Ascoli Piceno, il punto di riferimento del turismo nel Centro Italia

Cosa vedere ad Ascoli Piceno, il punto di riferimento del turismo nel Centro Italia. Tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno segnaliamo la Piazza del Popolo dominata dalla magnifica facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo e dalla chiesa di San Francesco. Tra le cose da visitare ad Ascoli Piceno ricordiamo la Pinacoteca, uno dei principali complessi museali della città, la magnifica Galleria d'Arte Contemporanea "Osvaldo Licini", il Museo dell'Arte Ceramica e il Museo Archeologico situato nel Palazzo Panichi. Ecco cosa vedere ad Ascoli Piceno.8 min


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Guida di Ascoli Piceno
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Guida di Ascoli Piceno

icona-articoloAscoli Piceno, con circa 50.000 abitanti, è la quarta città per dimensione delle Marche. Posta a una quarantina di km circa dalla costa adriatica, Ascoli Piceno è visitata soprattutto per il suo centro storico, ricco di opere architettoniche.

Cenni storici

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Antica capitale dei Piceno, da cui prende parte del nome, e conquistata dai romani nel 3° secolo a.C., la città ha vissuto un passato particolarmente movimentato.
Prima dai barbari, poi dai Franchi e successivamente dagli Sforza, la città è stata protagonista di numerosi avvenimenti storici di cui ancora oggi sono visibili le testimonianze.

Dal 1482 la città fu sotto una delle peggiori dittature mai viste altrove, tuttavia la città non venne mai rasa al suolo. Secondo numerosi documenti il re dei Visigoti, Alarico, meravigliato dall’eccezionale posizione geografica e della bellezza urbana di Ascoli decise di graziare il centro urbano, salvandolo dall’imminente distruzione del suo esercito.
La città rimase capoluogo di regione fino al 1860, concludendo la sua storia con l’annessione al Regno d’Italia.

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Piazza del Popolo

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

La Piazza del Popolo, la principale e in stile rinascimentale, è la prima tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno.
Eleganti forme caratterizzano gli edifici che qua si affacciano, delinenando il tipico paesaggio urbano della città marchigiana.
Piazza del Popolo è anche il centro dove vengono organizzati la maggioranza degli eventi, tra cui la Quintana, una tradizionale rievocazione dell’era medievale di Ascoli. Si svolge solitamente nel mese di luglio, durante la celebrazione si potrà assistere a sbandieratori, dame, musicisti e arceri, tutti con il rigoroso costume originale dell’epoca.

Piazza del Popolo si presenta con una pianta di forma rettangolare ed è dominata dalla magnifica facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo e dalla chiesa di San Francesco.
Oltre a questi due simbolici edifici sono osservabili ben 59 archi sviluppati tra i palazzi rinascimentali e da diverte lastre di travertino, che compongono la pavimentazione della piazza.

Tuttavia quello che oggi possiamo ammirare non rappresenta ciò che in origine era stato costruito.
La piazza venne modificata secondo l’aspetto attuale nel 16° secolo, grazie al governatore de’ Ranieri, che ne finanziò la ristrutturazione.
Il governatore, inoltre, impose regole ben rigide per i proprietari degli edifici.
L’obiettivo era quello di mantenere l’uniformità degli edifici, quindi medesimo utilizzo del materiale e uguali decorazioni. Anche l’altezza era stata ben definita, massimo un piano.

Nella Piazza del Popolo merita attenzione la statua di Papa Paolo III, posta di fronte all’ingresso principale e realizzata come tributo del grande aiuto fornito dal Pontefice per il ripristino della pace.

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La Chiesa di San Francesco

Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Caratterizzata da magnifiche forme gotiche, la Chiesa di San Francesco corona l’area settentrionale della Piazza del Popolo, simboleggiando la maestosità di Ascoli Piceno. Tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno, la chiesa è tra i migliori esempi di stile gotico.

Iniziata nel 1258 e consacrata nella fine del XIV secolo, la struttura è caratterizzata da due torri esagonali, progettati nel XV secolo.
Altra caratteristica è la pecuculiare cupola, realizzata contemporaneamente alle volte nel XVI secolo.
La facciata è caratterizzata da 3 portali, di cui il primo decorato con colonne in travertino. Sull’arco della facciata è da ammirare il bassorilievo dell’agnello, il simbolo dei lunari ascolani, che contribuirono a finanziare la costruzione della chiesa.

