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Cosa vedere a Campli | Viaggio nel cuore della provincia di Teramo

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Icona articoloIl suggestivo borgo di Campli è un piccolo gioiello d’Abruzzo, situato in provincia di ⇒ Teramo. In questi luoghi, che solo poche migliaia di residenti, le tradizioni secolari sono parte indispensabile della vita dei cittadini, e il tempo sembra essersi fermato. Un tesoro d’arte e di storia, arroccato sui monti di Teramo, a circa 30 chilometri dal mare Adriatico. Pronti a scoprire cosa vedere a Campli, in provincia di Teramo?

Cenni storici

Mappa di Campli, provincia di TeramoL’origine di questo insediamento si perde nei meandri della storia, complice anche la mancanza di fonti certe riguardo la sua fondazione. Come testimoniano i ritrovamenti archeologici rinvenuti nella zona, il territorio di Campli risulta popolato fin già dal VIII secolo a.C.: nella vicina necropoli di Campovalano sono state scoperti i resti di antiche tombe appartenenti all’epoca preromana.

Tuttavia, fu solo nel Medioevo che Campli acquisì importanza e prestigio, in concomitanza al dominio della famiglia Farnese, che governò la cittadina dal XVI al XVIII secolo. In questo periodo Campli fu particolarmente ricca e florida, caratterizzata da un’interessante panorama artistico e un’importante centralità politica. Oggi Campli attrae molti turisti con la sua bellezza e il suo fascino, nonostante il terremoto del 2009, che danneggiò buona parte del centro abitato. Sebbene i contingenti danni, Campli è riuscita a rialzarsi tempestivamente, trovando uno sbocco economico proprio nel turismo.

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Cosa vedere a Campli, la suggestiva località medievale

Cosa vedere a Campli, la suggestiva località medievaleCampli si può raggiungere senza difficoltà in macchina, partendo dal vicino capoluogo Teramo. L’aneddoto migliore per godersi la sua atmosfera è perdersi tra le viuzze e i vicoli del centro storico: passeggiando si possono scoprire tutti i luoghi d’interesse del borgo abruzzese. È percorrendo Corso Umberto I, il lungo viale che divide in due la città, che si può scoprire il più speciale dei segreti che Campli offre: la suggestiva Casa del Medico e dello Speziale. Si tratta di un edificio idilliaco costruito originariamente come edificio religioso e presto trasformato in prestigiosa residenza nobiliare.

Da non perdere è anche la piazza Vittorio Emanuele, la principale della città, dove si trovano molte delle più importanti attrazioni cittadine. Sul lato occidentale si erge maestosa la Chiesa di Santa Maria in Platea, ricca di spiritualità dentro cui sono ospitate importanti opere d’arte d’inestimabile valore. La chiesa è intitolata in onore alla statua in essa contenuta, che raffigura la Madonna e il bambino, il cui sguardo è rivolto la piazza del paese. Sul lato sinistro di piazza Vittorio Emanuele si trova il Palazzo del Parlamento, noto anche come Palazzo Farnese, uno degli edifici civili più antichi dell’Abruzzo, adibito oggi come sede comunale.

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Nel lato settentrionale del borgo si possono visitare la chiesa di San Francesco e l’importante Museo Archeologico di Campli. La chiesa di San Francesco fu edificata nel 1227, divenendo vittima purtroppo di contingenti danni causati dal terremoto del 2009 e in parte inaccessibile per motivi di sicurezza. Il Museo Archeologico, invece, ha sede nell’ala aperta al pubblico della chiesa e si caratterizza per il gran numero di reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Campli e dintorni, molti dei quali provenienti dalla necropoli di Campovalano.

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La Scala Santa di Campli

Una delle caratteristiche più distintive di Campli è lo stretto legame con il mondo spirituale. Alle spalle del Palazzo Farnese si trova un luogo che più tratti è simbolo di questo legame con la religione: la Scala Santa. Nel 1772 Papa Clemente XIV diede al luogo grandi privilegi e fece conoscere in tutto il territorio il valore di questo incantevole luogo.

I devoti credenti, seguendo le scale con le ginocchia dei 28 gradini a testa bassa, riceveranno l’indulgenza totale o l’alleviamento dei peccati commessi durante alcuni specifici giorni dell’anno. Le pregevoli furono affrescate dal maestro teramano Vincenzo Baldanti, raffigurante la passione di Cristo e il suo cammino verso la croce. Dopo l’ultimo gradino, vi ritroverete davanti all’altare del Salvatore.

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All’interno è conservato un reliquiario di legno e due frammenti della vera croce di Cristo. Raggiunta la sommità il credente è purificato dai suoi peccati e può scendere i gradini che conducono alla Scala Santa della Luce. Nelle pareti di questo tratto è possibile osservare la rappresentazione affrescata della risurrezione di Gesù.


 

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