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Cosa vedere in Bahrein | 33 isole nel Golfo Persico

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Mappa del BahreinIcona articolo onemagUn arcipelago di oltre 33 isole posto al largo della costa tra il Qatar e l’Arabia Saudita, il Bahrein è uno stato mediorientale di incredibile suggestione. Come siamo già abituati a vedere in altri stati della ⇒ Penisola Arabica, il Bahrein è un territorio desertico in forte sviluppo, economico e urbanistico, caratterizzato da città avveniristiche, isole artificiali e località lussuosissime.

Il Bahrein, trascritto anche Bahrain, è di fatto un micro stato, con un’estensione di poco inferiore i 730 kmq, circa un terzo in meno di Roma. A rendere il Regno di Bahrein famoso in tutto il mondo è stato il Gran Premio di Formula 1, che annualmente dal 2004 si celebra nel moderno e innovativo circuito di Sahkir, nel cuore del deserto. Ad aver reso il Bahrein ricco sono stati i giacimenti di petrolio, esattamente come per tutta la Penisola Arabica, assieme, in minor parte, alle perle, che rappresentano la principale risorsa di lusso dopo lo stesso oro nero.

L’aeroporto internazionale del Bahrein è situato a circa 6 chilometri a nord dalla capitale, Manama, ricoprendo gran parte dell’isola di Al Muharraq. Il principale aeroporto del paese offre diversi collegamenti aerei con molti dei principali paesi del mondo, con oltre 40 compagnie servite nei vari hub internazionali.
La Gulf Air è il vettore del Bahrein, nonché quella che gestisce la maggioranza dei voli aerei verso i paesi del Golfo Persico.

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Link-uscita icona Doha: dettagli e segreti della magnifica capitale del Qatar

Cosa vedere in Bahrein | Siti d’interesse e attrazioni

I luoghi d’interesse sono tanti, e spaziano dai grattacieli della capitale sino ai mercati pittoreschi, i suq, passando per zone antiche, necropoli e siti archeologici. La proposta turistica offerta dal Bahrein è davvero eccellente, motivo per cui è consigliata una vacanza di almeno 10 giorni, affinché si possano scoprire le principali attrazioni del paese.
Come per tutti i paesi della Penisola Arabica, è bene evitare di visitare il Bahrein durante la stagione estiva, per via delle temperature torridi che lo rendono praticamente inospitale.

Qal’at Al-Bahrain

Cosa vedere in Bahrein, Qal'at al-Bahrain
Cosa vedere in Bahrein, Qal’at al-Bahrain

Con lo scarseggiare delle riserve petrolifere, il Bahrein ha concentrato molte delle proprie risorse economiche nell’industria del turismo. Questo è stato contribuito anche da un patrimonio storico e archeologico di alto valore, tra cui l’importantissimo sito del Qal’at Al-Bahrain. Si tratta di un antico complesso collinare creato dall’uomo attorno al 2300 a.C., venendo utilizzato come insediamento di più livelli, al cui interno si trovano abitazioni, edifici pubblici, commerciali, religiosi e militari.

Secondo alcuni studi, questo parco archeologico al momento ha portato alla luce solo una piccola parte di quel che sarebbe l’intero complesso, stimata attorno al 25-30% del totale.
Questo, inoltre, è uno dei ritrovamenti più antichi della Penisola Arabica, una testimonianza dall’inestimabile valore storico che gli ha valso il prestigioso onere di accedere alla lista dei Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nel 2005.

Il complesso, in ottimo stato di conservazione, presenta numerosi dettagli architettonici di grande stupore, considerando la datazione dell’opera. Si trovano infatti passaggi nascosti, ampi cortili, archi decorativi e anche torrette, il tutto in cima a una collina artificiale di 12 metri. Annesso al sito è situato anche un museo storico, dove si trovano reperti che vanno dal periodo pre-islamico fino all’età moderna.

