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Cosa vedere a Brindisi

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La seconda provincia più piccola per dimensioni della Puglia, dopo ⇒ Barletta-Andria-Trani, è quella di Brindisi, un centinaio di km da Bari. Prevalentemente pianeggiante, Brindisi è una delle zone più tipiche del Salento, contornata da colline, boschi e dai tipici Trulli, proprio come quelli di Alberobello.
Pronti a scoprire cosa vedere a Brindisi?

Cenni storici

Mappa di BrindisiIl primo nucleo urbano di Brindisi risale a molto lontano, ai tempi del Paleolitico Superiore.
Furono i Messapi, l’antica popolazione che abitava nel Salento, a fondarla nell’VIII secolo a.C., rendendola una città importante per la lavorazione del metallo e del bronzo. Era una delle attività ritenute fondamentali per il loro utilizzo come monete oppure armi.
L’appellativo di città del bronzo la rese assai popolare e meta di tutto rispetto.

Con il successivo periodo romano, Brindisi vide uno sviluppo ulteriore. Nel 267 le truppe si impossessarono della città trasformandola in colonia e rendendola il principale porto commerciale e militare dell’Impero. Data la sua importanza, venne realizzato un collegamento stradale con la capitale e al suo interno numerose furono le costruzioni, tra caserme, anfiteatri e l’immancabile acquedotto, indispensabile per lo sviluppo cittadino.
La caduta dell’Impero Romano, nel V secolo, fu per Brindisi un momento difficile, quando la città venne invasa prima dai Goti, poi dagli Ostrogoti e infine dai Greci. Anche i bizantini la fecero loro fino all’arrivo del Normanni, nel 1070, quando la città rivide il lustro a cui in passato era abituata.

Furono gli Svevi a cacciare i Normanni, i quali proseguirono allo sviluppo della città, diventano poi governata nel 1268 dagli Angioini, quindi dagli Aragonesi per poi diventare territorio Veneziano nel 1496. Gli anni seguenti furono altrettanto bui per la città, l’arrivo degli Spagnoli nel 1509 non aiutò la città che cadde in profondo oblio.
Nel 1530 l’imperatore Carlo V potenziò le difese della città per difenderla ma il popolo era più che altro oppresso dalle troppe tasse, organizzando nel 1647 una profonda ribellione, durata oltre un anno prima di essere definitivamente soppressa.

Il secolo XVIII vide per Brindisi il periodo della dominazione austriaca, anni in cui si verificarono epidemie, carestie e terremoti.
Furono poi i Borboni a voler riportare in funzione il porto ma l’errata valutazione del progetto del canale di ingresso fece numerosi danni contribuendo a portare le acque del mare sul territorio cittadino, provocando una serie importante di decessi.
Occorre attendere il 1834 per trovare un nuovo progetto fondamentale per la rinascita del porto, grazie all’intervento del re Fernando II.

La storia più recente ricorda Brindisi importante nel primo conflitto mondiale per le operazioni navali italiane, tra cui la partenza dal porto della missione di salvataggio dell’esercito serbo.
Il successivo periodo fascista per Brindisi coincise con quello di ricostruzione della città, distrutta dai numerosi bombardamenti del concluso recente conflitto.
La Seconda Guerra Mondiale non risparmia tuttavia nuovamente i bombardamenti sulla città, danneggiando anche numerosi edifici e abitazioni.
Oggi è la terra di sbarco dei numerosi profughi di provenienza est-europea in cui si ricordano gli sbarchi negli anni ’90 di migliaia di profughi albanesi.
I suoi attuali abitanti sono poco meno di 88.000.

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Cosa vedere a Brindisi

Le chiese di Brindisi

Le chiese di Brindisi
Le chiese di Brindisi

Tra i porti commerciali principali della Puglia, Brindisi si affaccia sulla costa adriatica ed è interessante particolarmente da visitare nel suo centro storico, caratterizzato dalla Piazza del Duomo, la più antica piazza di Brindisi dove troviamo la cattedrale, caratterizzata da una tipica facciata risalente al Settecento. L’interno della cattedrale si valorizza dalla presenza di un mosaico pavimentale risalente all’epoca medievale.
Sulla stessa piazza troviamo inoltre il Seminario della Curia, la Loggia Balsamo e il Museo Archeologico Provinciale intitolato a Francesco Ribezzo.

Senza allontanarci troppo dal Duomo, troviamo uno tra i monumenti simbolo di Brindisi, la chiesa di San Giovanni al Sepolcro, dall’insolita forma circolare. Costruito nel XII secolo, il suo stile è prettamente romanico ed è particolarmente apprezzabile il suo portale di accesso.
Sempre nelle vicinanze troviamo uno degli altri edifici da inserire tra le cose da vedere a Brindisi, la Chiesa di San Benedetto, tra gli edifici più antichi della città pugliese. La riconoscerete per il suo interessante campanile.
Per concludere il trittico delle chiese più interessanti del centro storico brindisino non mancate di ammirare la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in tipico stile barocco.

