Ascoli Piceno, il punto di riferimento del turismo nel Centro Italia

Ascoli Piceno, il punto di riferimento del turismo nel Centro Italia. Tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno segnaliamo la Piazza del Popolo dominata dalla magnifica facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo e dalla chiesa di San Francesco. Tra le cose da visitare ad Ascoli Piceno ricordiamo la Pinacoteca, uno dei principali complessi museali della città, la magnifica Galleria d'Arte Contemporanea "Osvaldo Licini", il Museo dell'Arte Ceramica e il Museo Archeologico situato nel Palazzo Panichi. Ecco cosa vedere ad Ascoli Piceno.

Guida di Ascoli Piceno

icona-articoloCi troviamo nella pittoresca regione delle  Marche, nell’area centrale dell’Italia, dove ad una quarantina di chilometri dalla costa adriatica troviamo il capoluogo di provincia Ascoli Piceno.
Antica capitale dei Piceno, da cui prende parte del nome, e conquistata dai romani nel 3° secolo a.C., la città ha vissuto un passato particolarmente movimentato. Prima dai barbari, poi dai Franchi e successivamente dagli Sforza, la città è stata protagonista di numerosi avvenimenti storici di cui ancora oggi sono osservabili le testimonianze.

Basta pensare che a partire dal 1482 la città fu sotto una delle peggiori dittature mai viste nella penisola italica. Tuttavia la città non fu mai  rasa al suolo. Infatti secondo numerosi documenti il re dei Visigoti, Alarico, meravigliato dall’eccezionale posizione geografica e della bellezza urbana di Ascoli decise di graziare il centro urbano, salvandolo dall’imminente distruzione del suo esercito. Ed oltretutto la città, assieme a Fermo, fu capoluogo di regione fino al 1860.

Ascoli Piceno è una città d’arte, una località ricca di tradizioni ed un ottimo punto di riferimento per il turismo nel centro Italia.

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Piazza del Popolo

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Uno dei migliori esempi rinascimentali, la Piazza del Popolo è la principale di Ascoli Piceno ed è situata nel cuore del comune. Eleganti forme caratterizzano gli edifici qua situati, che delineano il tipico paesaggio urbano di cui gli abitanti sono innamorati ed è la prima cosa da vedere ad Ascoli Piceno.
È il luogo in cui avvengono la maggior parte degli aventi, tra cui la celebre Quintana, una tradizione che rievoca l’era medievale di Ascoli. Svolta tipicamente nel mese di luglio, durante questa celebrazione è possibile ammirare una reinterpretazione con sbandieratori, dame, musicisti ed arcieri con i classici costumi medievali.

Piazza del Popolo si presenta con una pianta di forma rettangolare ed è dominata dalla magnifica facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo e dalla chiesa di San Francesco.
Oltre a questi due simbolici edifici sono osservabili ben 59 archi sviluppati tra i palazzi rinascimentali e da diverte lastre di travertino, che compongono la pavimentazione della piazza.
Tuttavia ciò che è osservabile oggi non è ciò che è stato originariamente costruito. Infatti la piazza assunse l’attuale aspetto solamente nel 16° secolo, grazie al governatore de’ Ranieri, che finanziò la ristrutturazione della piazza.
De’ Ranieri oltretutto impose regole ben rigide per i proprietari degli edifici, infatti doveva essere mantenuta l’uniformità dei fabbricati. Questa uniformità è dovuta dall’utilizzo degli stessi materiali, dalle stesse tipiche decorazioni e dalla struttura alta non più di un piano. Da ammirare la statua di Papa Paolo III, situata dinnanzi all’ingresso principale e realizzata in riconoscimento del suo grande aiuto per riportare la pace nella città.

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Chiesa di San Francesco

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Caratterizzata da magnifiche forme gotiche, la Chiesa di San Francesco corona l’area settentrionale della Piazza del Popolo, simboleggiando la maestosità di Ascoli Piceno. Oltre ad essere una delle cose da vedere ad Ascoli Piceno, è anche uno dei migliori esempi di edificio ecclesiastico che segue lo stile gotico nelle Marche.

Iniziata nel 1258 e consacrata nella fine del 14° secolo, la struttura è caratterizzata da due torri esagonali, progettati nel 15° secolo e dalla peculiare cupola che, assieme alle volte, venne realizzata nel 16° secolo.
Esternamente la Chiesa di San Francesco si presenta con la pittoresca facciata principale coronata da 3 portali, di cui il primo è decorato graziosamente con colonne in travertino.
A coronare l’arco della facciata è osservabile il bassorilievo dell’agnello, simbolo dei lunari ascolani, che contribuirono a finanziare la costruzione della chiesa.

Lateralmente alla chiesa è osservabile il monumento dedicato a Papa Giulio II e sempre nello stesso lato è situata l’edicola e la Loggia dei Mercanti, anche queste in stile gotico, entrambe attrazioni imperdibili tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno.
Internamente invece è calpestatile la semplice ma d’impatto pianta rettangolare a croce latina, caratterizzata dalla divisione in tre navate coronate da volte a crociera, risalenti al 16° secolo. Merita di essere osservato il pulpito in travertino, opera risalente al 17° secolo e firmata da Antonio Giosafatti. Non da meno anche l’area presbiterale, fiancheggiata da tre absidi, la cui centrale è caratterizzata da una cupola della metà del 16° secolo.

