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Parco Nazionale dell’Asinara | Guida di viaggio all’isola in Sardegna

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Mappa Isola dell'Asinara, SardegnaIcona articolo onemagNella punta nord-occidentale della Sardegna, sopra Porto Torres, si trova l’Asinara, un’isola dal fascino unico nonché meta turistica ambita. L’Asinara fu come la ⇒ Robben Island o l’Alcatraz d’Italia: un’isola-prigione di massima sicurezza, dove vennero rinchiusi i più pericolosi degli esponenti mafiosi d’Italia.

Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, giusto per citare un paio di nomi, furono internati ed esiliati nel carcere di massima sicurezza dell’Asinara, scontando la 41bis, istituita negli anni ’90 dopo le stragi di Falcone e Borsellino.

Così per il periodo compreso gli anni ’60 e il 1997, quest’isola fu luogo d’esilio in completo isolamento, dove non si poteva accedere né, soprattutto, uscire.
La svolta giunse nel ’97, anno di nascita del Parco Nazionale dell’Asinara, che mise fine all’utilizzo dell’isola come prigione. Tuttavia, la storia dell’Asinara è ben più ricca, e antica.

Cenni storici

La vicina cittadina di Porto Torres, a cui appartiene amministrativamente, fu la prima colonia romana nella Sardegna. I romani giunsero in questo territorio sfruttando la posizione strategica di Porto Torres per i commerci e per le operazioni militari, dominando un luogo popolato già dalla preistoria. Ancora oggi, di fronte il porto di Cala Reale, si possono intravedere i relitti di navi romane che trasportavano anfore. Gli anni, i secoli trascorsero e l’Asinara seguì, bene o male, le sorti della Sardegna.

Nel medioevo questa fu un’area contesa tra Genova e Pisa, due delle più importanti Repubbliche Marinare dell’epoca, passando nel XVIII secolo ai Savoia. Alla fine del secolo si ricorda l’ascesa napoleonica, che mise fine al capitolo feudale della storia europea. Nel 1836, con il feudalesimo abolito, l’Asinara tornò a completo controllo dello Stato.

Sotto l’autorità del Governo di Agostino Depretis nel 1885 l’Asinara divenne sede di una colonia penale agricola e di un lazzaretto per la quarantena dei malati di tubercolosi. Ancora oggi si può intravedere l’edificio, in evidente stato fatiscente ma ancora ben affascinante.
Gli ex abitanti dell’isola furono allontanati forzatamente, portandoli a formare un numeroso gruppo fondatore del vicino borgo di Stintino, il primo comune in linea d’aria che s’incontra a sud dall’Asinara.

La Grande Guerra portò una grande svolta all’isola, che fu trasformata in luogo d’esilio per i prigionieri di guerra, circa 24.000 e perlopiù austro-ungarici, dando in eredità a questo lembo di terra la cappella austroungarica e l’ossario. E così, negli anni ’60 l’isola fu trasformata in prigione, rimanendo tale fino all’istituzione del Parco Nazionale dell’Asinara nel 1997.

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Cosa vedere all’Isola dell’Asinara

Cosa vedere all'Isola dell'Asinara
Cosa vedere all’Isola dell’Asinara, visuale aerea sul porticciolo

L’Asinara è una meta turistica privilegiata per il suo paesaggio pittoresco.
La principale vocazione turistica è quella legata alle escursioni nella natura, con tanti sentieri che dalla principale località di Cala Reale si snodano in tutto il piccolo territorio. Ragione per cui, qualora si decida di visitarla, è bene organizzare il proprio itinerario unendo le poche (ma interessanti) attrazioni, con le attività outdoor e, perché no, con un bel bagno in spiaggia.

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Le spiagge dell’Asinara

Una spiaggia interessante si trova nell’unico comune dell’isola, quello di Cala d’Oliva, posto nella costa nord-orientale dell’Asinara. Nell’area più sud del piccolo centro abitato si trova la spiaggia cittadina, che regala un paesaggio davvero eccezionale.

