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Alhambra, Spagna | Storia e descrizione

Leggi tutti gli articoli dell’Andalusia in Spagna

Icona articolo onemagAlle spalle della costa sud della Spagna si trova la storica città di Granada, nel cuore del lembo di territorio montuoso dell’Andalusia. La città è una delle più importanti in Europa per testimonianze del periodo medievale, colma di esempi architettonici di altissima qualità in gran parte in ottimo stato di conservazione. Il simbolo cittadino, nonché una delle più importanti attrattive della Spagna, è l’Alhambra, imponente fortezza risalente al periodo della dominazione araba.

L’Alhambra è un complesso architettonico nato per scopi militari, eretto alla cima di una collina nell’immediata periferia di Granada. Il complesso dell’Alhambra si compone per diversi palazzi reali, separati da patii e cortili interni con giardini e specchi d’acqua. Il complesso è ulteriormente impreziosito dal Palacio de Generalife, con annesso il suo fiabesco giardino, a lungo residenza estiva dei sultani Nasridi del Sultanato di Granada. Il Generalife passò alla famiglia Durazzo, che assunse il marchesato, divenendo i marchesi di Generalife.

Questo maestoso complesso rappresentò un punto di riferimento per l’intera penisola iberica durante il dominio delle popolazioni musulmane. Granada, ai tempi, fu una città di piccole dimensioni, ma data la sua strategica posizione era destinata a crescere, in estensione e in numero di abitanti. Nel XV secolo Granada fu soggetta a forti lavori di estensioni, con nuovi quartieri e la cinta muraria in costante ampliamento. A causa dell’avanzata cristiana nell’area, fu necessario avere un punto di riferimento, un complesso in cui i reali potessero soggiornare e pianificare le proprie mosse politiche.

Così, nel 1492, l’Alhambra iniziò ad assumere l’importante ruolo di Residenza Reale, mentre una trentina d’anni dopo, nel 1526, Carlo V fece costruire il palazzo che oggi porta il suo nome. L’Alhambra è quindi un complesso architettonico costruito in più fasi, testimone di varie epoche e dominazioni, e per tal motivo rappresenta uno dei più importanti luoghi di tutta la Spagna. Tale la sua importanza che dopo la rivoluzione del 1868, il complesso passò di proprietà dello Stato, venendo dichiarato Monumento Nazionale nel 1870.

Granada rappresenta un massimo esempio di modello storico di città-fortezza, favorita dalla sua posizione tra le montagne della Sierra Nevada spangola e tra i fiumi Darro e Genil. Sulla riva sinistra del fiume Darro si trova la Collina della Sabika, su cui troviamo l’Alhambra.

Mappa dell'Alhambra e giardini di Generalife a Granada
Mappa dell’Alhambra e giardini di Generalife a Granada | Immagine scattata da un visitatore all’ingresso del complesso | @Wolfgang Manousek / Flickr

Nel IX secolo si hanno avuto le prime notizie in merito a delle costruzioni situate sulla cima della Collina della Sabika, il punto in cui tempo dopo verrà costruito l’Alhambra. Nel X secolo il territorio fu teatro della guerra civile, al cui tramontare ne seguì il Califfato di Córdoba, e Granada divenne capitale del regno.

I regnanti stabilirono la propria corte e presto sui resti degli edifici abbandonati eretti secoli prima cominciò la costruzione dell’Alhambra. Nel XII secolo, la città fu soggetta a diversi combattimenti, rappresentando la prima occasione per il complesso di funzionare come rifugio per i cittadini contro gli invasori nordafricani.

Al-Ahmar, primo stipite della dinastia Nasridi, si stabilì nel 1238 in città. Attirato dal complesso architettonico sulla collina, decise di costruirvici il tribunale, dando così vita – di fatto – ai primi lavori dell’Alhambra che oggi possiamo osservare. L’Alhambra era una fortezza, una cittadella ma anche un palazzo, la residenza dei sultani e degli alti funzionari di corte, oltre che per i soldati d’élite. La costruzione si prolungò per secoli, raggiungendo il suo massimo splendore verso la fine del XIV secolo. Granada, già capitale del sultanato dei Nasridi, fu gradualmente estesa e molti nuovi abitanti musulmani vi si stabilirono.

Nel 1492 l’Alhambra fu ufficialmente istituito come Residenza Reale e nel secolo successivo i monarchi cattolici ordinarono la riqualifica del complesso. Carlo V nel 1526 fece erigere l’imponente palazzo oggi a lui intitolato, costruendolo in ottimo stile rinascimentale romano. I secoli successivi, tuttavia, rappresentarono un periodo buio per il complesso architettonico. Sebbene nel XVI secolo, sotto Filippo II, l’Alhambra fu soggetto a costanti opere di manutenzione, tra il XVII e il XVIII secolo fu man mano abbandonato, privando il complesso di molte delle sue originarie funzioni. Per decenni fu completamente abbandonato e la situazione, alla fine del XVIII secolo, non migliorò affatto.

