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Cosa vedere a Bosa, Oristano

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Mappa Bosa, Sardegna

icona-articoloLungo la strada che da ⇒ Alghero conduce a Oristano, nella costa occidentale della Sardegna, ha sede il borgo di Bosa, costruito lungo il Fiume Temo che dall’omonimo Lago di Tema sfocia nel Mediterraneo proprio nella Marina di Bosa. Il borgo è immediatamente riconoscibile per i tanti colori delle strutture, palazzi e case variopinte che diventano ancora più visibili proseguendo verso il lungofiume. Bosa è anche l’unica città fluviale della Sardegna, ovvero costruita lungo le sponde di un fiume.

Con poco più di 7700 residenti è il più popolato tra i comuni della Planargia.

Cenni storici

Le sue origini sono tra le più antiche del territorio. Grazie a studi geologici sulla grotte funerarie si è potuto constatare che già durante l’Età del Rame (5000 a.C.) il territorio fosse abitato. Il primo centro abitato nacque durante il dominio fenicio. Nel periodo punico il borgo divenne un sito romano il cui centro era però posizionato a monte rispetto al precedente abitato. Bosa mantenne il proprio ordinamento sociale anche in epoca romana. In epoca imperiale la cittadina si estese e furono fondate anche diverse frazioni.

Come per il resto della Sardegna, Bosa venne conquistata dai Vandali nel V secolo, poi dai Bizantini nel VI secolo, che mantennero il proprio potere fino all’epoca giudicale, diffusa in Sardegna nel IX secolo. Nei secoli Bosa assunse sempre maggiore importanza nella vita politica e sociale. Nel XV secolo la Sardegna era governata dagli Aragonesi. Il comune fu organizzato come una città catalana, dando cosi vita a un periodo ancora più florido, basato sui feudi e sui commerci marittimi. Nel 1499 Ferdinando il Cattolico la inserì tra le città reali dando cosi alla città maggiori privilegi.

Il periodo d’oro crollò nel 1527, quando nel mese di dicembre i francesi, in contesa con gli spagnoli per il dominio sulla Sardegna, saccheggiarono la cittadina, creando un regime di terrore nell’intera isola.  Con un susseguirsi di battaglie, scontri, pretese e conquiste, la Sardegna viene infine governata dai Savoia, che mantennero il potere sino all’Unità d’Italia.

Nel XX secolo la località è stata protagonista di un notevole incremento demografico, diminuito poi con l’avvento del XXI secolo. Al censimento del 1971 la città contava 8600 residenti, scesi a circa 7700 nel 2011.  Sempre nel XX secolo Bosa è stata scoperta dal turismo di massa, grazie alla sua regale bellezza, indubbiamente di alto livello non solo per la Sardegna, ma anche per tutta l’Europa.

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Cosa vedere a Bosa

Cosa vedere a Bosa, centro storicoIniziamo a scoprire cosa vedere a Bosa iniziando dalla via Belvedere che offre un’interessante visuale sul centro storico. Bosa, annoverato tra i più bei borghi d’Italia, merita essere visitato senza precisa meta. È il suo centro storico la maggiore attrazione: passeggiare in lungo e il largo per le sue strette vie è una delle idee di viaggio più interessanti tra quelle che possono essere vissute in Sardegna.

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Il Castello Malaspina

Cosa vedere a Bosa, il Castello MalaspinaTra le cose da vedere a Bosa è imperdibile il Castello Malaspina, chiamato anche Castello di Serravalle, che dalla parete di un piccolo promontorio domina sul contorno della città.  L’imponente maniero è stato presumibilmente eretto nel 1122, come citato dallo storico sardo Giovanni Francesco Fara, vissuto nel XVI secolo. Grazie a una serie di opere archeologiche, la data di costruzione effettiva pare essere postuma di almeno un secolo.

Il Castello Malaspina è aperto al pubblico e può essere raggiunto seguendo una ripida scalinata.