Lateralmente è osservabile il monumento dedicato a Papa Giulio II e sempre nello stesso lato è situata l’edicola e la Loggia dei Mercanti, anche queste in stile gotico, entrambe attrazioni imperdibili tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno.

L’interno della Chiesa di San Francesco è a pianta rettangolare a croce latina, suddivisa in tre navate con volte a crociera, risalenti al XVI secolo. Interessante anche il pulpito in travertino, opera risalente al XVII secolo a firma di Antonio Giosafatti.
L’area presbiterale, fiancheggiata da tre absidi, si caratterizza per la presenza nell’abside centrale da una cupola risalente alla metà del XVI secolo.
Per concludere la visita, la sagrestia ospita alcuni pregevoli dipinti realizzati da Cola dell’Amatrice, Biagio Miniera e Nicola Monti.

La chiesa venne costruita dai Francescani, che la dedicarono a San Francesco per via della sua visita nella città di Ascoli Piceno nel 1215.

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– Palazzo dei Capitani del Popolo

Palazzo dei Capitani del Popolo, Ascoli Piceno

Collocato nel lato occidentale di Piazza del Popolo, lo scenografico Palazzo dei Capitani del Popolo è uno dei più importanti edifici storici della città. La sua costruzione originale avvenne a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, quando vennero uniti in un unico complesso tre distinti edifici. Nel corso degli anni furono numerosi i rimaneggiamenti che coinvolsero il Palazzo dei Capitani del Popolo.

Dapprima, nel tardo XV secolo, l’edificio venne ampliato, aggiungendo una nuova area nel lato sud e ottenendo un terzo piano tra i due già preesistenti. Pochi anni più tardi, nel 1535, l’edificio fu protagonista di un notevole incendio doloso, appiccato per volere di Giovan Battista Quieti, desideroso di stanare i ribelli che vi era stanziati al suo interno.
Con questo evento l’edificio subì contingenti danni, sia in termini strutturali che culturali, oltre che per i numerosi e preziosi documenti che divennero cenere.

Nel corso di 30 anni circa, l’edificio fu ripreso totalmente, con un completo restauro che vide Lazzaro di Francesco a capo di numerose opere che furono integrate nell’edificio. Di particolare interesse, implementato nel 1549, è il cortile, progettato da Camillo Merli.
Inoltre l’edificio, a partire dal 1463 divenne sede dei Governatori Pontifici, finché le Marche non furono annesse nel Regno d’Italia e l’edificio divenne di proprietà statale.

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Piazza Arringo

Piazza Arringo, Ascoli Piceno guida turistica

Altro eccellente simbolo della città, nonché attrazione imperdibile in ogni viaggio ad Ascoli Piceno, è la Piazza Arringo, altresì detta Piazza dell’Arengo, il nucleo più antico della località. Costruita su pianta rettangolare, Piazza Arringo si caratterizza per la presenza di numerosi edifici di notevole interesse, sia in termini culturali che storici
Sebbene la piazza sia oggi solo uno dei tanti punti di riferimento per Ascoli Piceno, in passato il suo valore nella società era cosi elevato che lo stesso San Francesco d’Assisi la scelse per parlare al popolo ascolano, nel 1215.
Ecco le migliori attrazioni di Piazza Arringo.

– Duomo di Sant’Emidio

Duomo di Sant'Emidio, Ascoli Piceno

A dominare Piazza Arringo è l’imponente Duomo di Sant’Emidio, intitolato al primo vescovo nonché patrono della città. Il Duomo fu eretto, con tutta probabilità, a partire dal V secolo, utilizzando i resti di una preesistente Basilica Romana.
Tuttavia con il trascorrere degli anni la Cattedrale subì numerosi rimaneggiamenti. In primis per riadattarle alle esigenze architettoniche divenute (al tempo) obsolete, poi perché lo sviluppo demografico della città divenne cosi notevole che l’ampliamento fu un’operazione necessaria.