Proseguendo l’esplorazione interna ci si reca nella sagrestia, qua ove sono situati alcuni dei più pregevoli dipinti realizzati da Cola dell’Amatrice, Biagio Miniera e Nicola Monti.

La chiesa venne costruita dai Francescani, che la dedicarono a San Francesco per via della sua visita nella città di Ascoli Piceno nel 1215.

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Pinacoteca

Ascoli Piceno, Palazzo Arringo

Contornata da un magnifico viale alberato, la Pinacoteca è uno dei principali complessi museali della città di Ascoli Piceno. Fondata ufficialmente nell’agosto del 1861, nella vigilia della festa patronale, ospitando all’inizio oltre 800 opere di altissimo interesse artistico. La Pinacoteca venne istituita grazie a Giorgio Paci e Giulio Gabrielli, due tra i maggiori artisti ascolani del 19° secolo, che scelsero il magnifico Palazzo Arringo come sede della mostra.

Originariamente la collezione comprendeva alcune delle maggiori opere dei vari monasteri comunali, venendo arricchita ulteriormente nel 1909, aggiungendo oltre 12.000 stampe donate da Giulio Gabrielli. Questo ampliamento fu poi succeduto dal deposito di opere ottocentesche date dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma, nel 1917. Tre anni più tardi il chirurgo Ceci donò una cospicua collezione costituita da più di 100 opere, per celebrare la sua città natale.

Durante il percorso è possibile ammirare numerose ed importanti opere, come il Piviale donato al duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV ed i dipinti di Carlo Crivelli, come i due trittici di Valle Castellana. Non da meno quelli realizzati dalla mano di Cola dell’Amatrice, Tiziano, Guido Reni, Strozzi, Magnasco, Morelli e Palizzi, tutti risalenti nell’ampio periodo che corre tra il 15° ed il 20° secolo.

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Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini

Proseguendo la visita ai musei di Ascoli Piceno citiamo la magnifica Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”. L’origine della Galleria d’Arte Contemporanea è datata agli inizi degli anni ’60, quando durante una stagione culturale il comune decise di realizzare un istituzione dedicato al movimento artistico contemporaneo. Fu Ernesto Ercolano, celebre pittore e direttore della Pinacoteca dal 1949, a realizzare la collezione d’arte contemporanea, che venne però limitata alla grafica. Inizialmente venne chiamata Civica Galleria d’Arte Grafica Moderna ed inaugurata nell’ottobre del 1964 nel palazzo Malaspina, risalente al 16° secolo.

Tuttavia si presentò nel giro di pochi anni la necessità di affrontare un ampliamento visto l’obiettivo di allargarsi in più forme artistiche. Così nel 1977 la Galleria d’Arte Grafica si trasformò nell’attuale Galleria d’Arte Contemporanea. Inizialmente, oltre a numerosi dipinti firmati dagli artisti Fontana, Matta, Hartung, Morandi, De Pisis e Severini, vennero esposti un totale di 78 opere di Osvaldo Licini. Queste opere provenivano dalla collezione di Caterina Hellstrom, figlia adottiva della moglie di Osvaldo Licini.

La collezione fu poi ampliata nel 2008 grazie alla Fondazione Carisap, che depositò oltre 50 disegni preparatori realizzati da Tullio Pericoli nel 1988, con lo scopo di decorare la Sala Garzanti di  Milano.

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Museo dell’Arte Ceramica

Imperdibile durante un viaggio ad Ascoli Piceno, il Museo dell’Arte Ceramica è un’altro splendido complesso museale. Situato alle spalle alla Piazza del Popolo, il museo è di recente creazione.

Inaugurato ufficialmente nel giugno del 2007, il museo ospita una ricca collezione di preziosi manufatti, depositati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e dalla famiglia Matricardi.

Il museo si sviluppa in 5 aree che permettono di ripercorrere la storia della produzione di ceramica nell’area di Ascoli Piceno, con numerose opere. Tra queste si citano vasi, piatti, urne, caffetterie e tazze.

Non da meno la collezione dedicata alle mattonelle dipinte dai maggiori artisti castellani Francesco e Carlo Antonio Grue e Berardino Gentili, donati dal convento ascolano di Sant’Angelo Magno.

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Museo Archeologico

Piazza Arringo
Piazza Arringo

L’ultimo, ma non per importanza, museo che merita di essere assolutamente visitato è l’Archeologico. Situato nel Palazzo Panichi nell’area della Piazza Arringo, il museo si sviluppa in ordine cronologico su tre sezioni in tre piani differenti del palazzo.

Il percorso attraversa gli antichi reperti provenienti dai periodi preistorici del Paleolitico e dell’età del Bronzo. Non da meno l’esposizione risalente all’età picena, dove sono esposte le particolarità della cultura di questa popolazione. Si prosegue poi con la scoperta dei reperti di epoca romana ed infine con il percorso dedicato alle altre popolazioni europee, offrendo un’eccezionale panoramica storica di queste.

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