Cosa vedere a Belgirate

Belgirate, Piemonte | Cosa vedere a Belgirate, il pittoresco borgo sul Lago Maggiore


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Cosa vedere a Belgirate

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Mappa di Belgirate, Verbano-Cusio-Ossola
Mappa di Belgirate, Verbano-Cusio-Ossola | © Mappe di Apple

Icona articoloIncastonato lungo la dorsale occidentale del Lago Maggiore, il piccolo comune di Belgirate rappresenta una delle più interessanti mete turistiche del Verbano-Cusio-Ossola. Nonostante le sue dimensioni particolarmente ristrette, il borgo cela nei suoi poco più 8 kmq diverse attrattive turistiche, sia di carattere naturalistico, che storico e culturale.

Belgirate è un’interessante porzione di territorio piemontese che lega il proprio passato alla vicina Lombardia, osservabile a occhio nudo dalla riva lacustre del Lago Maggiore. La località conta circa cinquecento abitanti, che incrementano notevolmente con l’avvento della stagione estiva. Belgirate è difatti considerata una delle più ambite mete di villeggiatura del Lago Maggiore.

A punteggiare l’intero comune troviamo una serie di maestosi edifici signorili e ville nobiliari, diverse delle quali anche con antiche origini, che suggeriscono un’importanza nel turismo secolare. Non certo un caso che Belgirate sia stata fonte di ispirazione per artisti e intellettuali. Stendhal, noto scrittore francese, ambientò un capitolo del proprio capolavoro La Certosa di Parma proprio in questo borgo. Di nomi celebri ne son passati tanti tra le vie di Belgirate: Gabriele d’Annunzio, Giovanni Verga ed Edmondo De Amicis sono solo alcuni esempi dei grandi personaggi storici che apprezzarono questo borgo.

Il prestigio di Belgirate è indubbio, e con esso anche l’alto rilievo nell’industria del turismo, che negli ultimi decenni ha reso questo borgo particolarmente apprezzato da un pubblico di visitatori provenienti da tutto il mondo.

 

Cenni storici

Cenni storici di BelgirateSebbene le dimensioni di Belgirate possano indurre in inganno, il borgo che stiamo visitando cela un passato molto lontano, con origini che si perdono all’alba dei tempi. Studi recenti confermano la presenza umana in questo sito sin dall’Età del Ferro, sebbene sia concreta l’ipotesi dell’esistenza di un insediamento risalente al V millennio a.C.

L’etimologia del nome è fortemente legata alla posizione geografica del borgo. Ci troviamo infatti alle pendici della Motta Rossa, in un contesto morfologico di creste montuose e grandi dorsali collinose: da qui nasce il nome di Belgirate, derivante da belle girate. L’insediamento conobbe la presenza di vari popoli preromanici, in particolare i Prealpini e i Celti, che modellarono il villaggio trasformandolo in una primitiva città sviluppata. Furono però i Romani a dare una forte impronta urbanistica a Belgirate, dando alla località il tipico aspetto da colonia romana.

Secoli più tardi, quando l’economia locale del borgo da tempo era già autonoma e basata sullo sfruttamento del territorio, subentrarono le medievali dominazioni dei Visconti e dei Borromeo. L’insediamento contava su una popolazione ristretta, perlopiù composta da contadini e pescatori, che portò Belgirate a sbocciare in una nuova industria agricola: quella dei vigneti e degli uliveti. Sul finire del XVI secolo, infatti, le fertili pendici collinose – le stesse che incastrano il borgo lungo una sottile striscia costiera – furono ampiamente coltivate, contribuendo allo sviluppo locale (in particolare quello urbanistico). È da questo periodo infatti che iniziarono a sorgere le prime lussuose dimore signorili, che anno dopo anno trasformarono completamente l’aspetto del borgo: fu così che passò dall’essere un comune contadino a una nobiliare località di villeggiatura.

Il prestigio acquisito nel tempo culminò nel Settecento, quando l’intero territorio comunale si presentava costellato da ville e residenze sfarzose, con una popolazione che arrivava a decuplicare con la stagione estiva.

 

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Cosa vedere a Belgirate

Belgirate è dunque l’occasione per vedere tante belle testimonianze di eleganza e progettualità sopraffina dalla notevole eredità storica, da cui rimane purtroppo fuori quello che doveva essere il Castello del borgo, ormai del tutto scomparso eccezion fatta per qualche esile resto di fortificazione.

Le ville di Belgirate

Cosa vedere a Belgirate, le ville del borgoSul lungolago si dispongono fiere le principesse nobili dell’era salottiera, dall’aggraziata Villa Conelli, costruita nella seconda metà dell’Ottocento insieme al vecchio giardino, a Villa Serafini-Falciola con la sua torre poligonale. Nel paese cattura l’avventore la Casa De Fichard-Franzoi, in cui risedette il noto barone tedesco col pallino per la pittura paesaggistica.

Tra le più antiche c’è sicuramente Villa Janetti-Bianchi, risalente alla fine del ‘600 e in buona compagnia vista la coetanea Villa Cairoli, ove fu ospite di Benedetto Cairoli l’amico Giuseppe Garibaldi. Eclatanti le dimensioni sontuose di Villa Carlotta, attuale sede di un celeberrimo albergo dotato di enorme parco e complesso inglobante anche Villa Beretta-Treves, mentre le Ville Fontana-Fedeli si mostrano più come palazzine accorpate dall’anelito castellare.

Sorge al confine con Stresa la bella Villa Principessa Matilde, neoclassico omaggio a Matilde Letizia Guglielmina Bonaparte, nipote di Napoleone. Un crogiolo di tenute minori coronano il prisma di residenze, e ne possiamo citare alcune che sono Villa Innocenti Villa Magnoni, appartenenti alla cultura architettonica contemporanea poiché le più recenti (risalgono infatti a inizio Novecento).

 

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Gli edifici religiosi di Belgirate

Cosa vedere a Belgiarte, le chiese del borgoA far da spartiacque fra la concezione civile e quella religiosa c’è la curiosa scultura totemica dello Sciatt, ovvero del rospo, assurta a monumento decorativo del lungolago, dove si trova anche la Parrocchiale di Santa Maria della Purificazione e San Carlo, settecentesco ex oratorio dall’interno barocco abbondantemente affrescato e decorato, con un pavimento a mosaico che salta immediatamente all’occhio. L’altare marmoreo è circondato dai quadroni di Giambattista Calza e nelle cappelle laterali i tanti dipinti fanno da preludio alla visione magnifica dell’altare in legno dorato con paliotto in gesso.

La Chiesa Vecchia dedicata a Santa Maria spicca grazie all’austero campanile romanico del XI secolo che conferisce alla struttura evidente nobiltà, tanto all’esterno quanto all’interno per merito di un ambiente densamente affrescato e decorato. Rimane da visitare il Museo Etnografico della Baita della Libertà, ospitato in una baita della Motta Rossa e avente l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo dei partigiani caduti durante la Seconda Guerra Mondiale.

A Belgirate, per concludere, è stata fondata la Società delle Regate, primo yacht club sorto in Italia. Tra gli eventi, da citare il Premio Internazionale di Poesia Guida Gozzano presso Villa Carlotta.


 

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