Cadice, Spagna | Cosa vedere a Cadice, la più antica città d'Europa

Cadice, Spagna | Cosa vedere a Cadice (Cadiz), la più antica città d’Europa


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Cadice, Spagna | Cosa vedere a Cadice, la più antica città d’Europa

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Mappa di Cadice, Spagna
Mappa di Cadice, Spagna

Icona articolo onemagSin da bambini la scuola ci insegna l’importanza di alcuni luoghi nella storia dell’umanità: Roma e Atene sono le due assolute protagoniste dell’epoca antica, ma c’è un’altra città che tutti noi abbiamo conosciuto e che, generalmente, tendiamo a dare meno importanza: Cadice. Cadice (Cadiz, in spagnolo) è una delle massime opere dell’urbanistica classica, abbracciata dalla baia a cui dà il nome e dall’Oceano Atlantico, e sviluppata lungo una sottile striscia di terra collegata alla terraferma dalla strada CA-33.

La prima cosa che si apprende di Cadice è che questa è la più antica città d’Europa e del mondo occidentale. Le origini di questa città dai lucenti colori bianco-giallo si collocano al VIII secolo a.C., erede dell’antica Gadir fondata dai Fenici, di cui si stima l’esistenza perfino già nel XI secolo a.C. È una città unica, senza eguali in Andalusia e in tutta la Spagna, gloriosamente multiculturale e caratterizzata da un’atmosfera frizzante e informale. La ineguagliabile convivialità dei cittadini accompagna il visitatore attraverso quello che è uno dei luoghi culturalmente più ricchi del Vecchio Continente, con secolari tradizioni, come il caratteristico Carnevale di Cadice, e usanze suggestive.
La città più antica d’Europa è pronta ad accoglierci e a farci scoprire quali sono i suoi tesori, tra luoghi antichi e monumenti spettacolari. Ecco cosa vedere a Cadice.

Cenni storici

Cadice, Spagna - Plaza de las Flores con l'ufficio postale principale sullo sfondo
Cadice, Spagna – Plaza de las Flores con l’ufficio postale principale sullo sfondo

La città più antica dell’Occidente: è la prima cosa che s’impara di Cadice (o Cadiz). Più antica perché furono i Fenici a fondarla all’incirca tremila anni fà (anche se la leggenda è di diverso avviso: fondatore sarebbe stato niente meno che Ercole).

Da Cadice passarono e si stabilirono di volta in volta Cartaginesi, Romani e Arabi. Poi, nel tredicesimo secolo, i Cristiani. E d’ogni passaggio Cadice reca traccia: piazze e stradine, palazzine ed edifici signorili, ma anche il teatro romano, i resti della muraglia medievale, le torri di vedette, l’oratorio di San Filippo Neri, dove nel 1812 fu redatta la prima Costituzione spagnola.

Secondo la leggenda, fu proprio a Cadice (e non nella vicina Gibilterra) che hanno avuto origine le famose Colonne d’Ercole, il limite estremo del mondo antico, e si narra che la stessa Cadice sia stata fondata da Ercole ben oltre 3.000 anni fa. La città è oggi una moderna e vivace località di mare, un misto culturale tra Europa e Nord Africa; molti i vacanzieri che la scelgono come base per i viaggi itineranti, siano di piacere o di lavoro.

Cadice visse il suo momento storicamente più importante, insomma il suo momento di gloria, all’epoca della conquista dell’America (1492), diventando il punto di appoggio per commerci e traffici con l’oltreoceano.

Ma la città conobbe anche altri momenti, se non di gloria, di sicura fama. Il 21 Ottobre 1805 vi si svolse una battaglia cruciale che segnò la fine dell’impero navale iberico: navi franco-spagnole contro navi inglesi. Comandate dal generale Villeneuve le prime, e dall’ammiraglio Nelson le seconde. Ma fu Nelson ad avere la meglio.

