Vista aerea della cattedrale della città di Amelia in Italia centrale, Umbria

Cosa vedere ad Amelia, l’antichissimo borgo dell’Umbria


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Cosa vedere ad Amelia

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Mappa di Amelia, Terni
Mappa di Amelia, Terni

Icona articoloAdagiata elegante tra le dolci alture collinose della smeraldina Umbria troviamo Amelia, suggestivo borgo di poco più undicimila abitanti. Amelia domina questa porzione di territorio sin dalla preistoria, eppure, nonostante la sua impressionante longevità, è relativamente poco nota. A partire dal 2000 la località di Amelia ha visto un discreta crescita in termini di presenze turistiche. Infatti, il XXI secolo ha visto l’affermarsi dei borghi come mete turistiche di alto livello, attraenti per la loro storia, tradizioni e cultura. E Amelia queste tre caratteristiche le padroneggia come pochi altri borghi in Italia.

Questa località è una meta perfetta per chi ricerca un weekend di relax, lontani dall’inquinamento atmosferico e acustico. Amelia bisogna viverla con calma: nulla di meglio che una passeggiata senza meta per scoprire tutte le suggestive caratteristiche che possiede il borgo. Stiamo parlando di un borgo che ha davvero pochi eguali non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Amelia è infatti considerato il più antico borgo d’Italia. Tuttavia, molte fonti citano tuttavia ⇒ Saturnia, in Toscana, come borgo più antico d’Italia. Ad ogni caso, è una località per certo antichissima, sorta secoli e secoli prima della città di Roma, e giunta oggi in uno stato di conservazione davvero eccellente. State pensando di organizzare una visita in questo borgo? State leggendo l’articolo giusto: scopriamo cosa vedere ad Amelia, in provincia di Terni.

Cenni storici

Panorama di Amelia, in Umbria
Panorama di Amelia, in Umbria

Le origini di Amelia sono così antiche che bisogna ricercarle all’alba dei tempi. La penisola italiana nella preistoria era popolata da piccole comunità sparse e sconnesse. Nei millenni che precederono le fondazioni delle prime città in Europa, gli uomini si spostavano molto spesso, ricercando dei luoghi in cui potersi stanziare per un breve periodo di tempo, adattandosi al clima della corrispettiva stagione.

Con l’Età del Ferro, l’Italia – come tutta l’Europa – conobbe i primi villaggi e le prime popolazioni autoctone. Con assoluta certezza, le primitive migrazioni partirono dall’oriente, culla dell’umanità, da cui giunsero i primi veri abitanti d’Italia. Ed è grazie a una comunità aborigena, discendente dei popoli giunti dall’oriente, che Amelia venne fondata. A metà tra storia e leggenda, il re di questa comunità, detto Amiro od Ameroe, scelse questa porzione di territorio umbro, nel 1134 a.C., per stanziare la dimora per il suo popolo e per sé stesso.

Nei secoli a venire il villaggio crebbe di dimensioni e di numero di residenti, venendo occupato dapprima dai Pelasgi, poi dagli Umbri e dopodiché dagli Etruschi. A seguito della Guerra Latina del 338 a.C., Amelia divenne Municipio romano. Il periodo romano rappresentò la prima epoca di grande splendore per il borgo, come testimoniato dai tanti reperti storici giunti in epoca contemporanea.

Successivamente alla caduta di Roma, Amelia divenne Comune. Non si conosce la data in cui ottenne il titolo di Comune, ma si conosce invece con certezza che nel 1065 si schierò alleata a Todi e Foligno in battaglia contro Perugia. Un paio di secoli più tardi, nell’epoca degli scontri tra Papato e Impero, Amelia si ricorda essere stata propensa a servire la Santa Sede. Questa scelta portò a essere saccheggiata, nel 1240, dalle truppe di Federico II. E da qua cominciò il primo importante periodo di declino per i borgo.

Da metà XIV secolo Amelia divenne politicamente influenzata dal Cardinale Egidio di Albornoz, che riuscì a eliminare numerosi oneri gravosi che il borgo ebbe nei confronti di Todi. Nonostante alcune riforme attuate negli anni successivi, tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento Amelia attraversò un periodo di grave carestia. Ciò fu ulteriormente aggravato dai tributi imposti da Roma, che portò a un deciso aumento dell’esercizio dell’usura e a un pesante impoverimento dell’economia cittadina.

