Albania, guida turistica | Cosa vedere in Albania

Cosa vedere in Albania, il celebre paese ubicato lungo la costa adriatica, nell'Europa balcanica. Protagonista di un passato molto turbolento, soggetto a secoli di dominio ottomano e, nel XX secolo, di rivolte contro il regime comunista, l'Albania è una destinazione turistica che negli ultimi anni sta vivendo una forte ascesa. Numerose sono le cose da vedere in Albania, partendo dalla sua vivace capitale, Tirana, dove vivono un terzo degli albanesi7 min


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Cosa vedere in Albania
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Cosa vedere in Albania
Guida turistica dell’Albania

Nazione balcanica, l’Albania ha una superficie di 28.748 km quadrati ed è affacciata sul Montenegro.
I suoi confini sono a nord-est con il Kosovo, a est con la Macedonia, a nord con il ⇒ Montenegro e a sud con la ⇒ Grecia.
I suoi abitanti (dato 2020) sono 2.8 milioni di abitanti e la religione più praticata è quella musulmana, a cui fa seguito in netta minoranza quella ortodossa e quella cattolica, quest’ultime con meno del 30% di fedeli.
La lingua ufficiale è l’albanese ma è spesso parlato il greco, l’italiano e l’inglese.
La moneta è il Lek (1.000 Lek equivalgono a circa 8€, dati settembre 2020).
La lunga dittatura comunista ha chiuso i viaggi fino al 1985 e oggi, nonostante un costante aumento del turismo, non ha ancora raggiunto i livelli economici del resto d’Europa.

Cenni storici

Mappa dell'Albania
Mappa dell’Albania

L’Albania è solo recentemente tra le destinazioni turistiche europee, chiusa com’era nel suo regime comunista, che per lunghi decenni ha escluso la meta da qualsiasi circuito.
Il suo dittatore, Enver Hoxha, ha costretto il paese in un presunto regime bellico, assogettato dalle manie di difesa che hanno portato alla costruzione di oltre 500.000 bunker lungo l’intero territorio, ancora oggi visibili. Molti di essi oggi sono diventati hotel, bar, locali di vario tipo oppure demoliti o semplicemente lasciati come ricordo.

L’Albania nasce nell’antichità quando la vicinanza con la regione dell’Illiria vede l’avvicendamento con gli antichi romani in quelle che oggi conosciamo come guerre illiriche.
Poche sono le notizie giunte fino a noi, ma sappiamo che l’Illiria era sostanzialmente una regione con varie tribù, tutte governate da un unico re, insediate lungo i Balcani. Alcune città albanesi, come Scutari, sono proprio nate da una di queste tribu.

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Gli Illiri e i Macedoni

Cosa vedere in Albania, rovine di epoca illirica
Albania, rovine di epoca illirica

La storia ci ricorda come il popolo illirico venne a fronteggiarsi con quello macedone, conflitto voluto proprio dalla volontà bellicosa degli Illiri. Il pretesto fu l’uccisione del re di Macedonia nel 359 a.C., evento che in seguito vide gli Illiri soccombere ai Macedoni, forti di un corpo militare addestrato e fortemente motivato.
Gli Illiri furono nuovamente protagonisti di eventi bellici durante il nascente Impero romano, ancora una volta a causa di un omicidio, quelli di alcuni mercanti italici in quel di Fenice.

Durante la prima guerra illirica furono i romani a uscire vittoriosi che ottennero una riduzione territoriale del regno. L’inizio della seconda guerra illirica, contemporaneamente al suicidio della regina Teuta, sostituita dal re Genzio, vide un’accentramento del potere a Scutari. Qui avvenne lo scontro tra romani e macedoni, con gli Illiri alleati al popolo balcanico, che si concluse con lo smembramento del regno in tre parti sotto il controllo romano.

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L’Albania nel Medioevo

Cosa vedere in Albania, moschea saracena
Albania, moschea saracena

Una dei periodi più difficili per il popolo albanese fu quello medievale quando il territorio si vide governato da vari regni. La divisione dell’Impero romano portò a uno smembramento del paese.
La tempra bellicosa proseguì con l’ascesa al potere di Teodoro I, il quale si pose da subito mire espansionistiche. Fu l’impero bulgaro che non permise all’Albania di proseguire la sua attività di conquista, ma la successiva perdita da parte della Bulgaria del territorio permise alla Repubblica Veneta di esercitare la sua influenza.

