Bortigali, il borgo sardo di origine aragonese

Bortigali, il borgo sardo di origine aragonese, è posto nella provincia di Nuoro ai piedi del monte Santu Padre e situato a 500 metri di altitudine. Bortigali è un borgo di origini antichissime, comprovato anche dalla presenza dei Nuraghi che dimostrano la presenza umana già in epoca preistorica. Tra le cose da vedere a Bortigali merita quindi una visita al complesso nuragico di Carrarzu Iddia mentre per gli edifici religiosi è imperdibile la chiesetta di Sant'Antonio, scavata quasi tutta nella roccia. Ecco cosa vedere a Bortigali, Nuoro.

Bortigali, il borgo sardo
dei formaggi

icona-articoloBortigali è un comune della  Sardegna di poco più di 1000 abitanti nella provincia di Nuoro. Siamo proprio ai piedi del monte Santu Padre, la cima della catena del Marghine, situato a 500 metri di altitudine.
Ma Bortigali è anche noto a livello storico per aver trasmesso tramite Radio Sardegna, la prima emittente libera in Italia, a conclusione della Seconda Guerra Mondiale.

Siamo a poco più di 500 metri di altitudine e la maggioranza degli abitanti risiede nel capoluogo ma non sono pochi coloro che hanno scelto invece di vivere nella frazione Mulargia. Bortigali è uno dei più importanti centri agricoli, uno dei pochi in tutta la Sardegna che dispone ancora di un mulino ad acqua funzionante, anche se non utilizzato.

Cosa vedere a Bortigali

La storia del borgo

Cosa vedere a Bortigali, il borgo sardo di origine aragonese, Mulargia

I Nuraghi costruiti nella zona dimostrano la presenza umana già in epoca preistorica, in un territorio che si distingueva, rispetto al resto dell’isola, per la fertilità dei suoi terreni.
La zona continuò ad aumentare il numero di cittadini anche in seguito: Mulargia, che oggi frazione di Bortigali, era un importante centro commerciale sulla strada tra Karalis e Turris Libissonis, già in epoca medievale.

In età giudicale, fra il IX ed il XV secolo, Bortigali fece parte della curatoria Marghine, all’interno del giudicato di Torres, fino all’annessione a metà del 1200 nel giudicato di Arborea.
In seguito Bortigali divenne di proprietà del Visconte di Narbona fino al 1420, che passò poi agli Aragonesi, che a loro volta la concessero in feudo ai Centelles.

Ceduta nel 1439 a Salvatore Cubello, fu inclusa nel Marchesato di Oristano sino al 1478.
Il paese tornò in feudo prima ai Centelies e poi, per successione, ai Borgia.
Nel 1821 la comunità di Bortigali fu inclusa nella provincia di Cuglieri e nel 1843 cessò il suo rapporto con gli ultimi feudatari.
Dal secondo dopoguerra iniziò a spopolarsi, con un’emigrazione diretta sia verso la penisola italiana sia verso anche altri paesi, come  Francia e  Spagna.

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Cosa visitare a Bortigali

Il paese si presenta diviso in due parti dalla via Vittorio Emanuele III e anche una struttura che ricorda quello di un labirinto.
Piccole case contadine, palazzi residenziali, balconi in legno, vie strette e tortuose: questo magnifico borgo non possederà monumenti, ma sicuramente un tessuto strutturale ben conservato e pittoresco da scoprire con una lenta ed attenta passeggiata. E’ uno dei borghi da visitare con calma, per scoprirne le antiche tradizioni, senza per questo dirigersi verso una particolare attrazione.

Il visitatore non potrà non osservare il notevole numero di architravi scolpiti.
Le porte e le finestre hanno indelebile il segno dell’influsso della dominazione spagnola, vivendola però in un contesto di benessere e di ricchezza.
Delle sei chiese presenti nel borgo immancabile è quella di santa Maria degli Angeli, con pareti di colore rosato e nel suo interno un retablo che ricorda la pittura del rinascimento italiano con influenze tedesche e fiamminghe.

Sulla piazza della parrocchia affaccia anche la chiesa del Rosario, risalente alla metà del 17° secolo e sede dell’omonima confraternita. Durante i lavori di restauro sono venuti alla luce una serie di medaglioni risalenti al 1870. In posizione più arretrata si trova invece la chiesa di San Palmerio, primo luogo parrocchiale di Bortigali e sede della confraternita delle Anime.

Tra le cose da visitare a Bortigali, nella parte bassa del paese, merita una visita la chiesetta di Sant’Antonio, scavata quasi tutta nella roccia.
Qui troviamo 3 nicchie sopra l’altare in cui trova riposo la statua di San Barnaba precedentemente conservata nella chiesetta, oramai in rovina, sulla vetta del monte Santu Padre. In onore a sant’Antonio ogni anno intorno alla metà di gennaio vengono accesi dei falò.

L’intero territorio è ricco di reperti archeologici, tra cui il maestoso nuraghe trilobato Orolo con la sua torre centrale a due piani a cui è possibile accedere mediante una scala elicoidale fino alla sua cima.
Interessante anche il complesso nuragico di Carrarzu Iddia.

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