Cosa vedere a Beppu, Giappone

Beppu, la località termale del Kyushu | Cosa vedere a Beppu, Giappone


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Cosa vedere a Beppu, Giappone

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Cosa vedere a Beppu, mappa
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Icona articolo onemagBeppu è una città del Kyushu, l’isola più a sud-ovest delle quattro principali del Giappone. Nonostante fuori dai consueti circuiti turistici, la città è molto nota nei confini nazionali come meta termale di primo livello. Grazie al suo clima temperato, nonostante siano presenti numerose giornate di pioggia, Beppu è diventata una meta di vacanze per tutti coloro che vogliono rilassarsi negli onsen, le strutture termali tipiche del paese. Come da tradizione, qua si viene anche per riposare nei ryokan, la locanda tipica del Giappone, in cui si dorme nel futon, il sottile materasso rigido che ha oramai varcato i confini locali. Perfetto, quindi, scegliere di trascorrere almeno una notte in queste locande e trascorrere qualche ora di assoluto riposo in questa stazione termale tra le più importanti del paese.

La città ha circa 120.000 abitanti e le sue abbondanti sorgenti d’acqua, ognuna con proprietà diverse, l’hanno di fatto eletta come meta termale tra le più importanti del Giappone. Appena arrivati sarete accolti dal vapore che fuoriesce dalle tante fumarole sparse sia in città che nei suoi dintorni. Tra queste, ne parleremo a breve, meritano attenzione gli Inferni di Beppu, riconoscibili oltre che per le nuvole di fumo caldo anche per le sue acque, rosse.

 

Le sorgenti termali di Beppu

Cosa vedere a Beppu, sorgente termaleSono le sorgenti termali quindi il principale richiamo turistico di Beppu e tra queste molte sono quelle in cui si accede per rilassarsi, come in un qualsiasi bagno caldo. Le altre, le appena citate Inferno, sono invece inaccessibili a causa della loro elevata temperatura. Tuttavia oltre che gli onsen nei tradizionali bagni termali non perdiamoci anche la possibilità di fare un bagno nella sabbia e nel fango, alternative per un più piacevole momento di rigenerazione totale.

 

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Gli Jogoku, gli Inferni di Beppu

Il distretto di Kannawa è quello più ricco di sorgenti geotermiche e qui troverete gli Jogoku, gli inferni che abbiamo già avuto modo di citare. Con le loro temperature elevatissime non sono certo le sorgenti termali dove potersi rilassare per fare un bagno, qui si viene infatti per ammirare il fumo bianco che fuoriesce e la natura. Sono otto in totale e per accedervi dovrete aver acquistato un biglietto che vi permetterà di accedere a tutti e otto. Sei di questi sono proprio nel distretto di Kannawa mentre gli ultimi due si trovano nel distretto di Shibaseki, raggiungibile con un bus che vi permetterà di superare velocemente il percorso di 2 km.

 

Umi Jigoku

Cosa vedere a Beppu, Jogoku

Umi Jigoku è il primo dei Jigoku, caratterizzato da un laghetto blu cobalto caratterizzato dai fumi di vapore bianchi. Nonostante sia meraviglioso e invitante, le acque bollenti impediscono ovviamente di poterci fare un bagno. La temperatura è infatti di 98°C e le sue acque vengono utilizzate per cucinare alcune specialità che sono poi vendute proprio a fianco dell’ingresso. Poco distante ci sono altri due laghetti, caratterizzate da acque di colori differenti e la presenza di una serra che viene utilizzata per coltivare fiori e piante tropicali. A breve distanza è presente anche un negozio che vende alcuni prodotti tipici della zona, tra cui anche prodotti realizzati con l’argilla.

 

Onishibozu Jigoku

Cosa vedere a Beppu, Onishibozu JigokuOnishibozu Jigoku è la successiva fonte naturale, nota con il soprannome di Teste dei Monaci, una fonte argillosa il cui gas crea delle bolle sferiche che richiamano appunto la testa rasata tipica dei monaci. La temperatura media è di 99°C, leggermente superiore al Joìigoku precedentemente visitato. Anche in questa struttura è la natura la protagonista.

