Biblioteca Teresiana Mantova | La storia dell’importante biblioteca mantovana

Guida turistica e storia alla celebre Biblioteca Teresiana di Mantovana, una delle più importanti biblioteche storiche di tutta Italia. La sua fondazione ci riporta indietro nel tempo sino al 30 marzo del 1780, quando l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria desiderò la sua realizzazione per aumentare il patrimonio culturale e letterale di Mantova. Ecco la Biblioteca Teresiana di Mantova.2 min


Biblioteca Teresiana Mantova

Biblioteca Teresiana Mantova

Cosa vedere a Mantova

icona-articoloLa Biblioteca Teresiana è una delle più importanti biblioteche storiche di tutta ⇒ Italia. La sua fondazione ci riporta indietro nel tempo sino al 30 marzo del 1780, quando l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria desiderò la sua realizzazione per aumentare il patrimonio culturale e letterale di Mantova.

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Le origini della Biblioteca Teresiana

La Biblioteca Teresiana di Mantova ha sede presso l’ex storico collegio della Compagnia di Gesù. I gesuiti, favorevoli alla formazione universitaria dell’alto ceto sociale mantovano, si insediarono in città nel 1584, appoggiati dal duca Guglielmo Gonzaga e dalla moglie Eleonora d’Austria. L’Ordine operò fino alla sua soppressione, avvenuta nel 1773.

I gesuiti fecero erigere il vicino Palazzo degli Studi, costruito tra il 1753 e il 1763. L’edificio, progettato dall’architetto Alfonso Torregiani, doveva essere sede del nuovo Ginnasio, intitolato Regio Arciducale Ginnasio. Oggi il Ginnasio è ancora adibito a luogo d’istruzione ed è ben più noto con il nome de Liceo Virgilio. Al suo interno aveva sede una piccola biblioteca, originariamente aperta esclusivamente ai docenti e agli studenti.

A partire dal 1883 gli edifici dei gesuiti, tra cui il Palazzo degli Studi, furono occupati dall’Archivio di Stato di Mantova. Il Palazzo dell’Accademia (ex collegio gesuitico), storica sede accademica sin dal 1562, oggi sede dell’Accademia Nazionale Virgiliana, e il Palazzo degli Studi rappresentano la Città Studi di Mantova.

In origine la Biblioteca era organizzata in due grandi sale, poste al primo piano e rimaneggiate su progetto dell’architetto di origini veronesi Paolo Pozzo. Le due sale vennero intitolate rispettivamente ‘prima’ e ‘seconda’ teresiana, in onore dell’imperatrice.

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Il periodo asburgico

Durante il periodo asburgico, durato fino al 1797, la Biblioteca Teresiana nominò come prefetto Leopoldo Camillo Volta, noto letterato mantovano che visse a lungo a Vienna.
I primi volumi della Biblioteca Teresiana provenivano dalla Biblioteca del Collegio Gesuitico, dal Palazzo degli Studi e dalle librerie del convento dei camerlitani, soppresso nel 1783.

Epoca napoleonica e tempi moderni

Antichi manoscritti nella Biblioteca Teresiana
Antichi manoscritti nella Biblioteca Teresiana

Successivamente la Biblioteca acquistò duplicati di importanti volumi, importandoli da Vienna, Cremona e dalla nota Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, sita in Via Brera.
Con l’ascesa del potere di Napoleone, tra la fine del XVIII secolo e il XIX secolo, la Biblioteca Teresiana si arricchisce di numerosi manoscritti, provenienti perlopiù da conventi soppressi.

Nel 1823 in totale vi erano conservati circa 40 mila volumi, tra libri e manoscritti, mentre nel 1838 venne acquisita l’intera raccolta dal 1689 della Gazzetta di Mantova, il più antico quotidiano di tutto il mondo ancora oggi in attività.

Nel 1866 la Biblioteca divenne governativa e nel 1881 comunale. Nel 1900 si contavano oltre 120 mila volumi, che crebbero sino a 200 mila nel 1952. Un lungo corridoio, fino al 1915 adibito a sala espositiva del Museo Antiquario, venne adibito per raccogliere ulteriori volumi.

Nel 1995, infine, cominciarono i lavori di restauro e messa a norma dell’intero edificio. L’ufficiale riapertura della Biblioteca al pubblico avvenne il 30 marzo 2014, esattamente 234 anni dalla sua fondazione.


 


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