Alessandria | Cosa vedere ad Alessandria, Piemonte

Cosa vedere ad Alessandria, l'omonimo capoluogo di provincia piemontese, nota principalmente per il suo paesaggio collinare. Tra le cose da vedere ad Alessandria citiamo la Piazza della Libertà, il punto nevralgico della movida cittadina, la cattedrale di Alessandria, che si affaccia sulla piazza del Duomo, la chiesa Santa Maria di Castello, del XV secolo, il Palazzo del Municipio, detto anche Palazzo Rosso e la Cittadella Militare, sulla riva sinistra del Tanaro. Ecco cosa vedere ad Alessandria, in Piemonte.3 min


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Cosa vedere ad Alessandria
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Cosa vedere ad Alessandria, Piemonte

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Alessandria è situata nell’estremità orientale del Piemonte, una delle posizioni strategiche grazie alla vicinanza sia con la Lombardia che alla Liguria.
Il suo territorio, prevalentemente collinare, è racchiuso tra il fiume Tanaro e la Bormida regalando una varietà unica di paesaggi. I suoi poco più di 93.000 abitanti risiedono infatti tra le distese del Monferrato e gli alti rilievi dell’Appennino Ligure in lontananza.

Cenni storici

Cosa vedere ad Alessandria, mappaLa nascita di Alessandra avvenne nel XII secolo, nel 1168 per la precisione, dalla Lega Lombarda durante le lotte tra i sostenitori del papato e quelli dell’impero. Il suo nome è dedicato al pontefice di Siena Alessandro III, avversario di Federico Barbarossa, l’Imperatore del Sacro Romano Impero, scomunicato dal Papa.
Fu proprio Barbarossa ad attaccare per primo Alessandria, nel 1174, proseguendo in questo modo la sua opera espansionistica. La città venne infatti assediata dopo che Barbarossa aveva già conquistato Susa e la vicina Asti. Il suo attacco fu vano, il fossato fatto erigere lungo la città si rivelò efficace e, dopo un lungo assedio terminato nell’aprile dell’anno successivo, Barbarossa si arrese.

Nel frattempo Alessandria iniziava a svilupparsi in quella che sarà poi la sua identità predominante, quella di importante centro agricolo e commerciale oltre che strategicamente importante a livello militare.
Le sue mira espansionistiche furono a loro volta teatro di violenti scontri. Già il secolo successivo Alessandria era in combutta con la zona del Monferrato e di Asti e Pavia per cercare di espandersi in questa porzione di territorio circostante.

Nel 1348 si vide però conquistata dai Visconti,  concludendo la sua autonomia, entrando nel ducato di Milano. Vi rimase fino alla morte di Filippo Maria Visconti, nel 1447, l’anno in cui la signoria viscontea venne a chiudersi definitivamente.
Alessandria passò quindi sotto gli Sforza fino al loro declino. Nel 1525 la città piemontese venne quindi a far parte dei domini di Carlo V, dopo essere stata conquistata dai francesi nel 1522. Rimase sotto il dominio spagnolo fino al XVII secolo quando le truppe sabaude la liberarono, nel 1706.
Dopo gli spagnoli furono i Savoia ad entrare nel governo cittadino, costruendo la cittadella, ancora oggi presente, realizzando una imponente struttura difensiva.

La successiva dominazione napoleonica vide la distruzione della Cattedrale, rasa al suolo per realizzare una piazza d’armi. La sconfitta della Francia napoleonica, nel 1796, vide Vittorio Amedeo III sottoscrivere un armistizio con la cessione ai francesi di Alessandria, oltre ad altre zone tra cui Nizza, Cuneo e Tortona.
La nascita del Regno d’Italia vide per Alessandria l’inizio della sua grande espansione industriale, divenendo oggi tra i più importanti centri industriali d’Italia e importante crocevia commerciale e stradale.

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Iniziamo il viaggio tra le cose da vedere ad Alessandria partendo dal cuore della città, Piazza della Libertà, il punto nevralgico della movida cittadina. Storicamente nota come Platea Maior, Piazza della Libertà è stata fortemente voluta da Napoleone, che ordinò la demolizione della cattedrale duecentesca all’inizio del XIX secolo.

Nel cuore della Piazza della Libertà sorge, in posizione centrale, la statua di Urbano Rattazzi, storico personaggio politico natio proprio di Alessandria. L’opera scultorea è stata realizzata da Ferruccio Pozzato, rimpiazzando la precedente statua di Giulio Monteverde, fusa nel 1943 per scopi militari durante la Seconda Guerra Mondiale.

A due passi da Piazza della Libertà si erge maestosa la cattedrale di Alessandria, affacciata sull’altrettanto affascinante piazza del Duomo. Realizzata tra il 1810 e il 1849, il Duomo di Alessandria segue le tipiche linee dello stile neoclassico. Internamente è custodita la pregevole statua della Madonna delle Salve, mentre esternamente merita ammirare la facciata, con la scultura di Gagliaudo e il campanile, terzo in Italia per altezza, ben 106 metri, dopo quello di Mortegliano e il ⇒ Torrazzo di Cremona.

Altro edificio di culto che consigliamo di visitare è la Chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica di Alessandria, risalente al XV secolo. La chiesa presenta le tipiche linee dello stile tardo romanico, con dettagli rinascimentali osservabili presso il portale d’ingresso. Molto pregevoli sono l’altare e il fonte battesimale, mentre recentemente sono stati riaperti i sotterranei, dove si possono osservare le fondamenta di due più antiche chiese preesistenti.

Per un viaggio alla rassegna della cultura segnatevi di visitare pure il Palazzo del Municipio, noto anche come Palazzo Rosso, per via del colore della sua facciata.

Costruito nel XVII secolo e dotato di un peculiare orologio a tre quadranti, il Palazzo del Municipio presenta il galletto che gli alessandrini sottrassero ai casalesi nel XIII secolo.
Altro edificio storico di grande interesse è il Palazzo Ghilini, oggi sede dell’Amministrazione Provinciale e della Prefettura e progettato da Benedetto Alfieri nel 1733 in stile barocco. È comunemente definito come il più bello di Alessandria.
Proseguiamo presso il Palazzo Guasco Gallarati di Bisio, sede della Galleria d’Arte Moderna e della Biblioteca Provincia. Infine, in Piazza Santa Lucia, troviamo il Palazzo del Pozzo, del XVIII secolo.
Recandosi in via Dante, alla sua estremità si può ammirare l’arco di trionfo realizzato nel 1768 per celebrare la visita di Vittorio Amedeo III e Maria Ferdinanda di Spagna.

Da non perdere, infine, è la caratteristica Cittadella Militare, sviluppata lungo la riva orientale del Tanaro. Si tratta di un’imponente e massiccia fortezza, una delle più importanti (e suggestive) dell’intero pianeta. Fu fortemente voluta dai Savoia nel XVIII secolo, i quali affidarono l’ambizioso progetto a Ignazio Bertola. Spicca a prima vista la pianta a forma di stella, con ben sei baluardi circondati dai fossati.
Oggi di propria del Demanio Militare, la Cittadella è accessibile al pubblico solo rare occasioni, è bene quindi informarsi con largo anticipo per pianificare la visita.


 

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