 

Yama Jigoku e gli altri Jigoku

Cosa vedere a Beppu, Yama Jigoku

Il suo nome deriva proprio dal gas a vapore che è presente in tutta la montagna e questo Jigoku si differenzia dagli altri per la presenza di un piccolo zoo nella struttura. Non compreso nel biglietto unico precedentemente acquistato, le acque vengono utilizzate per allevare una ventina di specie animali tra cui elefanti africani e ippopotami.

Si proseguirà con il Kamado Jokogu, un susseguirsi di piccole sorgenti tra cui un laghetto caratterizzato da fango rosso bollente. E’ l’unica che ha temperature meno elevate e qui è possibile sfruttare le sue proprietà terapeutiche per un pediluvio o anche per bere un sorso d’acqua termale. I vapori emessi dicono essere un toccasana per il raffreddore, perfetti per curare anche il mal di gola e il mal di testa. Evitate di bagnarvi dove invece vedete cuocere le tradizionali uova per renderle sode, sono ovviamente le acque più calde dalle quali stare a debita distanza.

Cosa vedere a Beppu, Oniyama Jigoku

Proseguiamo la nostra passeggiata nel distretto Kannawa per raggiungere la Oniyama Jigoku, la prossima fonte. Qui non saranno i vapori a richiamare la vostra attenzione ma la presenza di numerosi coccodrilli, tutti posti a meno di una decina di metri dai visitatori. Siamo ovviamente nel Jigoku più pericoloso, quello in cui l’attenzione da prestare è superiore a tutti gli altri: gli alligatori sembrano per lo più docili e mansueti ma, come ben sappiamo, sono abilissimi in repentini e improvvisi movimenti. Interessante da visitare proprio per questa insolita caratteristica.

La Shiraike Jikogu è invece nota come Inferno Bianco, dal colore delle acque che una serie di sali minerali rende proprio simile alla crema. L’ingresso è caratterizzato da un tipico giardino giapponese con tanto di alberi e laghetti mentre dalle acque emergono formazioni rocciose che rendono quasi idilliaco il paesaggio.

Le prossime due sorgenti si trovano invece nel distretto Shibaseki, quasi 3 km di distanza, raggiungibili in bus. La prima, la Chinoike Jikogu, la ricorderete sicuramente per il colore dell’acqua, un rosso sangue che da bella mostra di se nel contesto della vegetazione in cui si trova. La seconda, la Tatsumaki Jikogu è chiamata Inferno di Tempesta per i suoi getti d’acqua che possono raggiungere anche i cinquanta metri di altezza, limitata però da un disco di pietra che, posizionato sopra il geyser, cerca di limitarne la potenza. I getti avvengono mediamente ogni mezz’ora circa e durano qualche minuto, dando quindi a tutti la possibilità di ammirarli. Siamo nel jigoku più caldo in assoluto, quasi 150°C.

 

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Cosa vedere a Beppu e dintorni

Cosa vedere a Beppu, centro città

Nonostante il principale richiamo siano ovviamente gli onsen e gli jogoku, la città ha alcune attrazioni che possono essere inserite tra le cose da vedere a Beppu.

A breve distanza dal centro storico troviamo il Museo d’Arte OPAM, una struttura centro di riferimento per la cultura in generale. Qui hanno sede gallerie d’arte con dipinti e sculture, alcuni realizzati da artisti locali con riferimenti alla tipica cultura giapponese. Altro punto di riferimento in città è l’Acquario Umitamago con all’interno numerose specie tra cui delfini, foche ma anche pinguini e lontre. A pochi passi troviamo invece il Takasakiyama Monkey Park, riserva naturalistica che comprende il parco abitato da numerose specie di scimmie, tra cui un migliaio di esemplari di macaco giapponese. Le scimmie, in assoluta libertà, possono essere ammirare da numerosi punti di osservazione che permetterà di ammirarle nel loro habitat naturali senza dare loro alcun fastidio.

Prima di lasciare Beppu prendetevi qualche ora per visitare il Monte Tsurumi, la montagna che circonda la città dall’alto dei suoi 1375 metri di altezza. La si può raggiungere mediante una funivia che conduce a circa 800 metri di altitudine, superando un tratto di pendio ripido e piuttosto difficile da superare per i meno esperti. Da qui troverete numerosi punti di osservazione che vi permetteranno di ammirare sia la città di Beppu che quella poco distante di Oita.


 

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