Alberobello, la città dei trulli

Cosa vedere ad Alberobello, la città dei trulli della provincia di Bari dove ammirare oltre un migliaio di queste tipiche case a forma di cono costruite in pietra. Tra le cose da vedere ad Alberobello segnaliamo il Trullo Sovrano, il più maestoso e l'unico costruito su due piani. Tra le cosa da visitare ad Alberobello ricordiamo la Basilica minore dei Santi Medici e la Chiesa di Sant'Antonio. Ecco cosa vedere ad Alberobello.

Alberobello, la città
Patrimonio UNESCO

icona-articoloSe pensiamo ai monumenti e alle strutture del nostro Paese famose a livello globale è impensabile non citare il complesso di trulli pugliesi.
Queste tipiche case a forma di cono e costruite in pietra calcarea si estendono formando una sorta di pianta ad alveare. L’unica città che ha mantenuto e conservato queste strutture è il comune pugliese di Alberobello, che oggi conta quasi 1500 trulli.

La città si trova a 20 chilometri dalla costa del mare adriatico e la sua nascita risale circa al XIV secolo. Dichiarata nel 1996 patrimonio dell’UNESCO ogni anno Alberobello ospita oltre ai suoi 11mila abitanti un’enorme traffico di turisti.
Se avete intenzione di visitare questo splendido paese, sappiate che nelle strutture ancora conservate dei trulli sono presenti bar e negozi di souvenir.
Difficile pensare ad un unico giorno per visitare con cura Alberobello, meglio dedicarci almeno un intero weekend. In zona sono presenti diversi B&B e l’offerta gastronomica è assolutamente di primario interesse.

Cosa vedere ad Alberobello

Rione Monti

Cosa vedere ad Alberobello

Sull’ampia collina a sud della città, affianco al Largo Martellotta, si estende la zona di Rione Monti, la più grossa della città e generalmente scelta come prima cosa da vedere a Alberobello.
La ragione è semplice, qui sono presenti ben 1.030 trulli divisi da 8 strade parallele, e ospita circa 3mila residenti.

La nascita di questa zona risale al XIV secolo assieme alla sua città, ma la sua conservazione iniziò nel 1843. In quest’anno infatti fu emanato il Regolamento di polizia urbana e rurale che impediva la costruzione a secco, cioè senza un progetto finito, in tutte le strade della città ad eccezione delle vie Monti. Questo perché essendo abitate dalla parte povera della popolazione non avrebbe avuto senso applicare queste normative, poiché non sorgevano mai nuovi edifici.
Oggi in queste abitazioni si sono sviluppati bar, ristoranti e negozi rendendola la meta preferita dei turisti.

Quindi giunti ad Alberobello, Rione Monti è una tappa obbligatoria con le sue strade da non perdere. Tra queste le principali sono Via Monte Nero, Via Monte Pasubio e Via Monte S. Michele.

Trullo Sovrano

Cosa vedere ad Alberobello

Andando invece a nord della città, alle spalle della basilica di Alberobello, incontreremo il Trullo Sovrano. Questo trullo è il più maestoso di tutto il complesso ed è l’unico costruito su due piani, peculiarità per cui è famoso.
La struttura si sviluppa per 14 metri in altezza e tutto il suo complesso conta dodici coni. La sua costruzione risale alla metà del XVIII secolo per conto della famiglia di Cataldo Perta, un ricco sacerdote. Le tecniche utilizzate dai costruttori furono rivoluzionarie a tal punto da rendere la casa la più avanzata e mirabile interpretazione dell’architettura a trullo.

Oggi il Trullo Sovrano è diventato un museo vivente dove è ricostruita la vita di un tempo all’interno dei trulli. Il complesso ospita un panificio ricreativo, una camera da letto e una cucina assieme al negozio di souvenir ricco di letteratura legata ad Alberobello.

La Basilica minore dei Santi Medici

Basilica santi Cosma e Damiano, Alberobello

La Basilica minore dei Santi Medici sorge nel centro della città ed è tra le cose imperdibili da vedere a Alberobello.
La chiesa come la vediamo oggi è frutto di più ristrutturazioni e ampliamenti ma il suo attuale splendore è dovuto all’architetto pugliese Antonio Curri che ampliò nuovamente la struttura.

Le prime attestazioni devozionali di Alberobello per i santi Cosma e Damiano si registrano nella seconda metà del Seicento. Lo stile utilizzato è quello neoclassico presentandosi con una facciata sulla quale son presenti 4 colonne scanalate con capitelli corinzi e 2 colonne lisce romane con capitelli di stile composito.
Entrando verremo accolti dalla porta dell’artista Adolfo Rollo raffigurante le Beatitudini descritte nel Vangelo. Proseguendo invece si noteranno subito gli affreschi absidali che raffigurano il martirio subito dai santi Cosma e Damiano, i santi a cui è dedicata la chiesa.
Sono inoltre presenti in quasi la totalità della chiesa bassorilievi e affreschi che raffigurano diverse scene tratte dai passi del vangelo.

Chiesa di Sant’Antonio

Cosa vedere ad Alberobello

Torniamo nella zona di Rione Monti, dove tra i trulli risalta l’imponente Chiesa di Sant’Antonio.
La chiesa venne inaugurata nel giugno del 1927 pochi mesi dopo la sua progettazione. La struttura mantiene in parte, soprattutto sulle finestre e sui tetti, la forma classica dei trulli. La chiesa è introdotta da una scalinata sopra cui troviamo il piccolo rosone, mentre entrando la pianta è a classica forma di croce greca.

Sono inoltre presenti ai lati alcune cappelle coperte da volte a vela, un affresco di Adolfo Rollo raffigurante diversi Santi sul soffitto e un campanile a lato di una delle cappelle.

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Museo del Territorio “Casa Pezzolla”

Infine troviamo nel cuore della città il Museo del Territorio “Casa Pezzolla”. La mostra è ospitata in un complesso di 15 trulli comunicanti, oggi tutelato dall’UNESCO.

Il Museo Casa Pezzolla prende il nome dall’antico proprietario Giacomo Pezzolla, un medico che ha vissuto tra il ‘700 e l’800. Grazie alla sua professione riuscì a legare con la famiglia degli Acquaviva d’Aragona, che in cambio del suo operato gli concessero la costruzione dell’edificio.

L’edificio è stilisticamente diviso in due parti.
La prima, più recente, si affaccia sulla Piazza XXVII Maggio e si sviluppa su due piani, con una facciata alta e stretta sopra cui si sviluppa il timpano triangolare.
La seconda invece è anche la più antica ed è costituita dai trulli “semplici” che siamo abituati a vedere nella città ma che restano comunicanti con la struttura.

La mostra all’interno offre fotografie e ricostruzioni di ambienti cittadini legati alle attività produttive principali della zona, come viticoltura e coltivazione del grano.

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