Il Quattrocento fu un secolo molto difficile per Amelia. Nonostante le difficoltà, il borgo riuscì a uscirne presto. E come disse Friedrich Nietzsche: “ciò che non ti uccide, ti rende più forte“. Il borgo ritrovò un nuovo periodo di grande magnificenza nel Rinascimento, con numerosi nobili e signori che si stabilirono in città, infeudando terreni e proprietà. Nei primi anni del XVI secolo Amelia si presentava come un immenso, unico, cantiere: i nobili finanziarono la costruzione di residenze, costruendole lungo gli antichi tracciati lasciati dall’Impero Romano, da Porta Romana alla croce di Borgo.

Questo periodo di prosperità rappresentò comunque l’ultimo evento caratterizzante di Amelia. Dal Seicento il borgo seguì le sorti dello Stato della Chiesa fino alla nascita del Regno d’Italia, che segnò altrettanto l’inizio del periodo industriale per Amelia. Nel XX secolo Amelia non rimase illesa dagli scontri mondiali, ma come sempre è riuscita nei millenni precedenti ne uscì a testa alta. Il secondo dopoguerra portò a un consistente aumento demografico, che portò a un’economia più solida. Ciò garantì la manutenzione del suo centro storico, considerato una delle più importanti testimonianze storiche in Umbria, portando ad affermarsi come località turistica.

 

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Cosa vedere ad Amelia: passeggiare nel centro storico

Scorcio su un vicolo lastricato nel centro storico di Amelia, in provincia di Terni
Scorcio su un vicolo lastricato nel centro storico di Amelia, in provincia di Terni

Incastonata tra le alture collinose dell’Appennino umbro-laziale, la cittadina di Amelia, tra le più importanti della provincia di Terni, si presenta ricca di storia e tradizioni di notevole portata, nonostante le dimensioni relativamente ridotte. Il comune, noto in epoca romana come Amèria, si presenta con due tessuti urbanistici ben differenti tra loro.

Il primo, quello centrale, è il più antico, “la parte vecchia” del paese in cui è racchiuso il fascino autentico di questa località umbra. Il secondo, quello periferico che abbraccia il centro storico, è d’epoca più recente, in cui si trovano i quartieri residenziali e gli uffici amministrativi. Pronti a scoprire cosa vedere ad Amelia, il borgo considerato tra i più belli dell’Umbria?

Giunti ad Amelia, è impossibile non notare il vasto e imponente complesso murario che contorna il centrale borgo antico, dentro cui sono racchiuse tutte le più importanti testimonianze storiche. Le mura di Amelia sono frutto di lavori protratti in varie fasi ed epoche storiche. Il primo impianto di cinta muraria venne realizzato tra il VII e il VI secolo a.C. progettato dai Pelasgi, composte da enormi massi e facilmente visibili tra il Teatro Sociale e Porta della Valle,

L’impianto murario della parte superiore del borgo di Amelia è risalente all’epoca tardo romana e all’Alto Medioevo. Questo tratto di cinta muraria è intervallato da diversi varchi, come Porta RomanaPorta Leone IV e Porta Posterola che rappresentano gli antichi accessi al borgo. In particolare, Porta Romana rappresentava il principale ingresso al borgo antico, il maggiore e il più trafficato dei sei punti d’accesso. Porta Romana fu costruita nel III secolo, ultimo periodo prima del declino imperiale, ma venne parzialmente ricostruita nel XVII secolo.

 

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Link-uscita icona Orvieto, Terni | Cosa vedere a Orvieto, il borgo dell’Umbria

I palazzi rinascimentali

Piazza Guglielmo Marconi ad Amelia con vista sulla Torre Orologio
Piazza Guglielmo Marconi ad Amelia con vista sulla Torre Orologio

Se la cinta muraria e i suoi varchi rappresentano testimonianze tra le più antiche di Amelia, i vari palazzi signorili ben più recenti raffigurano invece come monumenti di massimo prestigio artistico. In particolare sono due i palazzi rinascimentali di maggior interesse di Amelia.