 

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Cosa vedere a Cadice

Piazza di Cadice - Veduta aerea della cattedrale di Cadice
Piazza di Cadice – Veduta aerea della cattedrale di Cadice

Il vecchio quartiere del centro storico pullula di personaggi locali, pittoreschi angoli d’antica architettura popolare e forti profumi salmastri. Le stradine sono in pietra e si aprono su piccole piazze piuttosto affascinanti e dall’aria molto nordafricana. La città si riempie in particolare nei mesi caldi, allorché i visitatori, per lo più spagnoli, arrivano a Cadice per le spiagge in estate o per il famoso Carnevale in inverno, uno dei più stravaganti in Europa. A febbraio, la musica diventa padrona, con mandolini, tamburelli, chitarre e quant’altro a riempire la città. Molte le maschere in parata, tra canti e danze che durano fino a tarda notte, fino a quando i festaioli si intiepidiscono davanti ad un saporito ‘churros‘ appena cotto (tipiche frittelle di carnevale), inzuppato in una fumante tazza di cioccolata caldo.

 

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Catedral Nueva

Cosa vedere a Cadice, Catedral NuevaLa Cattedrale di Cadice venne completata nel 1853 dopo oltre un secolo di lavori. Le sue enormi dimensioni e l’architettura barocca ne caratterizza lo stile e non c’è da stupirsi se ancora oggi viene visitata da milioni di turisti da tutto il mondo Lo stile architettonico è Barocco e neoclassico, con interni in marmo e pietra. La cupola piastrellata in oro è una delle più grandi della Spagna ed è opera dell’architetto Vicente Acero. Nella cripta si trova la tomba del compositore Manuel de Fella, che morì nel 1946. All’interno, sono custoditi diversi preziosi, tra cui la Custodia del Millon, un ostensorio con un milione di pietre preziose, una collezione d’arte ed altri tesori. Gran parte dell’argento, dell’oro e dei gioielli in mostra provengono da Nuovo Mondo (si ammiri in particolare la Croce di Enrique de Arfe, portata in processione durante l’annuale festività del Corpus Christi.

 

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Torre di Tavira

Torre di Tavira, Cadice
Torre di Tavira, Cadice

Cadice era conosciuta per le sue numerose torri da guardia. Durante il periodo di massimo splendore della città, tra il XVIII e il XIX secolo, il monopolio del commercio con il Nuovo Mondo arricchì talmente tanto i mercanti locali che costoro iniziarono a competere tra di loro e cioè a chi per primo sarebbe riuscito ad avvistare la propria nave rientrare in porto. Per facilitare questo, molti dei commercianti della città ampliarono le proprie case con delle torrette d’osservazione. Le stesse servirono poi anche come punti d’osservazione militare contro gli invasori. La torre più alta di Cadice era la Torre Tavira, divenuta poi anche vedetta ufficiale. Oggi, la torre può essere visitata attraverso una scala di recente costruzione che consente ai visitatori, dopo una salita abbastanza faticosa, di raggiungere la cima di una delle torri originarie. Dalla sua terrazza si ammirano splendide vedute panoramiche sulla città e sulle spiagge. All’interno, si nota lo stile dell’edificio, Barocco, e si ammirano le due sale espositive e una camera oscura che proietta in diretta le immagini di Cadice su uno schermo.

La Torre si trova su una “piccola collina”, alla stessa altezza della Cattedrale, e offre la possibilità di vedere l’oceano e la sua profondità. Da qui si hanno migliori vedute della città, e offrono un’ opportunità unica per scattare foto spettacolari, soprattutto in una giornata limpida.