L’influenza ottomana fu invece uno dei momenti più tristi per il paese che lo annientò come paese indipendente e come entità nazionale.
L’Albania venne conquistata dagli ottomani nel 1385 governando sul territorio per oltre 5 secoli. In molti emigrarono verso le vicine ⇒ Grecia, ⇒ Turchia e Italia dove gli abitanti proseguirono le loro tradizioni.
Nel 1870 l’Albania ritrovò la sua unione nazionale fino al 1912, quando divenne indipendente, dopo una serie di battaglie che sconfissero gli ottomani.

Nel 1913 l’Albania divenne un principato sotto il controllo tedesco con l’elezione a principe di Guglielmo di Wied, il quale accettò l’incarico nel febbraio dell’anno successivo, pur con molte riluttanze. Il principe, insediato a Durazzo, concluse il suo ruolo molto presto, in coincidenza con l’inizio del primo conflitto mondiale.
Dopo il principato e al termine della guerra, nacque la Repubblica Albanese, nel 1924.
Nonostante le sue idee progressiste, che avevano lo scopo di avvicinare l’Albania al resto dell’Europa, il paese si isolò politicamente a causa dell’avvicinarsi alle idee fasciste dall’Italia.

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La Repubblica Socialista d’Albania

Cosa vedere in Albania, bunker militari
Albania, bunker militari

Nel novembre del 1944 salì al potere il Partita Comunista Albanese, guidato dal marxista-leninista ortodosso Enver Hoxha, che si ispirava all’Unione Sovieta di Stalin. Hoxha portò alla creazione di oltre 500 mila bunker militari.

L’epoca socialista dell’Albania portò grandi cambianti in tutto il paese, sia dal punto di vista sociale che politico, trasformando il volto del paese per l’intero XX secolo. Dapprima si decise di isolare il paese dal resto del continente, rimanendo fedele alla sua idea staliniana. Successivamente avviò un grande processo per rendere l’Albania del tutto atea. Non solo, nella costituzione albanese nel 1976 fu inserita la seguente frase: “Lo Stato non riconosce alcuna religione e sostiene la propaganda atea per inculcare alle persone la visione scientifico-materialista del mondo”.

Allo stesso tempo Hoxha cercava di avviare rapporti di amicizia con la Cina, tale la sua aspirazione di estrema sinistra. Tuttavia, con la morte di Mao nel 1976, i rapporti tra i due paesi si ruppero, portando in Albania un periodo ancor più buio. Secondo alcune statistiche vi si verificarono oltre 100 mila vittime civili più circa 20 mila di carattere politico a causa del governo socialista di Hoxha.

Nel 1985, con la morte di Hoxha, il movimento comunista andò via via a indebolirsi. Alla presidenza andò Ramiz Alia, segretario del Partito del Lavoro, rieletto nel 1987 e figura chiave per il multipartitismo indotto nel 1990. L’anno seguente divenne Presidente della Repubblica e nel 1992 presentò le dimissioni, in quanto il suo obiettivo primario, quello di portare la democrazia in Albania, fu raggiunto. Successivamente Ramiz Alia fu arrestato per corruzione.

Gli anni ’90 rappresentarono un altro periodo molto difficile per la paese. Le continue rivolte civili portarono alla nascita, nel 1997, della cosiddetta Anarchia Albanese.

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L’Albania di oggi

Cosa vedere in Albania, panorama su Tirana
Albania, panorama su Tirana

Con l’avvento del nuovo millennio vi fu un drastico cambio di rotta dell’ideologia popolare. Nel 2005, con l’elezioni presidenziali, l’Albania cominciò a essere governata dal centro-destra, mentre quattro anni più tardi entrò a far parte della NATO.
Con l’adesione alla NATO l’Albania presentò domanda per entrare a fare parte dell’Unione Europea, che dal 2014 ne è ufficialmente membro.

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Link-uscita icona Berat, il volto rurale dell’Albania

Cosa vedere in Albania

Cosa vedere in AlbaniaVi sono più albanesi che risiedono all’estero che di quanti attualmente vivono all’interno dei confini del paese. La profonda crisi economico-sociale ha lasciato delle grandi cicatrici nel paese.
Oggi il paese è in lenta ricrescita, che lascia ben sperare a un futuro più prospero. L’intero paese si caratterizza per le sue attrazioni di carattere storico, che ne testimoniano il turbolento e alquanto peculiare passato, cominciando già dalla sua capitale, Tirana.

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Link-uscita icona Spiagge di Karaburun-Sazan, l’unico parco marino dell’Albania

Tirana, la capitale

Cosa vedere in Albania, statua equestre di Scanderbeg a Tirana
Albania, statua equestre di Scanderbeg a Tirana

Circa un terzo degli abitanti dell’Albania risiedono a Tirana, città afflitta per decenni da rivolte e sommosse civili. Per anni la vivace capitale albanese fu messa in ginocchio. Molte delle sue testimonianze storico-culturali furono distrutte o danneggiate.

