte.

Una delle principali aggiunte donate dallo zar Alessandro II è quella del campanile. La struttura originale ne era priva e lo zar donò ben 12 campane placcate d’oro, che oltre ad essere maestose riproducono un motivo sonoro sublime.

Ultimo aggiornamento: 28.01.2021


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