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Castello di Otranto
Storia e architettura della fortezza aragonese

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icona-articoloOtranto è una destinazione completa sotto ogni punto di vista: mare, storia, cultura e architettura. La città è il più orientale porto d’Italia, affacciato in quel che viene chiamato canale di Otranto, dove nelle più soleggiate giornate d’estate è possibile intravedere perfino la costa albanese. Parliamo di una delle località vacanziere più famose d’Italia, scelta da migliaia, forse milioni, di turisti ogni estate.

Nel cuore della cittadina da cinquemila abitanti, a due passi dal mare, troviamo una delle più famose e importanti testimonianze storiche di tutto il Salento: il Castello Aragonese di Otranto. La Corona d’Aragona fu una delle superpotenze europee medievali, autori di alcune delle più importanti opere militari in Spagna e nell’Italia meridionale. Come a Otranto, di castelli di fattura aragonese ne troviamo a decine in tutto il sud Italia e in Sardegna.

Origini del Castello

Il popolo spagnolo stabilì il proprio potere nel Salento verso il XV secolo, stesso periodo in cui fu costruito l’imponente maniero. Otranto è da sempre una cittadina di piccole dimensioni, ma data la sua strategica posizione nel Mar Adriatico gli aragonesi vollero proteggerla al meglio delle loro possibilità.

Fu cosi che la preesistente fortificazione, risalente al 1067, venne demolita, dando spazio al moderno, possente e attrezzatissimo Castello Aragonese di Otranto. A ordinare la sua costruzione fu Ferdinando I d’Aragona, mentre i lavori si protrassero per tredici anni, dal 1485 al 1498.

Per secoli il Mediterraneo fu navigato da uno dei più temuti popoli d’Europa, i saraceni. Con saraceni si fa riferimento alla popolazione stanziata nella Penisola Araba in epoca antica e medievale. I cosiddetti Corsari Barbareschi invasero le coste di tutta Europa, saccheggiando molte delle ricche e prospere località del sud Italia. Otranto si trovò pronta a fronteggiare le incursioni saracene, spesso attuate con flotte di decine, centinaia di velieri. Purtroppo, la città si trovò vittima delle temibili invasioni turche, che la portarono a una distruzione quasi totale.

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La struttura del Castello di Otranto

La struttura del Castello di OtrantoAnalizziamo brevemente la struttura del Castello Aragonese di Otranto. Parliamo di un edificio maestoso quanto possente, caratterizzato da una pianta pentagonale e simbolo della maestria spagnola nelle opere architettoniche militari. Più tra tutti colpisce il bastione, che si estende rivolto verso il mare, da cui poi si diramano le tre torri circolari, intitolati ad Alfonso d’Aragona, ai tempi duca di Calabria, e alla sua moglie.

Accedendo al complesso militare, giusto di fianco al blasone di Carlo V d’Asburgo, si possono notare gli spazi dedicati ai cannoni, un tempo ampiamente utilizzati per proteggere le coste cittadine. Bastano pochi passi per sembrare di trovarsi in una tipica ambientazione hollywoodiana.

Parlando dei pirati immaginiamo la celeberrima saga de Pirati dei Caraibi e il Castello di Otranto, in qualche modo, rievoca le immagini dei film. I Caraibi, infatti, furono uno dei territori più contesi dalle colonie europee, tra cui principalmente Inghilterra e, appunto, Spagna. Le stesse fortificazioni che si possono ammirare nelle isole caraibiche le possiamo trovare anche in sud Italia, in un’atmosfera che non ha niente di cui invidiare al paradisiaco arcipelago.

La struttura del Castello

Un po’ come in molti altri castelli medievali, anche quello di Otranto una volta era contornato da un fossato protettivo e l’accesso era costituito da un apposito ponte levatoio. Ora non troviamo più l’acqua, ma un’elegante prato verde: questo spazio viene oggi utilizzato per ospitare eventi e feste, tra cui molte a tema storico, con rievocazioni del periodo aragonese, con tanto di dame e cavalieri che animano l’atmosfera.

Andando sul lato parallelo del castello troviamo invece una spettacolare visuale dritta sul Mar Adriatico. Questo punto panoramico è definito tra i più belli di tutto il Salento, tanto da aver ispirato il ben noto scrittore inglese Horace Walpole nella realizzazione del suo celebre romanzo The Castle of Otranto. Insomma: il castello di Otranto ci fa viaggiare nel tempo, ci trasporta in un’atmosfera caraibica e ci immerge nella letteratura: davvero imparagonabile al mondo.

Oggigiorno la funzione originale del castello è stata, logicamente, accantonata, lasciando spazio alle più moderne esigenze. Le sale interne, egregiamente conservate grazie a varie opere di restauro, sono spesso sede di mostre ma anche eventi vari. Si può accedere al suo interno seguendo le suggestive scalinate in pietra che accompagnano il visitatore, prima nel cortile, poi nel ballatoio e nelle camere superiori.

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La grottesca leggenda

Prima di chiudere la nostra guida vi raccontiamo, in poche parole, la leggenda del castello di Otranto. Proprio così: come ogni maniero che si rispetti pure quello di Otranto è protagonista di terrificanti racconti di fantasmi e avvenimenti soprannaturali.
Del castello di Otranto si narra che, nelle più buie delle serate, al chiaro di luna, si aggiri il fantasma senza testa di Giulio Antonio Acquaviva, conte di Conversano, e di molti prigionieri morti proprio nella fortezza. Girano voci che il fantasma si manifesti nel bastione Punta di Diamante, laddove i prigionieri che tentavano la fuga venivano giustiziati mediante l’impiccagione. La forza con cui le vittime caddero nel vuoto fu a tal punto forte che la testa veniva staccata dal corpo.


 

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