Il porto di Brindisi

Il porto di Brindisi
Il porto di Brindisi

Uno dei più importanti simboli della città di Brindisi è il suo porto. Il porto di Brindisi, infatti, è tra i più importanti del tutto il mar Adriatico, con collegamenti diretti con la penisola Balcanica e la Turchia. Da decenni il porto ricopre un ruolo di primaria importanza nel settore turistico, commerciale e industriale, con tratte mercantili di prodotti chimici, carbone, olio combustile e gas naturale.

Il porto di Brindisi ha contato nel 2019 quasi sette milioni e mezzo di passeggeri. La sua storia è strettamente legata a quella della città, in quanto presente sin dall’età messapica. Il massimo splendore fu toccato durante il periodo romano, divenendo uno dei più importanti dell’intero impero.

La struttura del porto si sviluppa su tre bacini, rispettivamente interno, medio ed esterno. Il porto Interno è formato da due insenature, note come seno di ponente e seno di levante, che si sviluppano lungo le vie del centro storico. Il porto Medio, invece, è formato dal tratto marittimo che si trova giusto prima del canale Pigonati. Infine, il porto Esterno è delimitato dalle Isole Pedagne e dall’Isola di Sant’Andrea.

Le fontane

Numerose le fontane che avrete modo di incontrare durante una passeggiata tra le cose da vedere a Brindisi.

La più importante è la Fontana Tancredi, nota anche Fontana Grande, realizzata dal re Tancredi, da cui prende appunto il nome, a volerla realizzata su quella che era già in precedenza una fontana realizzata dai romani. Utilizzata in passato come fonte per i vicini giardini, la fontana è stata oggetto di restauro nell’800 quando venne ingrandita e più recentemente con l’aggiunta di una area verde con tanto di panchine e aree verdi.

La Fontana de Torres si trova invece in Piazza della Vittoria e la sua costruzione risale al 1618 per volere del governatore Pietro Luigi De Torres, a cui è intitolata.
Il suo scopo principale era sopperire alle esigenze del vicino mercato e per dare acqua potabile agli abitanti del centro storico. Alla sua realizzazione si è provveduto tassando i cittadini di Brindisi e con materiale di ripiego, tra cui una vasca marmorea in passato fonte battesimale.

La Fontana delle Ancore si trova invece proprio al centro della Piazza Cairoli. La sua realizzazione risale al 1937 quando si rese necessario sostituire la precedente fonte, nota come Fontana delle rane. E’ facilmente riconoscibile per le ancore dalle quali sgorga l’acqua ed è il simbolo della rosa dei venti.

La Fontana dell’Impero, in via Camassa sul lungomare, è posta ai piedi della Piazza Santa Teresa ed è riconoscibile per la sua colorazione di marmo verde. Intitolata a Mussolini dalla Provincia di Brindisi nel 1940, la fontana conserva sulla sommità l’emblema dell’aquila mentre al centro l’esplicita dedica rivolta al Duce.

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Attrazioni storiche di Brindisi

Attrazioni storiche di BrindisiBrindisi, favorita dalla sua strategica posizione tra le due insenature unite al mare aperto, fu sin dalla preistoria uno dei siti più apprezzati dalle numerose popolazioni che la governarono. Chi più, chi meno, ogni dominio ha lasciato impresso a Brindisi la propria eredità, principalmente sotto forma di edifici e opere architettoniche.

Una delle più importanti cose da vedere a Brindisi è senz’altro il Castello Alfonsino, talvolta riportato come castello rosso, per via delle sua peculiare colorazione esterna. Affacciato direttamente sul mare, il Castello Alfonsino risulta particolarmente scenografico durante il tramonto, con i caldi raggi solari che ne impreziosiscono l’aspetto. Inoltre, il maniero vanta un terzo appellativo, quello de Castello di Mare, utilizzato principalmente per distinguerlo dal Castello Svevo di Terra, che sorge sull’Isola Naturale di Sant’Andrea.

Il secondo sito d’interesse nazionale a Brindisi è appunto il Castello Svevo, o Castello di Terra o ancora Castello Svevo-Aragonese, per via delle consistenti modifiche avvenute in epoca aragonese. Si trova nel cuore del centro storico di Brindisi e si affaccia sulla parte interna del porto cittadino. In passato, la sua ubicazione fu strategicamente importante, in quanto conferiva una sicurezza quasi totale al centro abitato e al porto, da sempre ricco di scambi commerciali.

