Camogli, la guida della città della Riviera di Levante

Guida di Camogli, lo splendido borgo marinaro del Golfo Paradiso, nella provincia di Genova e breve distanza da Rapallo e Recco. Scopri la storia legata al borgo e le sue attrazioni, come il Castel Dragone, la Basilica Minore di Santa Maria Assunta, il Monastero di San Fruttuoso, e le quattro frazioni di Camogli, rispettivamente San Fruttuoso, San Rocco, San Nicolò e Punta Chiappa e Ruta. Ecco la nostra completa guida di Camogli, cosa vedere nel borgo marinaro della Liguria.6 min


Cosa vedere a Camogli, Genova

Cosa vedere a Camogli, Genova

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Camogli è un tipico borgo marinaro nella provincia di Genova da cui dista poco più di una ventina di km. Con i suoi circa 5200 abitanti, Camogli si affaccia sul Golfo Paradiso e il suo nucleo abitativo, a causa della conformazione del litorale, si è sviluppato in verticale.
Sono numerosi infatti i palazzi, anche di diversi piani, da cui si accede mediante una serie di vicoli e scalinate che rendono Camogli una delle cittadine con l’architettura più riuscita del panorama costiero ligure.

La storia di Camogli

Storia di Camogli

I primi cenni di Camogli li troviamo risalenti al XII secolo a.C. grazie al ritrovamento di numerosi reperti durante vari scavi compiuti tra le fine degli anni SessantaSettanta dello scorso secolo.
Il Museo Civico Archeologo di Camogli ha il compito di conservarli e dalla loro analisi si è compreso che il primo nucleo abitato aveva origine in un territorio sopraelevato rispetto al borgo odierno. Nonostante non siano state rinvenute chiare tracce di presenza romana, la struttura originaria era disposta con una via romana che permetteva il collegamento con i borghi adiacenti, Rapallo e Recco.

Panorama su Camogli, Liguria Camogli si sviluppa nel corso dei secoli, testimoniato dalla costruzione di un castello e di una chiesa parrocchiale. E’ il momento in cui le prime abitazioni, generalmente basse, vengono realizzate lungo le principali arterie del paese.
Durante l’antichità Camogli aveva nel suo territorio una piccola isola, collegata definitivamente solo nel XV secolo alla terraferma, raggiungibile mediante una piccola passerella in legno.
Su questa isola erano costruite le difese cittadine, il Castel Dragone, più volte e successivamente ricostruito, e il Rivellino. Castel Dragone è noto anche come Castello della Dragonare, appellativo popolare che lo identifica anche per la sua posizione a rischio di mareggiate. Oggi la fortezza che possiamo ammirare è più grande rispetto all’impianto originale.

– Periodo medievale

Superato il periodo medievale, Camogli si ritrova nel XVII secolo a confrontarsi con lo sviluppo del commercio, attività tra le principali del paese. E’ il momento in cui occorre sviluppare il porto, insufficiente a reggere il traffico necessario.
E’ anche però il periodo in cui bisogna riorganizzare l’intera città, proseguendo poi con la rivisitazione dell’isola, oramai non più baluardo difensivo.
Lo sviluppo di Camogli coincide anche con la realizzazione di nuovi edifici in sostituzione dei preisistenti. Si abbattono le vecchie abitazioni di un singolo piano, o due al massimo, per realizzare strutture che arrivano anche ai sette piani. Le vie interne iniziano a popolarsi di botteghe e il numero degli abitanti lentamente inizia a salire.

Il motore economico della città rimane l’attività marittima. Il borgo prosegue a delinearsi per come oggi lo conosciamo e lo sviluppo, anche degli abitanti, prosegue insieme alle abitazioni sempre più verticali.

– Dopo guerra

Solo alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, Camogli si scopre anche località interessante dal punto di vista turistico. Gli strascichi del conflitto prevedono una serie di restauri, iniziando dal centro per proseguire poi lungo e vie più periferiche. Chiese, abitazioni e Castel Dragone trovano nuova vita ed è il momento in cui si organizzano eventi in grado di richiamare sempre più pubblico, come la Sagra del Pesce.

