Castelmezzano, il borgo delle Dolomiti Lucane

Castelmezzano, il borgo delle Dolomiti Lucane posto nella provincia di Potenza, il Basilicata, ricco di storia medievale ed inserito nell'elenco dei borghi più belli d'Italia.

Cosa vedere a Castelmezzano

Siamo in provincia di Potenza in uno degli scenari più belli di tutta la  Basilicata.
E del resto Castelmezzano è inserito nella lista dei ‘borghi più belli d’Italia‘ e basta guardarsi attorno per comprenderne le ragioni.
Inserito in un contesto unico delle Dolomiti Lucane, Castelmezzano è quasi incastonato tra le guglie costruite nel tempo da pioggia e vento.

Appena arrivati a Castelmezzano si viene subito avvolti da questa aria quasi eterea che circonda il borgo. Del resto ben difficilmente si accede ad un paese attraversando una galleria che si raggiunge subito dopo aver superato una gola. E’ come se si volesse proteggere un borgo che sicuramente risulterà indimenticabile.

La storia di Castelmezzano

Cosa vedere a Castelmezzano

Giunti nel nucleo urbano ci troveremo subito avvolti da abitazioni tipicamente medievali, con i tetti di pietra arenaria e le facciate colorate.
La sua storia ci riporta nel periodo compreso tra il VI ed il V secolo a.C. quando i grechi invasero la valle del Basento e li si insediarono, dando origine a Maudoro. Qualche secolo dopo fu la volta dei Normanni ad insediarsi mettendo la sicurezza del popolo al primo posto. Nasce così la prima fortezza e con esso iniziò un periodo prospero e privo di conflitti.

Nel XVI secolo è stata anche la volta degli Aragonesi ad insediarsi nel territorio mentre da li a breve, nel XII secolo, il borgo si vide suo malgrado protagonista del brigantaggio, fenomeno che convinse molte famiglie a lasciare il borgo trasferendosi anche molto distante.

E non sarà difficile scoprire queste vicissitudini proprio passeggiando per il centro storico, dove diverse costruzioni sono inserite dentro la roccia ed i vicoli e le stradine inviatano a salire sempre più in alto per ammirare uno dei paesaggi meravigliosi offerti dalle Dolomiti.
Con un nucleo urbano cosi particolare e con uno scenario naturale valorizzato, è quindi proprio facile comprendere perchè Castelmezzano rientri tra i migliori borghi italiani.

Cosa vedere a Castelmezzano

Ed in questo centro storico troviamo la chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo, edificio religioso che merita di essere ammirato per la sua gloriosa facciata romanica dalle quattro colonne. In centro avrete modo di ammirare l’affresco di San Rocco, il patrono di Castelmezzano. Al suo interno invece la statua della Madonna dell’Olmo e la tela della “Sacra Famiglia” del De Gregorio rappresentano le principali cose da vedere. 

Superata la Piazza Caiazzo per proseguire lungo la principale strada, raggiungeremo prima il Palazzo Municipale da cui si arriva a ciò che rimane del castello, di probabile origine normanna. Dai ruderi è possibile riconoscere le mura difensive ed una ripida scalinata che probabilmente portava ad una torre di vedetta.

Ma il centro è anche altro. Qui troviamo ad esempio il Palazzo Ducale che in passato era occupato come residenza dai signori di Castelmezzano. Il Palazzo Corio, di proprietà dell’omonima famiglia, è posto giusto dietro la chiesa Madre ed oggi risulta completamente disabitato. Le condizioni, del resto, non potrebbero consentirne alcun uso senza un adeguato restauro.

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Gli edifici religiosi di Castelmezzano

Diversi i luoghi destinati al culto a Castelmezzano. La chiesa Madre pare risalire all’inizio del XIII secolo e da quella data numerose sono stati i restauri e le modifiche strutturali.
Sono di particolare rilevanza le campane della chiesa, la più antica risale infatti al 1666 mentre le altre tre sono rispettivamente del 1768, 1820 e 1948.

La chiesa del Santo Sepolcro è anch’essa una delle più antiche e deve il suo nome alla sepoltura dei morti. La sua costruzione è di probabile origine bizantina mentre la cappella pare essere stata realizzata nell’ XI secolo e ricorda la cultura orientale qui portata durante la Prima Crociata. Al suo interno è di pregevole valore ecclesiastico la statua della “Madonna dell’Ascensione” del XY secolo. Proprio dalla statua prende il nome “La festa della Madonna dell’Ascensione”, sagra paesana che viene celebrata ogni anno l’ultima domenica di maggio.

Del XVIII secolo invece la Cappella della Madonna dell’Annunziata, posta nel punto più alto del borgo e per tale ragione sede della bandiera tricolore durante l’arrivo, nel 1860, di Giuseppe Garibaldi. La cappella oggi viene utilizzata unicamente durante le celebrazioni per l’Annunziata del 25 Marzo.

La Cappella di Santa Maria Regina Coeli è invece datata 1603 e il suo probabile uso era quello di fornire ospitalità ai Frati Carmelitani. La Cappella di San Marco ospita invece la piccola statua che viene portata in giro per il borgo durante la processione del 2 Luglio.

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