Da non perdere tra le cose da vedere a Brindisi è il Bastione San Giacomo, uno dei più importanti edifici militari di tutta la Puglia. Parte integrante del sistema difensivo cittadino, il Bastione San Giacomo presenta un’interessante pianta pentagonale, con cinque prospetti impostati su altezza diverse.
Il suo interno è diviso in tre ambienti posti su due ordini. Il piano terra è ubicato all’altezza di via Nazario Saurio, mentre il piano interrato si caratterizza per un dislivello di oltre dieci metri. Sulla sua facciata si possono osservare gli stemmi dell’imperatore Carlo V, recentemente riportati all’originale aspetto grazie a un’opera di completo restauro.

Nel cuore della città segnatevi di vedere il Palazzo Granafei Nervegna, attualmente sede degli uffici comunali della città. Il Palazzo si caratterizza per il suo aspetto dalle linee tardo rinascimentali, con alcuni dettagli che richiamano invece lo stile barocco. Il primo piano è interamente adibito alle sale espositive dell’Amministrazione Comunale, dove vengono promosse varie mostre temporanee di primaria importanza. Affianco all’edificio si trova il complesso dell’Ex Corte d’Assise, dove è costudito il capitello originale delle colonne romane, una delle più preziose eredità architettoniche dell’antico impero.

Da dedicare particolare attenzione è il Portico dei Cavalieri Templari, edificio di fattura medievale che presenta due arcate gotiche, divise da una colonna di marmo greco. La costruzione del portico si ritiene sia avvenuta tra il XII e il XIII secolo, probabilmente durante l’età normanna. Dell’edificio si hanno poche notizie: la sua stessa funzione, infatti, non è del tutto nota. Data la sua posizione in piazza Duomo, gli studiosi collocano il palazzo come dimora arcivescovile di Brindisi, ipotesi avvalorata anche grazie al riferimento ai Templari.

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Musei di Brindisi

L’offerta turistica di Brindisi viene poi completata da vari interessanti musei. Nel cuore della città, sotto il Teatro Comunale Verdi, è presente l’Area Archeologica di San Pietro degli Schiavoni. Si tratta di un antico quartiere romano, attraversato da una strada basolata con la pavimentazione a mosaico. In questo quartiere vi si trovavano sia delle strutture abitative che impianti pubblici, come quello termale, ai tempi uno dei più importanti della Puglia.

Recandosi nel Palazzo Belvedere, a due passi dalla scalinata Virgilio, ha sede la ricca Collezione Archeologica Faldetta. L’esposizione si compone di oltre trecentosessanta reperti di epoca romana, rinvenuti principalmente nel territorio pugliese. Tra i reperti si contano forme vascolari, ceramiche e opere bronzee, oltre ad alcuni esempi di coroplastica. La collezione vanta alcuni cimeli unici nel loro genere, tra cui una giara a staffa, di fattura micenea e realizzata intorno al XII secolo a.C.

Rimanendo in tema archeologico, Brindisi vanta la presenza del Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzo, intitolato all’omonimo archeologo vissuto tra il XIX e il XX secolo. Il Museo Archeologico di Brindisi si sviluppa in sei principali sezioni. La prima è quella epigrafica, con iscrizioni in latino, greco ed ebraico. Si prosegue con la sezione statuaria, interamente dedicata a opere scultoree di epoca romana. La terza area è invece l’Antiquarium, divisa a sua volta in due sezioni, comprendenti le collezioni Civica-De Leo e Marzano-Gorga. La quarta esposizione è invece quella preistorica, composta da materiali di scavo rinvenuti nel territorio brindisino, mentre la penultima è quella numismatica, con monete risalenti all’età classica, medievale e moderna. La visita si conclude poi nell’area de i bronzi di Punta del Serrone, caratterizzata dalle due statue restaurate del console Lucio Emilio Paolo e del civis romanus nelle vesti di togato.

Molto importante è il Museo Diocesano Tarantini, con reperti rinvenuti in alcuni edifici di culto. Interessanti sono, per esempio, i materiali lapidei della Cattedrale e delle varie chiese del centro città. Tra questi spiccano la statua in pietra di San Rocco, del XVI secolo, e la campana della chiesa di Sant’Anna, del maestro Bartolomeo, realizzata anch’essa nel XIV secolo.

Concludiamo il nostro viaggio tra le cose da vedere a Brindisi presso il Museo Etnico della Civiltà Salernitana. Dentro questo museo è possibile ammirare alcune delle più pregevoli opere d’arte e d’artigianato del Salento. Nell’esposizione sono presenti statue, attrezzi di lavoro e oggetti in terracotta.


 

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