Castelsardo, il borgo medievale di Sassari

Castelsardo, il borgo medievale di Sassari ricco di storia caratterizzato dal magnifico litorale. Scopriamo il borgo Castelsardo.

Cosa vedere a Castelsardo

Castelsardo è un comune della Sardegna di circa 6000 abitanti situato nella costa nord dell’isola, in provincia di Sassari.

Si tratta di un borgo ricco di storia e di fascino, caratterizzato dal magnifico litorale che accompagna il Mediterraneo e dal suo castello. Una meta imperdibile per gli appassionati del mare, un borgo che, in ogni vicolo, regala bellezza, cultura e tradizione: dall’arte dell’intreccio ai retaggi genovesi e spagnoli, dalle opere del maestro di Castelsardo fino ai riti tradizionali della Settimana Santa.

Storia di Castelsardo

Cosa vedere a Castelsardo

Dopo un insediamento preistorico, documentato dalla presenza nella zona di diversi nuraghi, furono, probabilmente, i Romani i primi a popolare questa zona. Secondo alcuni storici nell’area di Castelsardo sarebbe sorta la città di Tibula, l’importante centro romano della Sardegna settentrionale mai localizzato con sicurezza.

L’alto Medioevo portò lo spopolamento e l’insediamento di qualche isolato centro monastico. Nel 1102, con l’arrivo dei genovesi, si riuscirà ad ammirare lo sviluppo di un vero e proprio borgo. La città viene fondata dai Doria, una delle più importanti famiglie della repubblica marinara, che chiamò l’insediamento Castel Genovese.

Il dominio dei Doria

I Doria svilupparono sia l’urbanistica sia l’ordinamento politico, attraverso l’emanazione di statuti. Figura che ebbe un ruolo da protagonista nella storia della città fu la giudicessa Eleonora d’Arborea, che qui visse a lungo e che contribuì nello sviluppo del centro.
Per gran parte dei secoli a venire la città si ritrovò in continue lotte contro gli Aragonesi, che nel 1448 conquistarono definitivamente la città, ribattezzandola Castellaragonese ed elevandola al rango di Città Regia, dipendente dalla corona di Spagna.

Divenne sede vescovile nel 1503 e verso la fine del secolo ebbero inizio i lavori della nuova cattedrale. Passò ai Savoia nel 1720, quando cambiò nome, per la terza ed ultima volta, in Castelsardo.
L’importanza militare ed economica in continua discesa e la peste segnarono a partire dall’Ottocento un forte declino del borgo, condannando molti all’emigrazione, fino alla rinascita turistica degli ultimi decenni.

La parte moderna del borgo Castelsardo

La parte moderna del borgo, denominata Hanedda, è particolarmente animata, colorata e ricca di negozi, che però vide uno sviluppo troppo violento trasformando notevolmente il suo fascino originale, Per raggiungerla si salirà dal lungomare per raggiungere le vie Roma e Nazionale, fino all’ingresso nel centro storico.

Il centro ha mantenuto la medesima struttura dell’11esimo secolo: stradine lastricate, palazzi di pietra e il castello con le sue mura possenti.
Da qui lo sguardo si perde dentro il mare, verso la Corsica e l’Asinara. Se non si viene in alta stagione, non è raro incontrare, sulle loro porte di casa, le anziane donne intente a chiacchierare e intrecciare cestini di palma nana.

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Cosa vedere in Castelsardo

Cosa vedere a Castelsardo

Proprio all’intreccio, che qui è un’arte che affonda le radici nei secoli, è dedicato il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, ospitato all’interno del castello.
Il percorso espositivo si sviluppa in 11 sale e permette di conoscere, sia le tecniche. sia gli usi dell’intreccio: dagli attrezzi per la pesca e l’agricoltura agli oggetti di uso quotidiano, come i cestini, dalla creazione di manufatti per i riti cristiani o esoterici fino ai diversi tipi di decoro e al confronto con oggetti simili di altre culture del Mediterraneo.

Da non perdere anche le terrazze panoramiche, che regalano la miglior vista sul golfo. A pochi metri dal castello si incontrano il palazzo Eleonora, considerato per tradizione la residenza di Eleonora d’Arborea, il municipio, con la suggestiva loggia genovese e il campanile a vela per la campana civica, risalente all’anno 1111, e il palazzo di Nicolò Doria, che porta in facciata lo stemma di famiglia e una meridiana.

A poca distanza, addentrandosi nel dedalo dei vicoli, è situato l’Episcopio, residenza del vescovo costruita nella seconda metà del Cinquecento. Il palazzo ha conservato integri i diversi ambienti, compresa la pittoresca biblioteca e vi si possono ammirare gli arredi originali, nonché una mostra permanente dedicata alla stregoneria, alla eresia e alla Santa Inquisizione.

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Le chiese e le cattedrali di Castelsardo

Scendendo si trova la chiesa di Santa Maria, costruita nel Trecento e -fino all’edificazione della cattedrale- principale edificio di culto del paese. La chiesa ha l’ingresso su un solo lato ed è sprovvista di facciata; al suo interno custodisce due capolavori: la Pieddai, una statua di legno policromo della Madonna, e, soprattutto, il Cristo Nero, trecentesca statua lignea, tutt’ora oggetto di venerazione popolare portata in processione nella festa di Lunissanti.

Ancora più meravigliosa invece è la cattedrale di Sant’Antonio Abate, rivolta verso il mare e visibile anche a miglia di distanza. L’edificio è frutto dell’ampliamento, avvenuto tra il 1597 e il 1606, per il trasferimento della sede vescovile della chiesa precedente.

La cattedrale di Castelsardo

Cosa vedere a Castelsardo

L’interno è in prevalenza di stile gotico, ma ha nel corso degli anni ha potuto assistere a  numerosi ristrutturamenti, che ne hanno modificato l’aspetto originario. L’edificio venne completato nel 1727 con la costruzione del matroneo e con l’altare dedicato a Sant’Antonio. Nell’altare maggiore si può ammirare la Madonna col Bambino e angeli musicanti, parte di un retablo attribuito al Maestro di Castelsardo.

Il pittore, di cui è ancora ignota l’identità, è considerato oggi tra i grandi artisti che furono attivi tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento. Le sue opere sono situate tra la Sardegna, la Corsica e la Catalogna, e oggi si pensa fosse di nascita o di formazione spagnola e residente a Barcellona, da dove inviò via mare le proprie opere.

Altri dipinti dello stesso artista, insieme a oggetti liturgici e ad altre opere d’arte, si possono vedere nel Museo Diocesano, nelle cripte della cattedrale.

Cosa visitare fuori Castelsardo

La visita prevede anche un paio di tappe fuori dal centro storico. Andando in direzione del porto turistico e del moderno centro di Lu Bagnu si trova, sul lungomare Anglona, la torre del porto, alta 13 metri e costruita dagli Aragonesi nel Cinquecento per proteggere il borgo e le cale sottostanti dagli sbarchi dei Saraceni.

Dall’altro lato, salendo verso la statale 134 nella località di Multeddu, non si può non notare la roccia dell’Elefante: il masso, alto circa 4 metri, ha assunto la particolare forma del pachiderma seduto, con la proboscide rivolta verso la strada, per l’erosione del vento e dell’acqua nel corso dei secoli.

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