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Cosa vedere ad Anagni

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Mappa di Anagni

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Nella provincia di Frosinone, Anagni è nota con l’appellativo di Città dei Papi, nome attribuitole per essere la città dove vissero ben 4 papi, tra cui Bonifacio VIII. Siamo a una settantina di km da Roma, nella Ciociaria, nella parte più meridionale del Lazio. La cittadina di Anagni è posizionata nella Valle del Sacco, su una collina dalla quale predomina l’intera area.
Pronti a scoprire cosa vedere ad Anagni?

Cenni storici

Cosa vedere adi Anagni, particolare della Cattedrale
Particolare Cattedrale | © Holly Hayes / Flickr

La storia di Anagni trae origine ancora prima della fondazione di Roma, avvenuta dagli Ernici, antichissimo popolo le cui origini si ritrovano nell’Asia Minore, senza però molte certezze. Delle poche notizie di questa antichissima tribù quello che possiamo comprendere è che Anagni doveva rappresentare con molte probabilità l’insediamento più rilevante. A seguito dei numerosi conflitti in cui gli Ernici furono loro malgrado, decisero infatti di racchiudersi in piccoli cantoni indipendenti di cui Anagni doveva essere la principale ma tra cui presenziava anche Frosinone.

Il periodo romano

Da capitale, Anagni presto divenne anche il principale centro religioso oltre che il luogo dove venivano organizzate le assemblee pubbliche. Facile comprendere come la cittadina divenne presto tra le più potenti e anche ricche, grazie ai tanti animali posseduti.
Numerosi anche i templi che qua erano costruiti, praticamente ogni angolo della città aveva un piccolo santuario o un riferimento religioso.
Con l’arrivo dell’Impero Romano gli Ernici siglarono un patto d’alleanza, creato allo scopo di aumentare la potenza di Roma. L’alleanza era celebrata anche con una festa religiosa che ogni anno veniva organizzata per ricordare il patto di alleanza.
Tale accordo venne però a cessare con la successiva scomparsa del re Tarquinio, quando furono gli stessi Ernici a invadere e saccheggiare il territorio romano.

La dichiarazione di guerra vide un susseguirsi di varie battaglie, con ovvi risultati alterni. Anche in questo caso le notizie sono frammentarie e spesso discordanti, tra cui alcuni studiosi che affermano che a seguito della vittoria di Roma, l’Impero costrinse gli Ernici a ristabilire il precedente patto di alleanza. Tuttavia, dopo alcune guerre dove gli Ernici paiono essere effettivi alleati di Roma, altre notizie riportano di ulteriori attacchi di guerra dichiarati contro i romani.
Nel 306 a.C. Anagni venne nuovamente sconfitta e, solo perché considerata città sacra, lasciata quasi intatta ma senza suffragio e con i suoi magistrati occupati solo delle cerimonie sacre. La città era diventata a tutti gli effetti di dipendenza romana e cosi rimase, in qualità di municipio romano, per tutta la durata dell’Impero.

Anagni nel Medioevo

Il periodo medievale la ricorda come patrimonio della Chiesa con un rapporto assolutamente privilegiato. Il papato la scelse infatti come rifugio e nei secoli XII, XIII e XIV la città vide il suo momento indelebile nella storia.
L’Alto Medioevo Anagni venne governata da vari signori locali e da tribuni eletti dall’esarca di Ravenna. Nel XII secolo venne realizzato il comune, lasciando grande autonomia dai pontefici alla cittadina.

E’ anche il periodo in cui in città nascono ben quattro pontefici, Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII e gli annali la ricordano per un celebre schiaffo, soprannome che ancora oggi le viene attribuito.
Lo “schiaffo di Anagni” richiama un episodio del 1303 nel Palazzo di papa Bonifacio VIII, un terribile oltraggio commesso dal re di Francia, Filippo IV, in spedizione per cercare di convincere il papa e non scomunicare Filippo il Bello. Il re di Francia inviò due delegati, con tanto di piccolo esercito, assediando il Palazzo per ben due giorni. Furono in seguito gli abitanti a liberare il pontefice e la città dall’esercito d’oltralpe. Il papa venne trasferito a Roma, dove poche settimane dopo morì.