Il primo è il Palazzo Petrignani, notevole opera architettonica affacciata su Piazza Marconi, uno dei più vivaci (e importanti) punti di ritrovo di Amelia. I lavori di  costruzione di Palazzo Petrignani iniziarono nel 1571 per volere di Fantino Petrignani, uno dei protettori di Caravaggio. Oggigiorno il Palazzo Petrignani si raffigura come uno dei più maestosi esempi di architettura signorile di stile rinascimentale cinquecentesco dell’Umbria.

Il secondo edificio di alto interesse è il Palazzo Farattino, altro monumento architettonico tra i più importanti nel suo genere nella cittadina di Amelia. La struttura del Palazzo Farattino sorge sul sito delle antiche preesistenti terme romane, parzialmente ancora visibili nei suoi sotterranei. Il monumentale Palazzo Farattini è il più recente dei due edifici: è infatti risalente al 1520 ed è stato progettato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane.

 

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Link-uscita icona Perugia: scopri tutto quello da visitare nell’affascinante borgo umbro

Gli edifici religiosi

Interno della Cattedrale di Amelia
Interno della Cattedrale di Amelia

Passeggiando tra i vicoli di Amelia si riesce a individuare facilmente la magnifica Cattedrale dedicata a Santa Fermina, Patrona di Amelia, situata adiacente all’imponente e antica Torre civica dodecagonale risalente all’anno Mille. All’interno della Cattedrale di Santa Fermina si possono individuare stendardi sottratti ai turchi durante la battaglia di Lepanto, del 1571. Parallelo al duomo di Amelia, sul suo fronte merita ammirare l’incantevole paesaggio offerto dal Belvedere.

Risalente nel XIV secolo è la preziosa Chiesa di Sant’Agostino, uno dei più importanti esempi d’architettura religiosa di Amelia. Questa chiesa, di dimensioni non troppo estese, si caratterizza per il suo maestoso portale a ogiva, mentre gli ambienti interni sono riccamente decorati da numerosi affreschi di Francesco Appiani.

Su Piazza Marconi, adiacente al Palazzo Petrignani, si affaccia la splendida Loggia del Banditore. Incorniciata dalla pittoresca pavimentazione originaria, la Loggia del Banditore rappresenta una tipica tribuna da cui venivano emanati gli editti e letti i bandi alla popolazione. A coronare la loggia troviamo un orologio, mentre di fianco si trova la peculiare colonna eretta in onore di Stefano Colonna nel 1479.

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I consigli delle nostre guide

OneMag - Guide / Esperti | Sophie Pisani
Sophie Pisani

A mio avviso, Perugia è una delle città più fotogeniche d’Italia. Il contesto storico che la città vanta è a dir poco superbo. Con il suo antico nucleo centrale ricco di monumenti e palazzi storici, Perugia riesce a farmi innamorare ogni volta che la visito. Purtroppo, ho avuto poche occasioni per scoprire il capoluogo umbro, ma non vedo l’ora di poterci ritornare. Un mio consiglio. Il centro storico di Perugia è ricco di vialetti nascosti che offrono scorci da pelle d’oca, scopriteli e immortalateli: tornerete a casa con scatti davvero spettacolari.



Museo Civico Archeologico

Prima di lasciare la cittadina è assolutamente imperdibile il principale centro espositivo del Museo Civico Archeologico e alla Pinacoteca “Edilberto Rosa”. Sviluppato tematicamente all’interno dei tre piani, la collezione è ospitata nell’ex Collegio Boccarini, in origine convento francescano del XIII-XIV secolo, dotato di chiostro a doppio loggiato realizzato nel XVI secolo.

 

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Link-uscita icona Prossima tappa? Bevagna: il borgo medievale in provincia di Perugia

La sezione archeologica fornisce un panorama cronologicamente completo della storia di Amelia, dal periodo preromano a quello alto-medievale. Di notevole interesse è la statua bronzea con ritratto di Germanico, alta circa 2 metri e 15. Recandosi nella pinacoteca, posta al secondo piano dello stabile, è possibile ammirare numerose opere provenienti da chiese e palazzi del territorio umbro.

Tra le opere qua esposte merita citare la preziosa tavola con Sant’Antonio Abate, risalente al 1475, capolavoro di Pier Matteo d’Amelia, e il “Cristo crocifisso tra i santi Firmina e Olimpiade”, datato 1557, opera di Livio Agresti.


 

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