Cosa vedere a Castelsardo,
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Cosa vedere a Castelsardo, mappa
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icona-articoloCastelsardo è un comune della Sardegna di circa 6.000 abitanti situato nella costa nord dell’isola, in provincia di Sassari. Posto su un piccolo promontorio, Castelsardo è affacciato sul Golfo dell’Asinara e costruito giusto attorno al castello dei Doria. Inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, Castelsardo è ricco di storia e fascino, un borgo piccolo e imperdibile per gli amanti del mare ma anche per coloro che apprezzano cultura e tradizione.

Siamo a una quarantina di km da Sassari e una volta raggiunto vi troverete in una atmosfera genuina con le sue caratteristiche stradine, tra cui diversi viottoli realizzati in pietra, che affacciano su edifici che ricordano l’antico retaggio genovese e spagnolo. Da sempre considerato uno dei più bei borghi della Sardegna, Castelsardo è protagonista assoluto di un turismo sempre crescente ma più rilassato rispetto a quello delle altre località qua vicine tipicamente balneari. Tra le cose da vedere a Castelsardo imperdibili, oltre al castello, il piccolo porto che affaccia sulle città e permette di ammirare le numerose chiese che caratterizzano la cittadina.

 

Cenni storici

Cosa vedere a Castelsardo, veduta

Dopo un insediamento preistorico, documentato dalla presenza nella zona di diversi nuraghi, furono, probabilmente, i Romani i primi a popolare questa zona. Secondo alcuni storici nell’area di Castelsardo sarebbe sorta la città di Tibula, l’importante centro romano della Sardegna settentrionale mai localizzato con sicurezza.

L’alto Medioevo portò lo spopolamento e l’insediamento di qualche isolato centro monastico. Nel 1102, con l’arrivo dei genovesi, si riuscirà ad ammirare lo sviluppo di un vero e proprio borgo. La città viene fondata dai Doria, una delle più importanti famiglie della repubblica marinara, che chiamò l’insediamento Castel Genovese.

 

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Il dominio dei Doria

Cosa vedere a CastelsardoI Doria svilupparono sia l’urbanistica sia l’ordinamento politico, attraverso l’emanazione di statuti. La figura che più di altre ebbe un ruolo da protagonista nella storia di Castelsardo fu il giudice Eleonora d’Arborea, che qui visse a lungo e che contribuì allo sviluppo del centro. Per gran parte dei secoli a venire la città si ritrovò in continue lotte contro gli Aragonesi. Nel 1448 conquistarono definitivamente la città, ribattezzandola Castellaragonese ed elevandola al rango di Città Regia, dipendente dalla corona di Spagna.

Divenne sede vescovile nel 1503 e verso la fine del secolo ebbero inizio i lavori della nuova cattedrale. Passò ai Savoia nel 1720, quando cambiò nome, per la terza e ultima volta, in Castelsardo. L’importanza militare ed economica in continua discesa e la peste segnarono a partire dall’Ottocento un forte declino del borgo, condannando molti all’emigrazione, fino alla rinascita turistica degli ultimi decenni.

 

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Cosa vedere a Castelsardo

Cosa vedere a Castelsardo, veduta parte moderna della città

Tra le cose da vedere a Castelsardo apriamo una piccola parentesi sulla zona più moderna del borgo, la Hanedda, quartiere animato, colorato e ricco di negozi. La sua rapida trasformazione ha purtroppo in parte alterato il suo fascino originale, oggi parzialmente compromesso. Per raggiungerlo salite dal lungomare fino a raggiungere le vie Roma e Nazionale, fino all’ingresso nel centro storico.

Il centro ha mantenuto la medesima struttura dell’XI secolo: stradine lastricate, palazzi di pietra e il castello con le sue mura possenti. Da qui lo sguardo si perde dentro il mare, verso la Corsica e l’Asinara. Se non si viene in alta stagione, non è raro incontrare, sulle loro porte di casa, le anziane donne intente a chiacchierare e intrecciare cestini di palma nana.

 

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Il Castello dei Doria

Cosa vedere a Castelsardo, il Castello

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Castelsardo da quello che è il suo simbolo, il Castello. Costruito nel 1102 dai Doria, venne realizzato per difendere il borgo dagli attacchi ma anche come controllo sui traffici commerciali. La sua posizione in vetta al promontorio della città, permetteva infatti di poter osservare l’intera vita cittadina. Il Castello è ancora oggi in buone condizione, sempre grazie alla sua posizione sopraelevata che hanno permesso di preservarlo dalla corrosione della salsedine.