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Gli edifici religiosi

Cosa vedere a Bosa, ChiesaBosa vanta anche una serie di edifici religiosi. La prima imperdibile chiesa è intitolata a San Pietro e si presenta in stile romanico. La Chiesa di San Pietro risale all‘XI secolo ed è situata nella località Calameda. Nel corso dei secoli la chiesa è stata più volte rimaneggiata: lo stesso campanile è un’opera postuma alla consacrazione dell’edificio.

All’interno del Castello Malaspina troviamo la Chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos (📌 indirizzo), edificata nel XIV secolo e nel corso degli anni più volte rinominata. In origine, infatti, la chiesa era dapprima intitolata a San Giovanni, poi a Sant’Andrea.  L’attuale nome lo assunse quando, a metà XIX secolo, fu rinvenuto un simulacro ligneo raffigurante la Madonna. Interessante l’ambiente interno a unica navata, cosi come gli affreschi che ne adornano le pareti, rinvenuti durante dei lavori di restauro avvenuti nel 1974.

A Bosa troviamo anche una serie di chiese risalenti all’epoca aragonese. La prima è intitolata a Sant’Antonio Abate (📌 indirizzo), edificata nel XVI secolo e caratterizzata per il suo tipico stile gotico catalano. Di pregevole interesse è la facciata in trachite rossa.

Spostiamoci nell’adiacente Marina di Bosa per ritrovare, sempre risalente al XVI secolo, la Chiesa di Santa Maria Stella Maris (📌 indirizzo), edificata su un tempio preesistente a seguito del ritrovamento di una statua raffigurante la Vergine, rinvenuta sulle rive del mare.  Da non perdere la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (📌 indirizzo), ricostruita di recente e caratterizzata da un’architettura piuttosto moderna.

Il principale edificio di culto di Bosa è la Cattedrale dell’Immacolata Concezione (📌 indirizzo), situata nei pressi del Ponte Vecchio, affacciata sullo scenografico Lungofiume. Tra le più interessanti cose da vedere a Bosa, la Cattedrale dell’Immacolata Concezione è frutto di un progetto avvenuto tra il XIV e il XIX secolo. Durante questo lungo periodo la Cattedrale mutò più volte il proprio stile. Questo ci permette di osservare una serie di dettagli, caratteristiche, stili, legati a un determinato periodo e dominio, da quello Aragonese fino a quello dei Savoia.

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I musei di Bosa

A Bosa hanno sede tre interessanti musei. Dopo aver scoperto l’architettura della piccola località merita scoprirne la storia, i costumi e le tradizioni che ne compongono la cultura locale.

  • Il primo centro culturale è il Museo Casa Deriu (📌 indirizzo). Questo interessante e caratteristico museo vi trasporta in una tipica abitazione di Bosa, con stanze egregiamente decorate e arredate con mobili di alta fattura. Un tuffo nel passato, che permette di scoprire come i residenti vivevano nelle proprie, lussuose, residenze negli scorsi secoli.
  • Annesso alla Casa Deriu troviamo la Pinacoteca Atza (📌 indirizzo). La Pinacoteca è dedicata all’omonimo pittore Antonio Atza, scomparso nel 2009. Al suo interno una ricca collezione composta da 65 opere, donate dallo stesso artista al comune di Bosa. L’artista è rinomato per le sue opere realiste, che gli hanno permesso di diventare uno dei personaggi di maggiore rilievo in Sardegna per l’arte visiva.
  • Bosa è rinomata per l’attività conciaria tradizionale, in attivo fino agli anni ’60 e per diverso tempo molto diffusa in città. Situato nel Quartiere Sas Conzas, il Museo delle Conce (📌 indirizzo) ha sede all’interno di una storica conceria costruita nel 1700 e ampliata a metà XIX secolo. Al suo interno sono ospitate una serie di reliquie relative alla conciatura delle pelli, tra cui macchinari, fotografie, strumenti e molto altro ancora.

Ultimo aggiornamento 3 maggio 2021


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