Almeno fino alla seconda guerra mondiale l’economia cittadina è ancora tutta basata sulle attività marittime. Successivamente le trasformazioni in atto in tutta la nazione incidono considerevolmente sulle dinamiche sociali della città. Camogli scopre e sviluppa la sua vocazione turistica e nel corso dei decenni interventi di ristrutturazione interessano tutte le emergenze architettoniche del centro e delle periferie: l’Abbazia di San Fruttuoso, il Castel Dragone, la Chiesa Millenaria e quella di San Nicolò. La Sagra del pesce, organizzata ogni anno in occasione della festa di S. Fortunato, richiama un gran numero di turisti e contribuisce a diffondere il nome di Camogli in tutta Italia e all’estero.
Nuove manifestazioni turistiche si integrano con le antiche tradizioni valorizzando l’immagine della Città di Camogli e il suo patrimonio.
Gli alberghi nascono, si ampliano, diventano più moderni. Per Camogli è arrivato il momento di conoscere il turismo.

Le frazioni di Camogli

Frazioni di Camogli

Prima di conoscere nel dettaglio cosa vedere a Camogli, prendiamo conoscenza delle sue frazioni.

– Ruta

In posizione sopraelevata, Ruta viene spesso scelta come meta di partenza dagli amanti di trekking intenzionati a scoprire il Promontorio di Portofino. A Ruta sorge anche una ulteriore piccola località, Portofino Vetta, da dove si ammira uno dei panorami più suggestivi del Golfo Paradiso e Tigullio.

Le abitazioni di Ruta sono soprattutto ville con alcune piccole case non affiancate e gli abitanti si ritrovano nella Piazza Gaggini, dove troviamo anche la Chiesa di San Michele Arcangelo.
La sua calma e tranquillità attirò nel 1886 il filosofo tedesco Friedrich Nieztche, che qui soggiornò per un breve tempo.

– San Nicolò e Punta Chiappa

Dalla frazione di San Rocco, che vedremo subito dopo, si raggiunge a piedi o in barca il nucleo di San Nicolò, costruito tutto attorno all’omonima chiesa, annoverata tra i Monumenti Nazionali.
Punta Chiappa è un piccolo paradiso immerso tra natura, storia e tradizione ed è costituita dall’enorme masso di puddinga proteso in mare. Qui un tempo era il fulcro principale delle attività legate alla pesca, qua ricordata proprio dalla presenza del Museo della Pesca.
Sopra Punta Chiappa possono meritare una visita quanto rimane di alcuni bunker tedeschi, costruiti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Soprastanti Punta Chiappa appaiono ancora visibili i resti di “bunker” tedeschi, costruiti durante la seconda guerra mondiale a controllo dello spazio di mare prospiciente il Monte di Portofino.

– San Rocco

Posta a circa 220 metri di altitudine, la frazione di San Rocco inizia da Camogli per terminare giusto all’inizio della zona del Castellato.
Si sviluppa lungo diversi piccoli nuclei abitati e la sua caratteristica è di essere circondata dalla vegetazione del Monte di Portofino.
I suoi poco più di 200 abitanti hanno scelto di vivere vicino alla chiesa omonima e nelle vicinanze dell’unica strada che percorre il paese.
Turisticamente interessante per gli appassionati di trekking, dalla chiesa è possibile percorrere uno dei due sentieri pedonali. Il primo conduce al centro di Camogli mentre il secondo arriva direttamente alla chiesa di San Nicolò.

– San Fruttuoso

L’ultima frazione di Camogli è San Fruttoso, raggiungibile mediante percorsi pedonali da Camogli o da Portofino oppure con la navigazione marittima.
Qui è imperdibile la Abbazia di San Fruttuoso, antico monastero benedettino oggi di proprietà del Fai.
Il complesso religioso nei secoli è diventato covo dei pirati della Liguria, poi abitazione dei pescatori e quindi acquistato dalla famiglia Doria che lo ha reso splendida dimora.
Qui ha sede una piccola spiaggia privata mentre la sua struttura è in romanico ligure, realizzato in marmo bianco. Al suo interno è possibile visitare il piccolo Museo, le tombe e la Torre dei Doria e il Chiostro.
Proprio di fronte troviamo l’Area Marina Protetta di Portofino.