Con l’ascesa delle truppe di Napoleone e l’annessa occupazione francese, l’Alhambra fu vittima di una devastante esplosione avvenuta nel 1812, in concomitanza al ritiro dell’esercito francese. Diversi anni dopo, con la rivoluzione del 1868, l’Alhambra fu separato dalla corona, passando al demanio dello Stato, diventando quindi Monumento Nazionale nel 1870. Lo scorso secolo, di fatto, divenne un’attrazione turistica, grazie alle varie opere di conservazione ordinate dallo stato.

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Cosa vedere all’Alhambra

Cosa vedere all'Alhambra
Cosa vedere all’Alhambra | Visuale del palazzo da uno dei patii interni | @Daniel Catalá Pérez / Flickr

Nel complesso dell’Alhambra si trovano due importanti centri espositivi. Il primo è il Museo de la Alhambra, interamente dedicato al complesso che stiamo visitando.
Creato nel 1942 con il nome di Museo Archeologico dell’Alhambra, nel ’62 fu ribattezzato in Museo Nazionale di Arte Ispano-Musulmana, sotto la diretta dipendenza del Ministero della Cultura. Solamente nel 1994 assunse il suo attuale nome dal Consiglio dell’Alhambra e del Generalife.

Il Museo dell’Alhambra si caratterizza per la sua estesa collezione d’arte Nasridi, la più grande del genere al mondo, con reperti rinvenuti principalmente con scavi effettuati nel complesso. La visita del museo è consigliata in corrispondenza a quella del complesso e dei suoi palazzi, così da immergersi a 360° in quel che è uno dei più suggestivi ambienti medievali in Spagna.

La collezione è anche composta da una raccolta esclusiva di opere d’arte ispano-musulmana e musulmana orientale. Mediante il percorso immerso nell’arte si riesce a immergersi più in profondità nella cultura araba in Spagna, scoprendo le vari fasi e l’evoluzione dei sultanati a Granada, nella regione dell’al-Andalus e dell’intero mondo arabo. Dal 1995, il museo – in concomitanza al cambio del nome – ha adibito un’area espositiva presso le sale del pianterreno del Palacio de Carlo V. Tale progetto quell’anno fece vincere all’istituzione il Premio Nazionale per il Restauro e la Conservazione dei Beni Culturali.

Dalla metà del XIX secolo nacque un processo sociale in cui il flusso del turismo colto portò la città a soddisfare le esigenze dei visitatori. Si costruirono strutture ricettive e ristoranti, oltre che negozi appositamente creati per turisti. Tra queste strutture fu realizzata anche una caratteristica taverna nelle sale degli antichi bagni arabi della Moschea. Questo portò negli immediati anni successivi alla creazione di un grande centro culturale dell’Alhambra, il cosiddetto Polinario, diretto da Antonio Barrios, chiamato dagli amici Console Generale dell’Alhambra.

Antonio Barrios raffigurò come uno dei più importanti personaggi legati al turismo spagnolo e al complesso dell’Alhambra. Tale la sua importanza che si possono osservare diverse vecchie fotografie raffiguranti l’eccentrico personaggio dalla folta barba ed enormi baffi esposte nelle sale del complesso. Il figlio, Ángel Barrios, musicista dal calibro internazionale, riunì alcuni dei più importanti artisti, tra cui pittori, musicisti e scrittori del Nuovo Mondo, all’interno del complesso. Le stesse sale utilizzate per questi incontri oggi sono state utilizzate per realizzare il Museo Ángel Barrios, dove sono conservati documenti e reperti relativi a quel ricco periodo culturale.

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L’Alhambra Verde

Il Complesso Monumentale dell’Alhambra e del Generalife si presenta con un pregevole paesaggio naturale, una grande unità ambientale, costituita da diverse tipologie di vegetazione che rendono la biodiversità del luogo ricca e variegata.

Il paesaggio unico che costituisce l’Alhambra è il frutto del rapporto, nel corso del tempo, tra le persone e l’ambiente naturale, la cui espressione percepibile è un territorio ricco di qualità culturali, prodotto di un lungo processo e, a sua volta, supporto dell’identità di una comunità.

L’Alhambra Verde costituisce la parte vivente, quella della flora e fauna, del complesso monumentale e del territorio naturale su cui si trova. Qua si possono osservare le relazioni tra i diversi organismi, l’ecosistema (o insieme di ecosistemi) del paesaggio culturale dell’Alhambra. In parole povere, l’Alhambra Verde è un’insieme di pregevoli giardini, frutteti, terreni agricoli e foreste che completano il sito del complesso architettonico.

Immagine in evidenza: @Sharon Mollerus / Flickr


 

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