Se ci si sposta ancora più a nord, quasi alla punta estrema dell’Asinara, si trova la Cala d’Arena, una leggera striscia di sabbia bianchissima bagnata dal mare turchese, il tutto avvolto da un vasto paesaggio incontaminato di vegetazione lussureggiante. Anche Cala Reale custodisce una spiaggia davvero interessante, impreziosendo ancora di più l’offerta balneare disponibile nell’Asinara.

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Cala Reale

Durante la propria visitare all’Asinara è ben consigliato visitare, anche giusto per un paio d’orette, Cala Reale, il principale porto dell’isola, di piccole dimensioni ma di grande fascino. Il centro abitato conta giusto una manciata di abitazioni, perlopiù risalenti all’epoca della colonia penale. Dei vari edifici, il più iconico di Cala Reale è il Palazzo Reale, appartenuto ai Savoia e reso oggi sede del Parco Nazionale dell’Asinara. Qua si possono noleggiare auto e bici per potersi spostare in autonomia nell’isola, a cui si aggiunge uno dei due bar dell’Asinara, per rinfrescarsi prima (o dopo) la propria gita.

Poco fuori il centro abitato di Cala Reale si trova il CRTM, il Centro di Recupero delle tartarughe marine dell’Asinara, accessibile al pubblico e davvero interessante. Qua si possono vedere le tartarughe che sono in trattamento affinché possano essere pronte per vivere in mare aperto, a cui si aggiungono alcune attività ulteriori che si svolgono dal centro. Giusto alle spalle si trova il FarmAsinara, dove si realizzano prodotti cosmetici realizzati a partire dalle piante spontanee dell’isola, oltre che dal latte di asina e di residui di altre risorse naturale, come i gusci di riccio di mare.

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Cala d’Oliva

Parco Nazionale dell'Asinara, Cala d’Oliva
Parco Nazionale dell’Asinara, Cala d’Oliva

Come abbiamo visto, Cala d’Oliva è l’unico comune dell’Asinara (Cala Reale, ufficialmente, è un quartiere di Cala d’Oliva). Qua si trova l’unico ristorante-bar dell’isola, L’Asino Bianco, e l’ostello SognAsinara, con circa 70 posti letto, oltre che alla chiesetta (posta sopra il borgo) e vari edifici dell’ex colonia penale. Inoltre, Cala d’Oliva fu scelta per insediare il bunker in cui rinchiudere Totò Riina.

L’ex colonia penale è oggi visitabile gratuita e gli ambienti del carcere sono stati resi un bel museo, piccolo (come lo è la prigione) ma molto interessante. L’ex bunker dove Totò Riina scontò per quattro anni la 41bis è accessibile sono in poche occasioni, quindi è bene informarsi anticipatamente se si è interessati.

A contornare Cala d’Oliva si trovano alcune piccole spiagge (in aggiunta a quelle già viste) davvero interessanti. Tra queste citiamo Cala dei Detenuti, Sa Murighessa, Cala Giordano e Punta Sabina, raggiungibili mediante fuoristrada o seguendo un percorso di circa mezz’ora.

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Fornelli

Prima di lasciare l’Asinara merita fare tappa all’area di Fornelli, posta nell’estrema area sud dell’Asinara, dove si trova uno degli ex carceri di massima sicurezza. Infatti, l’isola ospitò diversi centri di reclusione. Fino al 2016, il carcere fu adibito per essere visitato, finché non fu abbandonato.

Giusto sopra l’ex carcere è situato il Castellaccio, una rocca antica, i cui resti si possono raggiungere attraverso il Sentiero del Castellaccio, che parte proprio dietro l’ex prigione.

Il percorso che giunge a Fornelli, da Cala Reale, è d’incredibile suggestione, caratterizzato da paesaggio magnifici, lungo il quale si possono incontrare alcune vecchie costruzioni, come l’ossario e altre prigioni. Ricordiamo che l’Asinara è dichiarata Parco Nazionale, alcune zone – comprese certe spiagge – rientrano nella Zona di Riserva Totale, pertanto sono completamente inaccessibili al pubblico.


 

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