Sebbene per quasi 6 secoli la cattedrale fu (quasi del tutto) invariata, le sostanziali modifiche arrivarono a partire dal XI secolo, quando al Duomo furono aggiunte le due grandi torri laterali poste all’estremità della facciata. Il più sostanziale degli ampliamenti avvenne nel XV secolo, in concomitanza a un completo rimaneggiamento architettonico, a cui si fa riferimento per l’attuale aspetto dell’edificio.
Accendo al duomo di Ascoli Piceno si ha modo di godere dell’ampio ambiente suddiviso in tre navate, divise da imponenti pilastri ottagonali uniti con volte a crociera. In termini artisti, l’interno gode della presenza di numerosi affreschi, implementati alla fine del XIX secolo.

– Battistero di San Giovanni

Battistero di San Giovanni Ascoli Piceno

Situato proprio affianco al Duomo, il Battistero di San Giovanni è un dei più pregevoli edifici religiosi di Ascoli Piceno. Il suo esempio di stile romanico è uniformemente considerato uno dei massimi esempi in Italia, tanto che il Battistero di Ascoli Piceno è spesso l’attrazione principale di molti viaggi in città.

Del suo passato si hanno poche notizie, in quanto non vi sono documenti che attestino con esattezza la sua costruzione. Tuttavia, grazie a una serie di scavi archeologici avvenuti nel XIX secolo, è stato possibile stimare che il Battistero sorge sul sito di un preesistente tempio pagano datato almeno al V secolo.
Di dimensioni relativamente ristrette, il Battistero di San Giovanni si caratterizza per la sua pianta a base quadrata, a cui però si sviluppano le pareti che danno all’edificio un aspetto ottagonale.

– Palazzo dell’Arengo

Ascoli Piceno, Palazzo ArringoContornata da un magnifico viale alberato, la Pinacoteca è uno dei principali complessi museali della città di Ascoli Piceno. Fondata ufficialmente nell’agosto del 1861, nella vigilia della festa patronale, ospitando all’inizio oltre 800 opere di altissimo interesse artistico. La Pinacoteca venne istituita grazie a Giorgio Paci e Giulio Gabrielli, due tra i maggiori artisti ascolani del 19° secolo, che scelsero il magnifico Palazzo Arringo come sede della mostra.

Originariamente la collezione comprendeva alcune delle maggiori opere dei vari monasteri comunali, venendo arricchita ulteriormente nel 1909, aggiungendo oltre 12.000 stampe donate da Giulio Gabrielli. Questo ampliamento fu poi succeduto dal deposito di opere ottocentesche date dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma, nel 1917. Tre anni più tardi il chirurgo Ceci donò una cospicua collezione costituita da più di 100 opere, per celebrare la sua città natale.

Durante il percorso è possibile ammirare numerose ed importanti opere, come il Piviale donato al duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV ed i dipinti di Carlo Crivelli, come i due trittici di Valle Castellana. Non da meno quelli realizzati dalla mano di Cola dell’Amatrice, Tiziano, Guido Reni, Strozzi, Magnasco, Morelli e Palizzi, tutti risalenti nell’ampio periodo che corre tra il 15° ed il 20° secolo.

– Palazzo Roverella

Altro elegante edificio storico di Piazza Arringo è il Palazzo Roverella, collocato a metà tra il Palazzo Vescovile e il Palazzo dell’Arengo. Eretto nella prima metà del XVI secolo, il cui progetto è attribuito a Cola dell’Amatrice, il Palazzo Roverella si caratterizza per l’eleganza delle sue forme architettoniche, al contempo sobrie e d’immediato effetto.

La facciata, per esempio, è formata da tre principali sezioni. La parte inferiore si caratterizza per la parete in bugnato e per le finestre coronate da eleganti architravi. Nelle due superiori, collegate al rispettivo piano dell’edificio, hanno forme più tipiche dei palazzi ascolani, con una struttura formata da blocchi di travertino.
Oltre ai vari affreschi e rilievi che caratterizzano sia l’ambiente interno, che le pareti esterne, è imperdibile il caratteristico giardino all’Italiana annesso al Palazzo, che si estende per 2700 mq.