Cosa vedere a Camogli

Il Monastero di San Fruttuoso

Cosa vedere a CamogliIl Monastero di San Fruttuoso è assolutamente da inserire tra le cose da vedere a Camogli. La sua storia ha origine nel 984 e durante gli anni è stato oggetto più volte degli attacchi dei Saraceni.Con l’arrivo del primo millenio il complesso religioso rinasce e nel 1200 l’Abbazia riceve, in cambio di un contributo economico, i defunti della famiglia Doria da seppellire al suo interno.
Nel 1300 l’Abbazzia entra in un profondo periodo di depressione a causa del vicino Monastero della Cervara e del cambio delle condizion politiche.

Quanto oggi possiamo ammirare è risalente in particolar modo alla costruzione originaria, nel X e XI secolo. La parte protesa verso il mare, invece, è stato costruito solo in seguito, nel XIII secolo, grazie ai contributi dei Doria.
Al suo interno è presente il Museo che racconta la storia dell’Abbazia e la conseguente vita dei monaci.
E’ altrettanto visibile il sepolcro dedicato ai Doria, con tombe di marmo bianco dove riposano sette membri. Il sepolcreto ospita anche due altre tombe e un sarcofago romano le cui identità non sono invece note.

– Basilica Minore di Santa Maria Assunta

Cosa vedere a CamogliCostruita come chiesa parrocchiale, nel 1988 ha assunto il titolo di Basilica minore.
Costruita sullo sperone dell’Isola, il risultato odierno è frutto di una serie innumerevole di trasformazioni e ampliamenti. Quanto oggi possiamo ammirare risale infatti al processo radicale di trasformazione avvenuto nel 1845, con la realizzazione delle due facciate. La prima si rivolge verso l’Isola mentre l’altra, mediante una scalinata, collega l’edificio con Piazza Colombo.

Al suo interno la struttura è a tre navate e sono conservate numerose opere scultoree e pittoriche. Da ammirare la sacrestia, realizzata in stile barocco chiavarese, risalente al 1790. L’organo è invece risalente al 1873 e restaurato recentemente.

– San Nicolò di Capodimonte

Cosa vedere a CamogliLa chiesa romanica di San Nicolò, nell’omonima frazione di Camogli, è stata costruita nel XII secolo.
Nel XV secolo la struttura venne abbandonata, anch’essa per le innumerevoli incursioni da parte dei Saraceni. Da quel momento la sua funzione smise di essere religiosa per trasformarsi prima in commenda degli abati e poi ad abitazione.
Occorre attendere il 1870 per ritrovarla nuovamente come edificio ecclesiastico.

Nel 1910 è stata inserita tra i Monumenti Nazionali e pochi anni dopo sottoposta a vari restauri che hanno modificato la struttura originale. Tra le cose da vedere a Camogli, la chiesa merita soprattutto per i suoi interni, dove sono conservati affreschi e un graffito raffigurante la Madonna intenta a proteggere dei marinai nel corso di una tempesta.

Cosa vedere a Camogli, il Castel Dragone

Cosa vedere a Camogli

Noto anche come castello della Dragonara, Castel Dragone è tra gli edifici più storici di Camoglio, insieme alla Chiesa di Santa Maria Assunta.
La sua storia risale al XII secolo quando venne realizzato per far parte di una fortificazione ampia, in grado di proteggere l’antico borgo marinaro.
Nei vari secoli numerose furono le incursioni e le parziali distruzioni, situazione che portò prima a smantellare alcune delle fortificazioni nel XV secolo e un secolo dopo alla sua demolizione.

Nonostante la sua parziale distruzione, nel 1560 il castello venne nuovamente ricostruito grazie all’intervento del popolo camogliese.
La decisione non fu errata, visto che per ancora lunghi secoli il castello proseguì a difendere il territorio di Camogli.
Nel XIX secolo la Dragonara vide modificare completamente il suo scopo. Prima prigione, poi luogo di riunioni e sede di assemblee, il castello cessò la sua funzione difensiva.

Per un breve periodo tuttavia, il Castel Dragone rivestì nuovamente i panni difensivi originari. Siam durante la Prima Guerra Mondiale e la fortezza si ritrovò a ospitare un corpo di guardia.
Una volta cessate le ostilità il maniero non fu più utilizzato e negli anni ’50 si resero necessari dei lavori, complici la nuova veste turistica del paese.
Nuovamente restaurato più di recente oggi Castel Dragone è tra le attrazioni da vedere a Camogli, in particolar modo per la sua nuova funzione culturale.


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