Oggi Tirana è il punto di partenza per la crescita dell’Albania, motivo per cui quasi 900 mila sui 2 milioni e 800 mila abitanti del paese risiedono nella capitale. La città si presenta come un cantiere a cielo aperto. Musei, attrazioni, parchi, edifici sono in costante aumento e da qualche anno è diventata una destinazione di grande interesse turistico.
Molto interessante è la Piazza Scanderbeg, laddove si erge nel suo centro l’imponente statua equestre di Scanderbeg, condottiero e patriota albanese vissuto nel XV secolo.

Non molto distante dalla piazza è possibile osservare il minareto della Moschea Et’hem Bey, eretta tra il 1789 e il 1823. Dietro al minareto, invece, si trova la Torre dell’Orologio, uno dei simboli cittadini.
La città vanta un ricco patrimonio museale. Sono diversi i centri culturali che meritano essere visitati a Tirana, tra cui il Museo Nazionale di Storia, quello Archeologico, la Galleria d’Arte Nazionale e il Palazzo della Cultura.
Da visitare sono anche i resti dell’antica Fortezza di Giustiniano, uno dei più grandi manieri d’epoca bizantina nel Balcani, con mura alte oltre 6 metri.

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Link-uscita icona Tirana, cosa vedere nella capitale dell’Albania

Area centrale

Cosa vedere in Albania, Parco Nazionale del Monte Dajti
Albania, Parco Nazionale del Monte Dajti

Uscendo dalla città si trovano molte altre attrazioni da non perdere in una vacanza in Albania. In direzione est si può visitare il Parco Nazionale del Monte Dajti, la cui cima tocca i 1600 metri. È uno dei parchi naturali più frequentati dai cittadini, in quanto offre relax assoluto nel verde. Per conservare al meglio delle possibilità il patrimonio naturale del Monte Dajti non sono presenti mezzi pubblici diretti e anche in automobile può risultare complesso raggiungerlo, a causa delle strade sterrate.

Prima di raggiungere la seconda città del paese, Durazzo, consigliamo di fare tappa a Kruja, un villaggio inserito tra le principali cose da vedere in Albania. A Kruja è possibile visitare il suo Castello tra i più belli del paese e il Museo di Scanderbeg, progettato dalla figlia di Enver Hoxha. Il piccolo museo espone ai visitatori una grande collezione di cimeli bellici e dipinti legati alla lotta del patriota albanese contro i saraceni.

Sulla costa dell’Albania, nell’area centrale del paese – a non molta distanza da Tirana – è situata Durazzo, la principale città turistica della nazione dell’aquila. Capitale dal 1913 al 1920, Durazzo si caratterizza principalmente per il suo lungo litorale sabbioso di 10 chilometri. Come in tutte le città balneari del mondo, il tratto costiero del centro città è più trafficato, caotico e urbanizzato, con tutti i servizi a disposizione, mentre proseguendo verso la periferia si possono godere di aree più tranquille e isolate.

Durazzo si caratterizza oltre che per la sua costa anche per gli eleganti edifici di inizio Novecento. Merita visitare il Museo Archeologico, ricco di cimeli antichi rinvenuti in Albania, mentre alle spalle della città si erge il Palazzo di re Ahmed Zogu, di incredibile bellezza architettonica, ma purtroppo inaccessibile, in quanto situato dentro un’area militare.

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Area meridionale

Cosa vedere in Albania, il lungomare di Saranda
Albania, il lungomare di Saranda

Nell’area meridionale del paese spicca per importa Valona, anticamente nota con il toponimo di Aulon. Popolata da circa 80.000 residenti, Valona è una città costiera molto attraente e più tranquilla rispetto a Durazzo. È una città frequentata da giovani e famiglie, ideale per rilassarsi nelle cristalline acque dell’Adriatico.
Imperdibili sono i tratti di costa tra il Passo di Llogaraja e ⇒ Saranda, definiti tra i più spettacolari di tutto il paese. Non da meno anche quelli di Palasa, Dhermiu, Drymades e Jal, quest’ultimo ubicato a circa 3 km dallo storico villaggio di Vuno.

Dal punto di vista storico consigliamo di visitare la Fortezza di Rozafa, realizzata dagli Illiri e rimaneggiata dalla Repubblica di Venezia e dai saraceni. Infine, ultima tappa tra le cose da vedere in Albania, la città di Shkodra, principale centro della cultura ghega, nonché una delle destinazioni in maggior risalto negli ultimi anni.


 

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