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Cosa vedere a Castellón de la Plana | Guida di viaggio

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Mappa di Castellón de la Plana, Spagna

Icona articolo onemagLungo la costa mediterranea della Spagna, nel cuore costiero della Comunità Valenciana, si trova Castellón de la Plana, importante meta turistica dal marcato carattere storico. La città, situata nell’entroterra immediato (4 chilometri dal litorale) sorge in un vasta piana fertile, territorio che ha garantito un discreto successo nell’economia locale nel corso dei secoli passati.

Cenni storici

Castellón de la PlanaLa moderna città è leggermente spostata rispetto al suo nucleo antico, come confermato dall’assenza di importanti resti archeologici. Il primo insediamento, infatti, sorse in zona più periferica, lungo l’area collinare del Cerro de la Magdalena. Nel 1252, il re Jaime I de Aragón (Giacomo I d’Aragona) autorizzò il trasferimento degli abitanti verso la pianura, mettendo in vigore il suo attuale toponimo: piccolo castello di pianura. In memoria al passato, dal terzo sabato di Quaresima, per 9 giorni, la città diventa teatro delle Feste della Magdalena, dichiarate feste di Interesse Turistico Internazionale, in celebrazione alla data di fondazione della cittadina.

Il borgo medievale di Castellon si presentava con una semplice pianta quadrata, contornata da un recinto murario di forma rettangolare. La cinta muraria rimase presente in difesa della città fino al 1796, anno in cui furono demolite per includere i vicini sobborghi al principale nucleo urbano. Questo periodo cadde in concomitanza a un susseguirsi di guerre e conflitti interni, che portarono alla decisione di far erigere una seconda linea muraria, poi abbattuta nel 1882. Di questo secondo livello di mura sono oggi visibili alcune tracce presso Plaza de la Muralla Liberal. Durante gli anni della Guerra Civile Spagnola si decise di demolire la Chiesa di Santa Maria, insignita come Monumento Storico Nazionale. La stessa sorte toccò poi a diversi monumenti, eliminati per dare spazio a nuovi blocchi abitativi, soprattutto tra gli anni ’60 e ’70.

Lo stesso periodo portò un forte mutamento alla città. Fino ad allora, la ristretta comunità cittadina basava la propria economia sul settore primario, quindi sullo sfruttamento del territorio. Con il boom economico di quei anni, in maniera quasi del tutto naturale, Castellon si trasformò in una eccellente meta turistica, favorita dal suo clima costantemente mite. Piccola nota molto interessante riguarda il gruppo dei quattro isolotti vulcanici delle Isole Columbretes, habitat naturale per diverse specie a rischio estinzione, che appartengono alla giurisdizione comunale di Castellón de la Plana.

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Cosa vedere a Castellón de la Plana

Vista sul centro città di Castellón de la Plana
Vista sul centro città di Castellón de la Plana

Oggi quello che in passato era un piccolo fortino militare si è trasformato in una ricca destinazione turistica alla moda, con oltre 170 mila abitanti. L’itinerario su cosa vedere a Castellón de la Plana comincia dal suo grazioso centro storico, dove sono racchiuse a breve distanza l’una dall’altra le principali attrattive turistiche.

L’icona cittadina è senza dubbio l’El Fadrí, interessante campanile che si erge maestoso di fronte la Cattedrale di Santa Maria, principale luogo di culto di Castellón. L’El Fadrí si innalza per poco meno di 60 metri, offrendo alla sua cima un punto panoramico tra i migliori della Comunità Valenciana. Anche la cattedrale rappresenta un’importante sito d’interesse per la città: un’eccellente esempio di stile gotico con elementi neogotici, frutto di consistenti lavori di ricostruzione post bellica del secolo scorso.

Nella stessa piazza sono anche affacciati due importanti edifici civili, rispettivamente il Palazzo Municipale (Palacio Municipal) e il Mercat Central. Di altrettanto interesse si citano gli edifici del Lonja del Cáñamo, il teatro e il Casino antiguo, e l’Edificio de Correos. Quest’ultimo, in particolare, merita uno sguardo più attento, poiché è un esempio raro di moderna architettura valenciana, che negli ultimi anni sta iniziando lentamente a diffondersi a macchia di leopardo nella regione.

Dopo già pochi passi è facile riconoscere la più identificativa delle caratteristiche architettoniche della città: le tantissime ermite bianche. Sono antiche abitazioni assimilabili alle pievi che risaltano nella campagna spagnola. Queste casette ci accompagnano giusto poco fuori il centro città, raggiungendo la suggestiva Basílica de la Mare de Déu del Lledó, splendida opera barocca eretta nel corso del XVIII secolo, nello stesso luogo in cui un contadino, Perot de Granyana, trovò la statua della Vergine di Lledó, evento accaduto nel XIV secolo. Come per gran parte della cittadina, anche la Basilica venne completamente ristrutturata nel XX secolo a seguito della sanguinosa Guerra Civile.

Completamente differente alle precedente attrazioni è il Sierra del Desierto de las Palmas, un’area naturale dichiarata protetta a circa 500 metri di altitudine. Oltre al spiccato interesse naturalistico di questa arida landa desertica, il Parco Naturale custodisce le rovine di un convento carmelitano, antico eremo risalente al XIV secolo, che offre ai visitatori un suggestivo punto panoramico sulla vallata sottostante. Aldilà dei colli, nel fondovalle, si estende la città di Benicasim, rinomata meta balneare costellata da spiagge sabbiose.


 

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