Musei di Ascoli Piceno

– Palazzo Vescovile / Museo Diocesano

Palazzo Vescovile Museo Diocesano Ascoli PicenoImparagonabile la bellezza del Palazzo Vescovile, tra i principali edifici storici affacciati su Piazza Arringhi.
Sebbene l’edificio si presenti – in termini architettonici – abbastanza sobrio, è tuttavia tra le principali attrazioni di Ascoli Piceno, in quanto ospita al suo interno il celebre Museo Diocesano, tra i più importanti centri culturali della città.
Il museo, inaugurato nel 1961 per volere del vescovo Morgante, si caratterizza per la presenza di un’interessante percorso in cui sono allestiste numerose opere d’arte sacra.

In particolare, la mostra si compone in ordine cronologico e stilistico, mostrando ai propri visitatori lo sviluppo dell’espressione artistica dei maggiori esponenti originari del centro Italia. Sono numerosi i nomi attribuibili a varie opere e monumenti della città: Carlo Crivelli, Cola d’Amatrice, Simone De Magistris e Ludovico Trasi, giusto per citarne alcuni di una lunga lista.
Le opere esposte spaziano – in ordine temporale – dal XIII secolo sino alle più recenti del XVII/XVIII secolo circa. Dedicate almeno un pomeriggio a visitare il Museo Diocesano.

– Palazzo Panichi, il Museo Archeologico

Piazza Arringo

L’ultimo, ma non per importanza, museo che merita di essere assolutamente visitato è l’Archeologico. Situato nel Palazzo Panichi nell’area della Piazza Arringo, il museo si sviluppa in ordine cronologico su tre sezioni in tre piani differenti del palazzo.

Il percorso attraversa gli antichi reperti provenienti dai periodi preistorici del Paleolitico e dell’età del Bronzo. Non da meno l’esposizione risalente all’età picena, dove sono esposte le particolarità della cultura di questa popolazione. Si prosegue poi con la scoperta dei reperti di epoca romana ed infine con il percorso dedicato alle altre popolazioni europee, offrendo un’eccezionale panoramica storica di queste.

– Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini

Proseguendo la visita ai musei di Ascoli Piceno citiamo la magnifica Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”. L’origine della Galleria d’Arte Contemporanea è datata agli inizi degli anni ’60, quando durante una stagione culturale il comune decise di realizzare un istituzione dedicato al movimento artistico contemporaneo. Fu Ernesto Ercolano, celebre pittore e direttore della Pinacoteca dal 1949, a realizzare la collezione d’arte contemporanea, che venne però limitata alla grafica. Inizialmente venne chiamata Civica Galleria d’Arte Grafica Moderna ed inaugurata nell’ottobre del 1964 nel palazzo Malaspina, risalente al 16° secolo.

Tuttavia si presentò nel giro di pochi anni la necessità di affrontare un ampliamento visto l’obiettivo di allargarsi in più forme artistiche. Così nel 1977 la Galleria d’Arte Grafica si trasformò nell’attuale Galleria d’Arte Contemporanea. Inizialmente, oltre a numerosi dipinti firmati dagli artisti Fontana, Matta, Hartung, Morandi, De Pisis e Severini, vennero esposti un totale di 78 opere di Osvaldo Licini. Queste opere provenivano dalla collezione di Caterina Hellstrom, figlia adottiva della moglie di Osvaldo Licini.

La collezione fu poi ampliata nel 2008 grazie alla Fondazione Carisap, che depositò oltre 50 disegni preparatori realizzati da Tullio Pericoli nel 1988, con lo scopo di decorare la Sala Garzanti di  Milano.

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– Museo dell’Arte Ceramica

Imperdibile durante un viaggio ad Ascoli Piceno, il Museo dell’Arte Ceramica è un’altro splendido complesso museale. Situato alle spalle alla Piazza del Popolo, il museo è di recente creazione.

Inaugurato ufficialmente nel giugno del 2007, il museo ospita una ricca collezione di preziosi manufatti, depositati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e dalla famiglia Matricardi.

Il museo si sviluppa in 5 aree che permettono di ripercorrere la storia della produzione di ceramica nell’area di Ascoli Piceno, con numerose opere. Tra queste si citano vasi, piatti, urne, caffetterie e tazze.

Non da meno la collezione dedicata alle mattonelle dipinte dai maggiori artisti castellani Francesco e Carlo Antonio Grue e Berardino Gentili, donati dal convento ascolano di Sant’Angelo Magno.


 

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