Castel San Pietro Romano, la guida turistica

Visitare Castel San Pietro Romano, uno degli ultimo borghi inseriti nel club dei ' Borghi più belli d'Italia'. Ecco la guida turistica di Castel San Pietro Romano.

Castel San Pietro Romano, uno degli ultimo borghi inseriti nel club dei
Borghi più belli d’Italia’

Ci troviamo a circa 40 km da Roma, precisamente sul Monte Ginestro che, con i suoi 763 metri di altezza, permette di visualizzare l’intera area di Roma e dintorni, fino al mare di Anzio.
Siamo anche a soli 3 km da un antico borgo, quelli di Praeneste, oggi nota come Palestrina, e proprio proseguendo la via Prenestina troviamo Castel San Pietro Romano, dal 2017 aderente ai ‘borghi più belli d’Italia’.

La storia di Castel San Pietro Romano

Di Castel San Pietro Romano si hanno notizie dal IV secolo a.C. quando gli allora coloni del luogo fondarono un nuovo villaggio giusto a valle del Monte Ginestro. Qui ebbe origine Palestrina, oggi casa di circa 30.000 abitanti. Castel San Pietro Romano è rimasto invece dove era l’antica acropoli e, con i suoi 1.000 abitanti scarsi, è racchiuso dentro le mura ciclopiche.

Sulla cima del monte, dove appunto aveva sede l’antica acropoli, venne costruito un monastero benedettino, luogo in cui trovò alloggio papa Gregorio Magno, Dalla fondazione del monastero, avvenuta nel V secolo, nessuna notizia di rilievo interessò il borgo arroccato fino al XII secolo. E’ proprio in quel periodo, infatti, che l’intero borgo venne annesso nei feudi posseduti dalla famiglia Colonna, una storica casata patrizia romana, una tra le più importanti dell’intero medioevo.

I Colonna erano interessati più che al borgo alla sua altura. Castel San Pietro Romano divenne infatti luogo militare e distrutto durante gli scontri con il papato. La prima distruzione avvenne nel 1298 sotto Bonifacio VIII mentre la seconda, sotto Eugenio IV, nel 1436.
Nel Seicento il feudo venne poi venduto ai Barberini, la nota famiglia principesca e papale di origini toscane, che vollero invece valorizzare il territorio.
Diverse le modifiche effettuate proprio dai Barberini, tra cui la distruzione del monastero per ricostruire un altro edificio religioso, quello oggi noto come la chiesa di San Pietro Apostolo.
Ma non furono le uniche variazioni o costruzioni.

Il borgo rinasce

Nella piazza costruita proprio di fronte alla chiesa nel XVIII verrà infatti costruito palazzo Mocci, la residenza di una delle famiglie più eminenti del paese. Il progetto è stato realizzato dall’architetto Michetti, nome noto tra gli architetti italiani del Settecento.
Il palazzo, di tre piani, ospita oggi il Museo Virtuale ‘Terra Nostra’.

Basta spostarsi di qualche chilometro dal nucleo abitativo di Castel San Pietro Romano per osservale la Valle delle Cannucceta, un’area naturale protetta e Monumento Naturale della Regione Lazio dal 1995.
Il parco è ricco di flora e fauna consueta nei paesaggi collinari del  Lazio tra cui è nota la quercia gigante di oltre 22 metri di altezza per 6,23 di larghezza del tronco.

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Cosa vedere a Castel San Pietro Romano

Riveste importanza turistica e storica la chiesa di San Pietro Apostolo, sorta come indicato, dopo dopo la demolizione del convento benedettino nel VI secolo d.c. per mano dei Barberini.

Tra le cose da vedere a Castel San Pietro Romano merita attenzione la Rocca dei Colonna, recentemente restaturata dopo essere stata per lungo tempo un rudere. La sua origine ci riporta ai Colonna che la eressero come difesa posizionato sul punto più elevato del Monte Ginestra. Subì le distruzioni già indicate, quelle del 1298 e del 1436, per essere restaurata nel 1482 come magazzino alimentare.
La sua ricostruzione viene collocata dagli storici come primo importante momento di sviluppo del borgo di Castel San Pietro Romano.
Sempre in tema militare, denotazione che Castel San Pietro Romano assunse per diverso periodo, è da notare il sistema di fortificazione. E’ un sistema definito ‘ad anelli’ per via della modalità costruttiva, ovvero blocchi di calcare posizionati a secco in cui veniva addossato un terrapieno. Da questa cinta muraria si aprivano le due porte di accesso e da una piccola posterula, la porta di accesso dei camminamenti delle guardie, in seguito poi chiuse dai restauri del XII secolo
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