Cosa vedere ad Amelia

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Icona articoloAdagiata elegante tra le dolci alture collinose della smeraldina Umbria troviamo Amelia, suggestivo borgo di circa undicimila abitanti. Amelia domina questa porzione di territorio  dalla preistoria, eppure, nonostante la sua impressionante longevità, è relativamente poco nota.  Solo recentemente, grazie alla sempre maggiore voglia di scoprire i tanti borghi italiani, ha avuto una crescita di visitatori. Qui si viene infatti per scoprire storia, tradizioni e cultura, meta perfetta per un weekend di relax, totalmente distanti da qualunque tipo di inquinamento.

Il borgo umbro, del resto, deve essere vissuto con estrema calma. Niente di meglio che una passeggiata tutti gli angoli, alcuni anche più nascosti di altri. Amelia è inoltre considerato il il più antico borgo d'Italia nonostante questo primato venga conteso anche da Saturnia, in Toscana. Rimane la certezza di essere in un borgo antichissimo, sorto ben prima di Roma e in perfetto stato conservativo. Pronti quindi a scoprire le cose da vedere ad Amelia?

 

Cenni storici

Cosa vedere ad Amelia, panorama sul borgoLe origini di Amelia sono da ricercare nella preistoria, quando il territorio era frammentariamente abitato da piccole comunità sparse e non connesse fra loro.

Era infatti normale a quel tempo spostarsi di frequente alla ricerca di nuovi luoghi, permettendo un miglior adattamento possibile al clima e non solo. L'arrivo dell'Età del Ferro coincise con la nascita dei primi villaggi e delle prime popolazioni autoctone. Proprio grazie a una comunità aborigena, probabilmente di derivazione orientale, venne fondata Amelia. La data indicativa è quella del 1134 a.C.

Con il passare del tempo il piccolo villaggio crebbe di dimensioni e di residenti. Venne prima occupato dai Pelasgi, poi dagli Umbri e infine dagli Etruschi. Durante la Guerra Latina del 338 a.C., Amelia divenne Municipio romano. Il periodo romano coincise con un grande splendore per il borgo, come confermato dai vari reperti giunti all'epoca contemporanea. Con la caduta dell'Impero romano Amelia divenne Comune e nel 1065 si schierò alleata a Todi e Foligno in battaglia contro Perugia. Due secoli dopo, durante gli scontri tra Papato e Impero, Amelia scelse di servire la Santa Sede e nel 1240, per opera delle truppe di Federico II, saccheggiata. Fu l'inizio del declino del borgo umbro.

A metà del XIV secolo Amelia si lasciò influenzare dal Cardinale Egidio di Albornoz che riuscì a  a placare gli oneri gravosi nei confronti di Todi. La carestia fu la protagonista principale dei due secoli successivi, aggravata dai tributi imposti da Roma. Ebbero inizio i primi fenomeni di usura e un pesante impoverimento dell'economia cittadina. Fu un secolo difficile ma Amelia riuscì a superarlo arrivando la Rinascimento fortificata, con numerosi nobili e signori che la scelsero come residenza. Il borgo divenne presto un enorme cantiere con la costruzione di residenze, realizzate lungo gli antichi tracciati lasciati dall'Impero Romano, da Porta Romana alla croce di Borgo.

Dal Seicento Amelia seguì le sorti dello Stato della Chiesa fino alla nascita del Regno d'Italia, che segnò altrettanto l'inizio del periodo industriale per Amelia.  Nel XX secolo Amelia non rimase illesa dagli scontri mondiali, ma anche in questo caso riuscì ad uscirne senza troppi danni. Nel secondo dopoguerra iniziò un nuovo aumento demografico, con una economia più solida. Questo permise la manutenzione del suo centro storico, avvalorato come una delle più importanti testimonianze storiche dell'Umbria.

 

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Cosa vedere ad Amelia
a passeggio nel centro storico

Cosa vedere ad Amelia, scorcio su un vicolo lastricato nel centro storico
Scorcio su un vicolo lastricato nel centro storico di Amelia, in provincia di Terni

Le dimensioni ridotte permettono di visitare accuratamente il borgo posto tra le alture collinose dell'Appennino umbro-laziale.

Il comune, noto in epoca romana come Amèria, si presenta con due tessuti urbanistici ben differenti tra loro.

  • Il primo, quello centrale, è il più antico, "la parte vecchia" del paese in cui è racchiuso il fascino autentico di questa località umbra.
  • Il secondo, quello periferico che abbraccia il centro storico, è d'epoca più recente, in cui si trovano i quartieri residenziali e gli uffici amministrativi.

    Pronti a scoprire cosa vedere ad Amelia, il borgo considerato tra i più belli dell'Umbria?

Giunti ad Amelia ammirerete subito il  vasto e imponente complesso murario che contorna il borgo antico. Al suo interno sono racchiuse tutte le più importanti testimonianze storiche.