Rinascimento ed epoca moderna

Nel periodo di massimo splendore, Anagni arrivò a contare ben cinquantamila abitanti, un numero davvero notevole considerato il periodo. Tuttavia, con lo schiaffo di Anagni la città, ai tempi florida e splendente, si avviò a un repentino e, purtroppo, considerevole declino. Con il trasferimento dei papi a Roma Anagni arrivò presto a vedere la sua popolazione scendere a meno di tremila abitanti.

Nel lungo periodo, durato diversi secoli, in cui la città aveva un ruolo del tutto secondario nel panorama religioso e politico, Anagni fu retta dai duchi nominati dalla chiesa.
Un nuovo capitolo storico della città cominciò nel tardo XVIII secolo, nello stesso periodo in cui Napoleone avanzava il proprio potere militare in tutta la penisola italiana. Nel 1798, Anagni prese parte ai movimenti giacobini che avrebbero portato alla conseguente Repubblica romana. Anagni divenne capoluogo del dipartimento del Circeo della Repubblica Romana, con tanto di tribunale di censura.

Con l’occupazione francese nel Lazio e la nascita nel 1805 del dipartimento di Roma, annesso all’impero napoleonico, Anagni ospitò un contingente di Carabinieri imperiali. A metà XIX secolo divenne invece sede del quartier generale della I divisione dell’esercito della Repubblica romana.
Con l’Unità d’Italia Anagni seguì le sorti del territorio, fino agli anni ’60 dello scorso secolo, quando fu protagonista di un’interessante boom economico. Con il passaggio dell’autostrada fu immediata l’onda di industrie ed attività che aprirono ad Anagni, trasformandola in un’importante centro per il commercio di primaria importanza nel Lazio.

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Cosa vedere ad Anagni

Palazzo dei Papi

Cosa vedere ad Anagni: il Palazzo dei Papi
Cosa vedere ad Anagni: il Palazzo dei Papi

Anagni è famosa per le vicende legate allo schiaffo, evento strettamente legato a uno dei più importanti monumenti cittadini: il Palazzo dei Papi, talvolta noto come Palazzo di Bonifacio VIII. L’elegante palazzo storico è ubicato in posizione centralissima, a due passi dalle più importanti attrazioni cittadine. L’edificio fu costruito nei primi anni del XIII secolo in stile gotico, come residenza baronale della famiglia dei Conti.

Successivamente l’edificio venne ritoccato, con modifiche nella facciata e nel portico, a cui furono aggiunte le volte a tutto sesto. All’interno del palazzo, nella Sala delle Scacchiere, si ricordano le vicende legato allo schiaffo di Anagni, meglio definito come l’Oltraggio.
Le sale dell’edificio sono parzialmente visitabili e offrono un’interessante prospettiva del passato della città e dello stesso Palazzo dei Papi.

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La Cattedrale di Santa Maria e Piazza Innocenzo III

Cosa vedere ad Anagni: la Cattedrale di Santa Maria e Piazza Innocenzo III
Cosa vedere ad Anagni: la Cattedrale di Santa Maria e Piazza Innocenzo III

Dal Palazzo Bonifacio VIII, seguendo la Via Maggiore, in pochi minuti si giunge in Piazza Innocenzo III, senz’altro la più suggestiva della città. L’intera struttura urbana della piazza, e dei suoi edifici, sono di fattura due-trecentesca, egregiamente conservati e simboli di un patrimonio artistico unico in tutta Europa.

Sulla Piazza Innocenzo III si affaccia la Cattedrale di Santa Maria, il principale edificio di culto di Anagni, riportato come duomo cittadino. Il Duomo di Anagni è uno dei più rilevanti esempi di architettura romanico-gotica dell’intera regione, perlopiù apprezzata per la sua struttura esterna, dove si trova la Loggia di Bonifacio Benedicente, implementata nel XIV secolo. La Cattedrale di Santa Maria è protagonista, durante l’estate, del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale, che attira visitatori da tutta Italia.