La capitale del Bahrein: Manama

Il modo ideale per scoprire le ricchezze del Bahrein è cominciando dalla capitale Manama, oggi presentata con un ricco skyline di grattacieli moderni, ma con origini molto antiche. Il più simbolico degli edifici cittadini è certamente il World Trade Center, uno dei massimi capolavori dell’architettura contemporanea di tutto il mondo. Simbolo di un paese in continua crescita, il World Trade Center di Manama è il secondo più alto edificio del Bahrein, subito dopo alle altrettanto iconiche torri gemelle del Bahrain Financial Harbour. Si tratta, oltretutto, del primo edificio ad aver integrato nella propria struttura le pale eoliche per lo sfruttamento e la produzione dell’energia del vento. Insomma, questo è un enorme grattacielo ecofriendly che serve da riferimento per il turismo cittadino, con due edifici a forma di vela e oltre 50 piani di estensione, per un’altezza complessiva che tocca i 240 metri.

E così, quasi inaspettatamente, si passa dal super avveniristico allo storico, scoprendo giusto a due passi dal downtown il suq di Bab el-Bahrain. Questo è un tipico mercato arabo presentato nella classica architettura islamica, simbolo di quella che è l’Antica Città di Manama, oltre che una vera icona per il Bahrein. È considerato uno dei luoghi di maggior rilievo del Regno del Bahrein, dove si possono trovare una vastissima gamma di prodotti tipici offerti in bancarelle dalla suggestiva atmosfera araba, con i profumi delle spezie e i colori dei tessuti e dei gioielli. Immancabile, inoltre, la possibilità di praticare l’arte del mercanteggiare.

La Moschea di Al Fateh è senz’altro una delle attrazioni principali nonché uno dei più grandi luoghi di culto dell’intero Bahrein, un punto di riferimento spirituale per tutti i musulmani. La struttura della Moschea di Al Fateh è un’opera di recente costruzione, con lavori completati nel 1987. Le dimensioni sono davvero imponenti, come desiderato dall’ultimo emiro del Bahrein, con una capienza che può raggiungere i 7000 fedeli omogeneamente posti lungo i 100 metri di lunghezza. Inoltre, la struttura si caratterizza per una stupenda cupola in vetroresina che la corona elegantemente. Punto di nota davvero interessante sono i materiali di costruzione e gli elementi implementati, che provengono da ogni angolo del mondo. Spiccano per importanza lo sfarzoso lampadario firmato Swarovsky, con l’impiego di marmo di Carrara, vetrate persiane prodotte nelle migliori botteghe iraniane e artigianali lampade in legno realizzate in India.
Ciliegina sulla torta: le visite guidate sono completamente gratuite, con accesso aperto anche ai fedeli di altre religioni o atei, purché con abbigliamento consono al luogo. Le donne devono indossare un abaya e un velo per poter accedere.

Rimanendo nella capitale Manama una delle attrazioni di maggior rilievo è senz’altro il Museo Nazionale, realizzato negli anni ’80 nell’epoca di pieno sviluppo dovuta dall’industria petrolifera. Caratterizzato da un piacevolissimo design contemporaneo, il Museo Nazionale di Manama offre un’esposizione suddivisa in nove sale, dove tra reperti, reliquie e documenti viene raccontata la millenaria storia di questo territorio, sin dall’antichità centro di rotte commerciali tra la Mesopotamia e l’Oriente. Come abbiamo già avuto modo di conoscere attraverso la fortezza di Qal’at Al-Bahrain, quello del Bahrein è un territorio dalle origini antichissime, che si perdono nei tempi fino oltre 6500 anni fa. L’esposizione del Museo Nazionale si compone con preziosi documenti antichi, tra cui manoscritti islamici, a cui si aggiungono reperti archeologici e oggetti legati alle locali tradizioni artigianali. Molto interessanti sono le testimonianze sull’antica lavorazione delle perle, che tutt’oggi rappresenta il fiore nell’occhiello del Bahrein.