Al suo interno e presente il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, percorso espositivo di 11 sale che permette di conoscere le tecniche dell’intreccio. Il Museo permetterà inoltre di ammirare numerosi oggetti di uso quotidiano, tra i quali cestini, manufatti di rito cristiano o esoterico fino ai diversi tipi di decoro e al confronto con oggetti simili di altre culture del Mediterraneo.

 

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A pochi metri dal castello si incontrano il Palazzo Eleonora, considerato per tradizione la residenza di Eleonora d’Arborea, il Municipio, con la suggestiva loggia genovese e il campanile a vela per la campana civica, risalente all’anno 1111, e il Palazzo di Nicolò Doria, che porta in facciata lo stemma di famiglia e una meridiana.

A poca distanza, addentrandosi nel dedalo dei vicoli, è situato l’Episcopio, residenza del vescovo costruita nella seconda metà del Cinquecento. Il palazzo ha conservato integri i diversi ambienti, compresa la pittoresca biblioteca e vi si possono ammirare gli arredi originali, nonché una mostra permanente dedicata alla stregoneria, alla eresia e alla Santa Inquisizione.

 

Cosa vedere a Castelsardo, il centro storico
Il centro storico di Castelsardo

Tra le cose da non perdere a Castelsardo troviamo anche le terrazze panoramiche, che regalano la miglior vista sul golfo. Imperdibile la più classica delle passeggiate, quella che costeggia la cinta muraria con le sue 17 torri e il percorso di sentinella, anch’esso uno dei punti privilegiati da dove ammirare il Golfo dell’Asinara.

 

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La Chiesa di Santa Maria

Cosa vedere a Castelsardo, la Chiesa di Santa Maria
La Chiesa di Santa Maria

Scendendo si trova la chiesa di Santa Maria, costruita nel Trecento e -fino all’edificazione della cattedrale- principale edificio di culto del paese. La chiesa ha l’ingresso su un solo lato ed è sprovvista di facciata. Al suo interno custodisce due capolavori: la Pieddai, una statua di legno policromo della Madonna, e, soprattutto, il Cristo Nero, trecentesca statua lignea, tutt’ora oggetto di venerazione popolare portata in processione nella festa di Lunissanti.

Ancora più meravigliosa invece è la cattedrale di Sant’Antonio Abate, rivolta verso il mare e visibile anche a miglia di distanza. L’edificio è frutto dell’ampliamento, avvenuto tra il 1597 e il 1606, per il trasferimento della sede vescovile della chiesa precedente.

 

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La Cattedrale di Castelsardo

Cosa vedere a Castelsardo, la cattedrale
La Cattedrale di Castelsardo

Proseguiamo a scoprire cosa vedere a Castelsardo dalla sua Cattedrale, il cui interno è in stile gotico ma nel corso degli anni ha avuto numerosi restauri che ne hanno modificato l’aspetto originario. L’edificio venne completato nel 1727 con la costruzione del matroneo e con l’altare dedicato a Sant’Antonio. La Cattedrale è pregevole soprattutto nell’altare maggiore, dove possiamo ammirare la Madonna col Bambino e angeli musicanti, parte di un retablo attribuito al Maestro di Castelsardo.

Il pittore, di cui è ancora ignota l’identità, è considerato oggi tra i più grandi artisti  attivi tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento. Altri dipinti dello stesso artista, insieme a oggetti liturgici e ad altre opere d’arte, si possono vedere nel Museo Diocesano, nelle cripte della cattedrale.

 

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Cosa visitare nei dintorni di Castelsardo

Cosa vedere nei dintorni di Castelsardo, la roccia dell'Elefante a Multeddu
La roccia dell’Elefante, località Multeddu

La visita prevede anche un paio di tappe fuori dal centro storico. Andando in direzione del porto turistico e del moderno centro di Lu Bagnu si trova, sul lungomare Anglona, la torre del porto, alta 13 metri e costruita dagli Aragonesi nel Cinquecento per proteggere il borgo e le cale sottostanti dagli sbarchi dei Saraceni.

Dall’altro lato, salendo verso la statale 134 nella località di Multeddu, non si può non notare la roccia dell’Elefante. Il masso, alto circa 4 metri, ha assunto la particolare forma del pachiderma seduto, con la proboscide rivolta verso la strada, per l’erosione del vento e dell’acqua nel corso dei secoli.

 

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Ultimo aggiornamento 18 settembre 2021