 

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Oratorio de San Felipe Neri

Cosa vedere a Cadice, l'Oratorio de San Felipe NeriA una decina di minuti a piedi da Plaza de España, in Calle San José, 36 troverete anche l’Oratorio de San Felipe Neri, edificio sacro dell’XVIII secolo che è stato teatro degli eventi storici di cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente: qui tra il 1810 e il 1813 si formarono e riunirono le Cortes di Cadice, concentrandovi l’azione rivoluzionaria e teorica che ha poi dato luogo alla Costituzione. L’oratorio, di forma ellittica, è apprezzato per la presenza di un’Immacolata Concezione di Murillo all’interno di un retablo in stile rococò. Qui prezzi e orari aggiornati.

 

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Le attrazioni storiche di Cadice

Cosa vedere a Cadice, l'Iglesia de Santa Cruz
L’Iglesia de Santa Cruz, Cadice

Vicinissimo alla cattedrale, si estende il quartiere più noto di Cadice, il Barrio del Populo, che da un lato si affaccia sul mare in Campo del Sur, offrendo panorami notevoli sulla cattedrale. Il Barrio è la tradizionale ragnatela di stradine strette e ingarbugliate su cui, tra un archetto e una piccola piazza, si affacciano palazzi, deliziose casette bianche e bar dall’aspetto accogliente.

Degna di nota è l’Iglesia de Santa Cruz, antica cattedrale duecentesca di Cadice, ricostruita in stile barocco nel XVIII secolo e molto frequentata dai fedeli del quartiere. Accanto alla chiesa c’è la Casa de Contaduría, che è il museo della Catedral Nueva: con il biglietto della cattedrale è possibile entrare gratuitamente in questo bell’edificio, le cui sale d’esposizione meritano una breve visita.

Un po’ nascosta nel cuore del Barrio del Populo, dietro alla cattedrale antica, troviamo un’importante testimonianza della presenza romana nella storia di Cadice: un Teatro Romano, che è possibile visitare gratuitamente. Il teatro fu costruito nel 70 a.C. dal gaditano Lucio Cornelio Balbo “il Maggiore”, consigliere di Cesare. Purtroppo una grossa sezione del teatro si trova sotto le case del quartiere, ma grazie ai pannelli illustrativi e alle ricostruzioni presenti nel museo, si può immaginare la grandiosità del teatro.

 

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Piazze di Cadice

Cosa vedere a Cadice, la Plaza de San Juan de Dios
La Plaza de San Juan de Dios, Cadice

Appena fuori dal labirinto medievale del Barrio del Populo, all’esterno delle mura (o di ciò che ne rimane), si trova la bella e rumorosa Plaza de San Juan de Dios, che vi consiglio di fotografare cercando la felice prospettiva delle sue fontane e della statua del politico spagnolo Sigismundo Moret. Sulla piazza, animata da un continuo viavai di persone, si affacciano il Comune, la chiesa di San Juan de Dios e la Casa de los Pazos Miranda.

La casa natale di De Falla è in Plaza de Mina, vivace spazio di forma quadrata diviso in quattro vialetti ricchi di vegetazione esotica e circondato da eleganti palazzi in stile isabelino. Seppur meno animato di Plaza de San Juan de Dios, questo è un centro nevralgico di Cadice: cosa vedere di particolare interesse storico e artistico in questa piazza, dopo la passeggiata a contatto con la curiosa varietà botanica?

In Plaza de Mina troverete questo notevolissimo e sottovalutato museo a ingresso gratuito, che offre ai visitatori un’impressionante collezione archeologica che testimonia le antichissime origini fenicie della città. In foto vedete il pezzo forte della collezione: una coppia di sarcofagi di origine fenicia.

Inoltre potrete visitare la sezione dedicata all’epoca romana di Gades, dove, tra le altre cose, si trovano esposte alcune anfore utilizzate negli scambi commerciali con Roma. Infine, il Museo de Bellas Artes, dove è conservato il dipinto che fu “fatale” per il pittore Bartolomé Esteban Murillo, “Il matrimonio mistico di Santa Caterina”, dipingendo il quale l’artista cadde dall’impalcatura e morì.

 


 

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