Albero della Vita – Giardino dell’Eden

Difficile poter immaginare come il Bahrein, un luogo completamente desertico, possa ospitare uno dei più antichi alberi dell’intero Medio Oriente. Infatti, nell’area sud-orientale dell’isola principale si trova il cosiddetto Albero della Vita, nel noto Giardino dell’Eden del Bahrein. si tratta di un albero di prosopis cineraria, alto 9,75 metri e più vecchio di 400 anni. Si tratta, a tutti gli effetti, di una leggenda locale, che attira migliaia di visitatori da tutto il mondo. È collocato in un’arida zona del deserto a 2 chilometri da Jebel Dukhan, 40 chilometri a sud da Manama, nel più alto punto del Bahrein. È una meta eccezionale per percepire il passato del nostro mondo in una maniera del tutto alternativa.

Sebbene il Bahrein sia un’isola posta ben al largo della costa della terraferma araba, il paese è direttamente connesso con l’Arabia Saudita con uno dei più lunghi ponti autostradali del mondo, il King Fahd Causeway. Questo incredibile ponte si estende per ben 25 chilometri, attraversando due isole appartenenti all’arcipelago del Bahrein: la prima, più grande, Um Al Naasan, e la seconda, più piccola ma ben più rifornita per i viaggiatori, Middle Island, che funge da dogana tra il paese e l’Arabia Saudita.

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Madinat Hamad: la più grande città del Bahrein

Sebbene Manama sia la capitale del regno del Bahrein, questa è solo seconda nella classifica nazionale per numero di abitanti. La prima città per popolazione del Bahrein, infatti, è Madinat Hamad, posta nell’area centro-settentrionale della principale isola Bahrein. Madinat Hamad, sorprendentemente, non è un centro finanziario né politico, non è affacciata direttamente sulla costa e non presenta caratteristiche particolarmente degne di menzione. Allora perché sono oltre 166 mila i residenti (ben 10 mila in più di Manama)?

Il motivo è molto semplice. Negli anni ’80, le persone e le famiglie che vivevano in stato di precarietà economica, che quindi non potevano abitare nelle zone più rilevanti dell’emirato, ebbero la possibilità di ottenere una casa popolare in questo neonato centro abitativo. Dal 1984, anno di fondazione di Madinat Hamad, migliaia di famiglie si trasferirono in questa città, ricevendo le case popolari in cui poter vivere dignitosamente. L’emirato collocò la città lontano dalla capitale e dalle località ben più prospere, per non evidenziare il forte contrasto socio-economico che coinvolgeva la popolazione.

Nel 1990, il Bahrein offrì rifugio ai cittadini del Kuwait, in forte pericolo a causa della guerra provocata dall’Iraq. Lo stato, quindi, realizzò abitazioni e scuole per i nuovi arrivati, accogliendoli affinché potessero rimanere a lungo. Tuttavia, i kuwatiani rientrarono in patria già l’anno seguente, al termine della guerra. Quindi, molte delle case costruite vennero popolate dalla classe operaia e media, oltre che dalle famiglie in difficoltà economica.

Dieci anni più tardi, nel 2001, il governo diede del tutto gratuitamente la proprietà delle case a chi le stava abitando. Questo significò che con lo stabilizzarsi dell’economia, anche i cittadini che si erano ben arricchiti rimasero a vivere a Madinat Hamad, contribuendo a rendere la città un’enorme quartiere residenziale di buon livello.

Questa città si sviluppa in verticale, da nord a sud, ai margini della principale arteria centrale. Questa strada, l’Avenue Sh Hamad, si estende per ben 12 chilometri, suddivisa da 22 Roundabouts (le rotonde stradali). Da queste rotonde si sviluppano le vie laterali, che suddividono i quartieri del centro cittadino.

 

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