Il primo impianto di cinta muraria venne realizzato tra il VII e il VI secolo a.C. progettato dai Pelasgi, composte da enormi massi e facilmente visibili tra il Teatro Sociale e Porta della Valle,

L'impianto murario della parte superiore del borgo di Amelia è invece risalente all'epoca tardo romana e all'Alto Medioevo.

Questo tratto di cinta muraria è intervallato da diversi varchi, come Porta RomanaPorta Leone IV e Porta Posterola che rappresentano gli antichi accessi al borgo. In particolare, Porta Romana rappresentava il principale ingresso al borgo antico, il maggiore e il più trafficato dei sei punti d'accesso. Porta Romana fu costruita nel III secolo, ultimo periodo prima del declino imperiale, ma venne parzialmente ricostruita nel XVII secolo.

 

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I palazzi rinascimentali

Cosa vedere ad Amelia, Piazza Guglielmo Marconi con vista sulla Torre Orologio
Piazza Guglielmo Marconi con vista sulla Torre Orologio

Se la cinta muraria e i  varchi rappresentano l'antica testimonianza di Amelia, i palassi signorili sono ben più recenti. Due sono i palazzi rinascimentali di maggior interesse di Amelia.

 

  • Il primo è il Palazzo Petrignani, notevole opera architettonica affacciata su Piazza Marconi, uno dei più vivaci (e importanti) punti di ritrovo di Amelia. I lavori di  costruzione di Palazzo Petrignani iniziarono nel 1571 per volere di Fantino Petrignani, uno dei protettori di Caravaggio. Oggigiorno il Palazzo Petrignani si raffigura come uno dei più maestosi esempi di architettura signorile di stile rinascimentale cinquecentesco dell'Umbria.
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  • Il secondo edificio di alto interesse è il Palazzo Farattino, altro monumento architettonico tra i più importanti nel suo genere nella cittadina di Amelia. La struttura del Palazzo Farattino sorge sul sito delle antiche preesistenti terme romane, parzialmente ancora visibili nei suoi sotterranei. Il monumentale Palazzo Farattini è il più recente dei due edifici: è infatti risalente al 1520 ed è stato progettato dall'architetto Antonio da Sangallo il Giovane.

 

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Gli edifici religiosi

Cosa vedere ad Amelia, l'interno della Cattedrale del borgo
Interno della Cattedrale di Amelia

Passeggiando tra i vicoli di Amelia si riesce a individuare facilmente la magnifica Cattedrale dedicata a Santa Fermina, Patrona di Amelia.

La trovata adiacente all'imponente e antica Torre civica dodecagonale risalente all’anno Mille.  Al suo interno si possono individuare stendardi sottratti ai turchi durante la battaglia di Lepanto, del 1571. Parallelo al duomo di Amelia, sul suo fronte merita ammirare l’incantevole paesaggio offerto dal Belvedere.

Risalente nel XIV secolo è la preziosa Chiesa di Sant'Agostino, uno dei più importanti esempi d'architettura religiosa di Amelia. Questa chiesa, di dimensioni non troppo estese, si caratterizza per il suo maestoso portale a ogiva, mentre gli ambienti interni sono decorati da  affreschi di Francesco Appiani.

Su Piazza Marconi, adiacente al Palazzo Petrignani, si affaccia la splendida Loggia del Banditore. Incorniciata dalla pittoresca pavimentazione originaria, la Loggia del Banditore rappresenta una tipica tribuna da cui venivano emanati gli editti e letti i bandi alla popolazione. A coronare la loggia troviamo un orologio, mentre di fianco si trova la peculiare colonna eretta in onore di Stefano Colonna nel 1479.

 

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Museo Civico Archeologico

Prima di lasciare la cittadina è assolutamente imperdibile il principale centro espositivo del Museo Civico Archeologico e alla Pinacoteca "Edilberto Rosa". Sviluppato tematicamente all’interno dei tre piani, la collezione è ospitata nell’ex Collegio Boccarini, in origine convento francescano del XIII-XIV secolo, dotato di chiostro a doppio loggiato realizzato nel XVI secolo.

La sezione archeologica fornisce un panorama cronologicamente completo della storia di Amelia, dal periodo preromano a quello alto-medievale. Di notevole interesse è la statua bronzea con ritratto di Germanico, alta circa 2 metri e 15. Recandosi nella pinacoteca, posta al secondo piano dello stabile, è possibile ammirare numerose opere provenienti da chiese e palazzi del territorio umbro.

Tra le opere qua esposte merita citare la preziosa tavola con Sant’Antonio Abate, risalente al 1475, capolavoro di Pier Matteo d’Amelia, e il “Cristo crocifisso tra i santi Firmina e Olimpiade”, datato 1557, opera di Livio Agresti.

 

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Ultimo aggiornamento 5 ottobre 2022