Castello di Brunico, l’altura della Val Pusteria

Castello di Brunico, l'altura della Val Pusteria costruito nel 1251 come riparo per i vescovi e fortezza cittadina, oggi sede del Museo Messner. Scopriamo il Castello di Brunico.

Cosa vedere nel
Castello di Brunico

Ci troviamo a Brunico, una piccola città di 16.000 abitanti nella provincia di Bolzano ad appena 70 chilometri dal confine con la Austria. La città è considerata centro storico e culturale di tutta la zona della Val Pusteria, contando numerosi edifici medioevali come il famoso Castello di Brunico.

Quest’ultimo sorge su un’altura poco distante dalla città ed è stato edificato nel 1251. Al suoi interno possiamo trovare le lussuose stanze vescovili, un giardino dove è presente una torre circolare e la sua splendida cappella ornata da un trittico.

Oggi nel castello è inoltre presente il Messner Mountain Museum, un museo aperto al pubblico dal 2011 e incentrato sulle culture dei diversi popoli che abitarono queste zone nel passato.

Ecco cosa sapere sul Castello di Brunico.

Storia e struttura

Il Castello di Brunico

La costruzione della fortezza avvenne nel XIII secolo, sotto ordine del vescovo Bruno von Kirchberg. Lo scopo della struttura era quello di proteggere i possedimenti del vescovo nella Val Pusteria, creando un punto da cui poter controllare la valle.

Infatti quest’ultima sorge rialzata su un colle a sud della città, e l’ingresso nel forte avviene tramite l’ex ponte levatoio, raggiungibile con una passeggiata immersa nel verde della collina.

Superato il portone entreremo subito nel cortile del castello, in mezzo al quale sorge la sua torre circolare contenente la scalinata che porta ai piani superiori della struttura.

In questi troveremo i maggiori punti di interesse del sito, come le stanze vescovili e la cappella.
Inoltre saranno osservabili i diversi stemmi dei vescovi che qui vissero, come Albert von Enna, Ulrich Putsch e, ovviamente, Bruno von Kirchberg.

Le stanze vescovili

Il Castello di Brunico

Le stanze vescovili del castello sono, sostanzialmente, le stanza utilizzate dal vescovo nella vita quotidiana, come la camera da letto, la sala delle conferenze e il soggiorno.

Descrivendo queste stanze va assolutamente detto che sono molto ampie e ben illuminate dalla luce esterna. Inoltre presentano oltre che a splendidi arredamenti come le numerose stufe di stucco, chiari riferimenti e simboli vescovili.

Al tempo la maggior parte di queste stanze erano ricoperte da affreschi e splendidi dipinti, che col tempo si sono eccessivamente deteriorati. Questo portò alla necessità di un restauro, avvenuto nel 1900 assieme alle sale del castello.

La cappella del castello

Sempre nel secondo piano della struttura possiamo trovare la magnifica cappella del forte. Questa struttura nacque nel 1900 durante il restauro del secondo piano della struttura, e segue le linee dello stile neogotico.

Entrando nella cappella saremo subito illuminati dalla luce proveniente dalle vetrate colorate dell’edificio, dove risplendono gli stemmi degli Asburgo, del Tirolo e del vescovo Simon Aichner.

Merita attenzione anche il trittico presente nella cappella, raffigurante cinque scene di vita della Vergine Maria e di Gesù. Queste sono, in ordine di apparizione, l’Annunciazione, Maria ed Elisabetta, la nascita di Cristo, Maria con Gesù nel tempio e Gesù tra gli scribi.

Messner Mountain Museum

Il Castello di Brunico

Ultima attrazione del castello è il Messner Mountain Museum Ripa, un museo incentrato sulle montagne locali e i popoli che ci hanno abitato negli ultimi 10 millenni.

Aperto nel 2011 e allestito da Reinhold Messner, il museo si occupa di raccontare la storia di tutte le popolazioni che negli anni sono sopravvissute nelle vicine Alpi, illustrandone i metodi di caccia, di allevamento, di agricoltura. Lo scopo del museo è quindi di diffondere la cultura locale e far sì che non venga dimenticata.

Questo era il Castello di Brunico, in provincia di Bolzano. Se capitate in queste zone il consiglio è assolutamente di fare una sosta nella cittadina di Brunico ed ammirate questo castello così ricco di cultura.

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