A spalleggiare la chiesa troviamo il suo campanile, egregiamente decorato con bifore e trifore, ed è anch’esso una delle icone più rilevanti della città. Visitando l’interno del duomo, più volte rimaneggiato durante il corso dei secoli, è possibile godere del tipico ambiente gotico. Suddiviso in tre navate, l’interno presenta un pavimento cosmatesco, una cripta tra le più belle del Lazio e il caratteristico ciborio romanico.

Consigliamo di visitare la cripta del duomo, intitolata a San Magno: uno dei capolavori di maggior prestigio dell’Anagni medievale. L’intera cripta è ricoperta da affreschi di fattura ermetica, con raffigurazione bibliche, talmente pregevoli da guadagnarsi il titolo de Cappella Sistina del Duecento. Sugli affreschi purtroppo non si conosce l’autore, ma è popolarmente condivisa l’idea che si tratti di uno dei più importanti esempi del genere nel centro Italia.

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Museo della Cattedrale di Anagni

Annesso al duomo è presente il suo Museo, MuCA (Museo Cattedrale Anagni) che presenta un ricco percorso tra sale espositive e aree della cattedrale molto interessanti. Oltre alla già citata Cripta di San Magno, il Museo della Cattedrale offre ai propri visitatori un accurato sguardo sulla Biblioteca e sulla Sala del Capitolo, punto di partenza del tour.

Si prosegue quindi alla Nuova Sagrestia, composta da opere e oggetti sacri di inestimabile valore, sviluppandosi poi nell’Antico Tesoro, con la sua ricca collezione medievale. Altra tappa del museo è nella Cappella del Salvatore, che conduce i visitatori sino ai sotterranei. Qui si può visitare l’Oratorio di San Thomas Becket, caratterizzato da pitture duecentesche, e la Cripta di San Magno.

Il tour nel museo, infine, termina al Lapidario, allestito nel portici dell’antico chiostro, egregiamente decorato con marmi e ornamenti cosmateschi. Merita attenzione anche la sezione archeologica, caratterizzata da reliquie di inestimabile valore.

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Altre attrazioni di Anagni

Cosa vedere ad AnagniAnagni ha molte altre attrazioni che meritano essere scoperte. Prima tra tutte troviamo il Palazzo Comunale, realizzato nel 1160 su progetto dell’architetto Jacopo da Iseo e rimaneggiato in seguito con linee di stile gotiche. Sul fronte si presenta un’interessante sere di arcate che sorreggono la cosiddetta Sala della Ragione, dove un tempo di riunivano i rappresentanti cittadini. Dal medesimo porticato, inoltre, è possibile accedere all’annessa Piazza Comunale, laddove aveva sede il mercato e l’amministrazione giudiziaria. Particolarmente interessante è la Loggia del Banditore, aggiunta nel XV secolo. Infine segnaliamo la presenza di stemmi nobiliari che abbelliscono la facciata: tra i più belli di tutto il Lazio.

Spesso messo in secondo piano tra le cose da vedere ad Anagni, la Casa Bernekow è un edificio di stampo rinascimentale, sebbene sia da sempre considerato un capolavoro duecentesco. È uno dei più rappresentativi esempi dell’architettura civile anagnina, caratterizzato da una scala esterna e da archi a tutto sesto. L’edificio, senz’altro uno dei più caratteristici del centro storico, è appartenuto a lungo alla famiglia Gigli e, secondo la tradizione popolare, vi soggiornò Dante Alighieri. La Casa Bernekow è intitolata all’omonimo pittore svedese nonché ufficiale degli Ussari Albero Barnekow, che acquistò la struttura verso la metà del XIX secolo.

Concludiamo il nostro viaggio su Anagni e le sue cose da vedere citando la Casa Pendente, facilmente riconoscibile per la sua spiccata forma verticale, e il Palazzo Traietto, storica dimora di papa Bonifacio VIII, intitolato ai suoi attuali proprietari. Tra gli edifici di culto da vedere ad Anagni citiamo la chiesa di Sant’Andrea, risalente al XIII secolo, la chiesa di Santa Balbina e quella di Sant’Agostino, di fattura duecentesca, e la chiesa di San Pietro in Vineis, in zona periferica e ricca di affreschi francescani.


 

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