Cosa vedere ad Apricale, il borgo Bandiera Arancione

Apricale, Liguria | Cosa vedere ad Apricale, il borgo Bandiera Arancione


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Cosa vedere ad Apricale, il borgo Bandiera Arancione

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Mappa di Apricale, Liguria

Icona articolo onemagIncastonata tra le alture della provincia di Imperia, Apricale è un suggestivo borgo da poco più 600 anime caratterizzato da un prezioso centro storico medievale ben conservato. Il paesaggio montuoso, sommato alla vicinanza dal litorale e al ricco patrimonio artistico-architettonico, hanno reso Apricale un’ottima meta turistica in cui vivere una gita o, perché no, anche un’intero weekend in una delle ottime strutture ricettive qua presenti. Più tra tutte di questa struttura, Apricale è sede di un albergo diffuso, tipologia di struttura ricettiva sempre più in voga tra i borghi piccoli di tutta Italia.

Il borgo attuale fu costruito nel IX secolo, mentre le mura medievali, i tre portali ad arco acuto e l‘antico castello rappresentano il trittico di punta delle più importanti testimonianze storiche di Apricale. Bastano pochi passi nel cuore di questo borgo per cominciare a intravedere affreschi e murales di inestimabile valore, che hanno permesso ad Apricale di avvalere del titolo de paese degli artisti. Non solo: sulla principale via di accesso sono ancora oggi si sono visibili gli antichi lavatoi coperti a botte.

Cenni storici

Panorama su Apricale
Panorama su Apricale

Merita conoscere la (breve) storia del toponimo di Apricale.
Le fonti affermano che il nome Apricale derivi dal latino apricus, letteralmente “Un soleggiato“. Il piccolo borgo infatti si sviluppa lungo le pendici di un monte rivolto verso sud, vantando lunghe ore di sole durante l’intero arco dell’anno. Questo stesso sole, come un vero privilegio naturale, ha permesso ad Apricale lo svilupparsi nell’industria del turismo.

Un po’ come per tutti i comuni italiani, l’etimologia è sempre comunque un mistero, con ipotesi più o meno accreditate. Tuttavia, sulla strada che parte da Ventimiglia, superando Dolceacqua, poco dopo la volta al bivio di Isolabona, non si può che rimaner ammagliati dell’improvvisa presenza di Apricale, che sin dalla lontananza non si può che non concordare con l’etimologia del nome.

Muniti di gran voglia di scoprire la bellezza di Apricale, oltre che di un paio di scarpe ben comode, è tempo di avventurarsi nel saliscendi continuo si cui si compone l’intero centro abitato. Le abitazioni di Apricale sono poste in modo lineare e a semicerchio, attorno alla rocca feudale. Il tutto è impreziosito da una corona di pendii dalla vegetazione lussureggiante, ricco di uliveti e boschi di castagne.

L’epoca feudale, in realtà, è un capitolo tutto sommato recente nella storia di questo sito.
Infatti, come testimoniato dal tumulo sepolcrale celtico sul Pian del Re è praticamente cerca la presenza umana sin dal 5500 a.C. E così, millenni dopo, giunsero i fondatori del borgo, che diedero vita al piccolo centro abitato che oggi si conosce, sin da subito preso in mano dai conti di Ventimiglia. I conti tennero stretto il proprio feudo, ma gli abitanti, da buoni liguri, con il loro essere caparbi già in antichità, cacciarono i signorotti, proclamando il proprio borgo come Libero Comune. Si pensi che, nel 1266, con gli statuti comunali, norme di diritto civile e penale, resero questo uno dei più antichi comuni indipendenti della Liguria.

Tuttavia, la zona strategica fu molto ambita da diversi governi: Apricale dovette far fronte a un susseguirsi di contese tra i genovesi Doria e monegaschi Grimaldi. Nonostante le battaglie, Apricale non perse il suo bel aspetto da borgo conservato, lo stesso che oggi ha contribuito a valergli il titolo di Bandiera Arancione. Anzi, la sua importanza crebbe, tanto che nel XVI secolo già ci fu un ospedale attivo per i viandanti.

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Link-uscita icona Bordighera, intreccio di vicoli e palazzi multicolor

Cosa vedere ad Apricale

Cosa vedere ad ApricaleMa tornando su quella strada che si ha percorso partendo da Ventimiglia, dopo essersi ammagliati del panorama sorge spontanea la domanda: come ci arrivò lassù? Nulla di più azzeccato e semplice per testimoniare la posizione fortemente strategica, praticamente inespugnabile. Motivo per cui Apricale, oggi, è uno dei borghi meglio conservati della Liguria.

Passo dopo passo, dentro Apricale, si giunge alla sommità, dettata dalla Piazza Vittorio Emanuele, un perfetto connubio tra spazi e volumi architettonici, tra cui spiccano il municipio, chiese, abitazioni storiche e portici, il tutto avvolto a forma di anfiteatro. Qua si trova la bella Chiesa di San Bartolomeo, parrocchiale che s’erge su un terrapieno sorretto da arche. Dal 1990, questa piazza a forma di anfiteatro, è divenuta davvero un teatro, ospitando le rappresentazioni del Teatro della Tosse di Genova, che si tiene a cadenza annuale a ogni agosto.

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Link-uscita icona Imperia | Cosa vedere a Imperia, il Ponente Ligure

Il Castello di Apricale

Impensabile poi non citare, almeno in poche parole, il Castello di Apricale, più conosciuto come Castello della Lucertola, la cui torre quadrangolare, del XII secolo, serve come basamento il campanile cinquecentesco della chiesa. Molto pregevoli sono anche i resti delle antiche mura cinquecentesche, erette ai tempi dei marchesi di Dolceacqua, ma poi distrutto dall’Agostino Grimaldi. Alcune strutture difensive vennero inglobate in una casa privata, a cui si aggiunse recentemente un giardino pensile, nel XX secolo. Il tutto poi  si completa con la sede del Museo della Storia di Apricale, il miglior luogo in cui poter scoprire il ricchissimo passato di questo borgo, tra memorie e documenti storici, materiali archeologici, cimeli e curiosità, ben organizzati in sezioni tematiche. Oggi il Castello delle Lucertole è stato reso di proprietà comunale ed è uno dei principali spazi espositivi della zona, a partire dagli anni ’90, a seguito di un consistente lavoro di restauro.

Merita anche visitare la ricca Via Cavour, parzialmente coperta, che corre parallela all’oratorio di San Bartolomeo, delimitata dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, al centro del cimitero comunale. Più a valle, invece, si può visitare presso il rio San Rocco la Chiesa-Fortezza di Santa Maria degli Angeli, di cui oggi si conservano le pareti e le volte a crociera, ricoperte di affreschi realizzati nel periodo compreso il XV e XVIII secolo.
Ultima, ma non per importanza, tappa da visitare, è quella all’antico edificio detto Casa o Torre del Boia, laddove si può osservare un poggiatesta in tufo, posizionato al lato est.


 

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