Calcata, uno dei borghi abbandonati più belli

Il borgo di Calcata in provincia di Viterbo considerato uno dei borghi abbandonati più belli d'Italia ed è molto amato dagli artisti di tutti i generi.

Visitare Calcata vicino a Viterbo, il luogo preferito degli artisti

Icona articoloIl borgo di Calcata è uno dei borghi abbandonati più belli d’Italia. Intorno agli anni ’30 del 19° secolo gran parte della popolazione aveva lasciato il paese che si stava morendo lentamente. Calcata, infatti, condivide con la vicina Civita di Bagnoregio la definizione di ‘Paese che muore’ proprio per il lento ma inevitabile cedimento del tufo su cui è costruito. Il paese doveva essere abbattuto ma per fortuna, grazie ad una legge del 1990, è stato salvato.

Calcata, gli artisti e i gatti

Cosa visitare a Calcata in provincia di Viterbo

Ad aiutarne la rinascita anche l’intervento di molti artisti. Negli anni qui hanno girato film Sergio Leone, Monicelli scelse il borgo per una celebre scena di ‘Amici miei’, Pasolini il suo Decameron e De Andrè giro un videoclip della canzone ‘Una storia sbagliata’.

Oggi nel borgo vivono circa 70 residenti, italiani e stranieri che hanno scelto Calcata per una vita più tranquilla. L’abbandono ha permesso al borgo di mantenersi intatto: a partire dagli anni ’60 molti artisti si sono innamorati di Calcata scegliendola come luogo di vita e di lavoro. La maggioranza della popolazione, comunque, ha 4 zampe: e sono i gatti di Calcata, tanti, amichevoli e super-fotografati! Il borgo ha ripreso vita ed oggi è meta di un turismo che ama la tranquillità, la natura e l’arte.

Il centro storico

Cosa visitare a Calcata in provincia di Viterbo

Per iniziare al meglio la visita al borgo di Calcata, il consiglio è di fare una passeggiata tra i vicoli del centro storico e godersi la pace e la tranquillità che questo ha da offrirvi.

Per giungere al cuore del paese bisogna percorrere una strada che porta all’unico ingresso del centro. Qui si sviluppa una piccola piazza sulla quale si affacciano le due attrazioni di rilievo di Calcata: la Chiesa del S.S. Nome di Gesù e il Palazzo Baronale.

Oltre a questi vanno anche ricordati i tre grandi troni in pietra, donazione dell’artista Costantino Morosin al borgo. Infine tra le strade costruite in ciottoli di pietra, provenienti dal vicino fiume Treja, e le antiche abitazioni del paese, la vostra passeggiata sarà sicuramente piacevole e suggestiva.

Il Palazzo Baronale

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Come detto prima una delle due attrazioni principali del borgo è il Palazzo Baronale, definito spesso castello dagli abitanti del posto.

Per quello che riguarda il punto di vista architettonico non vi è nulla di particolare ad eccezione della splendida Torre Merlata posta sul confine del borgo. Il vero valore del castello è infatti quello storico, poiché racconta l’evoluzione e la storia del borgo nel corso dei secoli dopo la sua fondazione.

Fu infatti la famiglia degli Anguillara, insediatasi per secoli nel paese, ad edificare il castello e ad occuparsi della sua manutenzione e ristrutturazione. Questo infatti oltre al suo impiego principale come residenza, è stato anche un ufficio postale, una scuola per i bambini, una residenza per il medico del paese e ha ospitato il forno pubblico nei suoi sotterranei.

All’interno infine va ricordato lo splendido lavoro di ristrutturazione ad opera dell’architetto Paolo Portoghesi, che ha reso il salone luogo scelto dalle coppie per svolgere delle nozze ‘scenografiche’. Oltre a questo oggi il palazzo è usato da artisti locali per esporre le proprie opere ed ospita spazi espositivi e convegni.

La Chiesa del S.S. Nome di Gesù

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L’edificio più significativo del borgo è sicuramente la Chiesa del S.S. Nome di Gesù, di origine trecentesca. Questa è nota fin dal passato per ospitare una reliquia tanto preziosa quanto particolare: il Santo Prepuzio di Gesù.

Prima di arrivare alla storia della reliquia sacra, concentriamoci sulla struttura della chiesa. Costruita nel ‘300 e ristrutturata nel 1793, la chiesa possiede un’unica navata con soffitti a capriate, una fonte battesimale, un’acquasantiera risalente al 16° secolo e un tabernacolo a muro.

Spostandoci nella zona dell’altare, più precisamente dietro di questo, troveremo infine una serie di dipinti raffiguranti momenti di vita del Cristo.

Fino al 1993 inoltre la chiesa ospitava il Santo Prepuzio di Gesù, inestimabile reliquia che secondo la leggenda fu rubata durante il ‘Sacco di Roma’, e ritrovata solo nel 1527. Infine la teca contente la preziosa reliquia, assieme ad alcuni gioielli, è stata rubata nel 1993 e mai più ritrovata.

Il Parco del Treja e il Museo Opera Bosco

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Per concludere in bellezza la visita a Calcata, potrete godervi una rilassante passeggiata nel verde del Parco del Treja, situato nell’omonima valle scavata da fiume Treja.

Qui infatti potete godervi le grigliate e picnic nei mesi estivi o le passeggiate in quelli autunnali completamente immersi nella natura. Da ricordare inoltre le scenografiche cascate del Monte Gelato, usate nel corso degli anni come scenario per film e pubblicità famose.

Da non perdere anche il Museo Opera Bosco, creato dagli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin, per esporre in quasi 2 ettari di bosco alcune splendide opere costruite totalmente con i materiali naturali.

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