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Cosa vedere ad Alba, Cuneo

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Siamo nella regione delle Langhe, in Piemonte, dove troviamo Alba, seconda località più popolata della provincia di Cuneo. Posta a una cinquantina di km dal capoluogo Torino, Alba è posizionata in una conca di pianura, alla destra del fiume Tanaro, il secondo fiume piemontese più lungo dopo il Po.

Proprio nei suoi dintorni troviamo i celebri vigneti, quelli che caratterizzano la località nota oltre che per la produzione di vino anche per i suoi ottimi tartufi e per una gastronomia di eccellenza in genere. Meta perfetta per un weekend di autunno, Alba offre scorci panoramici di primissimo livello, tra castelli, borghi e cantine dove partire per i vari tour enologici organizzati.

Cenni storici

Mappa di AlbaBasta passeggiare per il suo notevole centro storico per scoprire come Alba sia una località dove la storia è stata indubbiamente protagonista.

Le prime notizie la ricordano come piccolo villaggio, nato in epoca normanna, che diede alloggio ai primi viandanti che scelsero il territorio di pianura per la sua vicinanza al Tanaro, che garantiva loro sostentamento.
Furono i romani a impossessarsi del territorio diventanto Alba Pompeia, iniziando un graduale cambiamento che iniziò a delinearla come città. Fu proprio durante il periodo romano che Alba divenne un centro commerciale strategico grazie alla realizzazione dell’acquedotto e della relativa rete fognaria.

Dopo l’Impero furono i longobardi a insediarsi nel territorio, dando inizio alla costruzione di edifici e di chiese. Durante il periodo medievale Alba assunse un ruolo di primo piano con la costruzione di ben sei ospedali, il cui scopo era assistere i malati affetti da malattie infettive, come la lebbra che in quel periodo fece numerose vittime. Ma fu anche l’inizio del periodo delle costruzioni delle famosi torri che oggi la delineano come città delle cento torri.
Alba crebbe notevolmente anche nei secoli successivi, diventando Libero Comune e dando vita a quello che oggi conosciamo come il centro storico, una serie di vicoli e piccole vie dove affacciano le appena citate torri e i tanti palazzi nobiliari che la rendono tipicamente cittadina medievale.

Nel successivo periodo rinascimentale la cittadina perde il suo status di Libero Comune per essere nuovamente dominata da vari popoli, tra cui una breve parentesi napoleonica, concludendo il suo periodo con il governo dei Savoia. Il XIX secolo vede nuovamente Alba protagonista con la trasformazione del nucleo urbano con interventi in stile neoclassico, come quello presente nella facciata del teatro. Nel 1949, infine, Alba è stata premiata come Città decorata al valor militare, attribuendo un formale riconoscimento alle attività partigiane in essere durante il secondo conflitto mondiale.

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Cosa vedere ad Alba

Cosa vedere ad Alba, panorama

Con i suoi poco più di 31.000 abitanti, Alba è il secondo centro più popoloso della provincia di Cuneo.

La Piazza Risorgimento

Per iniziare a scoprire cosa vedere ad Alba iniziamo dalla Piazza Risorgimento, la principale della città e dove ha sede il Duomo, realizzato in stile gotico e antecedente al XII secolo, nonostante la data precisa non sia nota. Restaurato varie volte, il suo esterno ci regala sulla facciata l’immagine di San Lorenzo, realizzata nel 1878.
Al suo interno la Cattedrale di San Lorenzo ospita ben otto altari e tre navate in un vero tripudio di colori che rendono particolarmente attraente visitarla. Nel suo sotterraneo sono invece ospitati i resti dei vescovi che hanno celebrato proprio ad Alba.

A poca distanza dalla Cattedrale di San Lorenzo troviamo il Palazzo Comunale, antica struttura ricostruita sui resti di antichi edifici romani. L’interno ospita vari pregevoli affreschi, risalenti alla fine del Trecento.

Sempre nella Piazza Risorgimento si svolge il mercato settimanale, ogni Sabato. Con le sue tante bancarelle, organizzate in particolar modo dagli agricoltori e dai produttori locali, il mercato propone le tante specialità locali, tra cui le nocciole, le stesse che hanno dato origine a numerose creme dolci spalmabili.

Le altre chiese di Alba

Cosa vedere ad AlbaIl medievale centro di Alba regala altre strutture ecclesiastiche di pregevole fattura. La Chiesa di San Giuseppe rimane quasi indifferente al visitatore di passaggio, una facciata sobria e senza particolare richiamo. Al contrario entrando si avrà modo di scoprire un edificio meraviglioso, caratterizzato da vari affreschi e con una statua in legno di San Giuseppe che spicca per la sua bellezza. Merita anche dare uno sguardo all’organo, di origine settecentesca, inserito in un contesto interamente barocco.

Altra chiesa che merita visitare ad Alba è la Chiesa della Maddalena, realizzata in barocco piemontese. Al contrario della precedente, qui la facciata è particolarmente attraente, con la raffigurazione del simbolo della Beata Margherita di Savoia, le tre frecce incrociate. L’interno, pur meno appariscente della Chiesa di San Giuseppe, soddisferà sicuramente la vostra curiosità, venendo attratti particolarmente dalle otto colonne corinzie presenti.

Concludiamo con la Chiesa di San Domenico, indirizzata più a ospitare eventi culturali che religiosi. La chiesa, ancora consacrata, ha scelto infatti di richiamare non solo i propri fedeli ma chiunque con un calendario ricco di appuntamenti, tra cui mostre e concerti gospel. Risalente al XIII secolo, la Chiesa di San Domenico è stata in passato usata, durante il breve regno napoleonico, come stalla.

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Alba sotterranea

Anche Alba offre un percorso sotterraneo che vi porterà a scoprire la storia cittadina. Il tour, con un archeologo professionista, vi porterà a scoprire tre delle trentadue tappe di cui è composto l’intero itinerario.
Avrete modo di visitare il teatro e il foro realizzato in epoca romana, la prima fonte battesimale e molto altro ancora.

Qualunque sia il percorso, concluderete nel Museo Archeologico e di Scienze Naturali Federico Eusebio, una delle imperdibili attrazioni di Alba al cui interno sono presenti oltre 1500 reperti. La collezione ospita ceramiche, utensili e armi rinvenuti durante i vari scavi archeologici della zona. Imperdibili anche le monete utilizzate in periodo romano.
Al suo interno sono anche presenti i fossili del Mastodonte di Verduno, reperti di oltre 5 milioni di anni fa recuperati lungo il Tanaro. Il tour del Museo Archeologico è compreso nel biglietto di accesso ad Alba Sotterranea.

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Le Torri di Alba

Cosa vedere ad AlbaImpensabile lasciare la città senza aver visitato le sue torri, in passato davvero numerose al punto da definirla la città delle cento torri.

Ma cosa sono le torri di Alba? Facciamo un salto indietro nel tempo, in epoca medievale, quando il potere era in mano ai Consoli, i nobili che decretavano le sorti cittadine. Sostanzialmente militari, i Consoli erano coloro che disponevano di armi e cavalli per poter difendere la città da aventuali assedi e il loro segno del potere era proprio dato dalle torri, il simbolo militare per eccellenza. Essendo numerosi, altrettanto erano e sono le torri presenti nel centro cittadino, delle vere roccaforti difensive ma anche delle residenze signorili fortificate, delle caseforti.

Nonostante ognuno dei Consoli voleva primeggiare sugli altri, Alba ha visto unicamente un forte equilibrio tanto che nessuna delle famiglie ha mai prevalso sulle altre, anche se alcune sono diventate più note nel tempo, come della dei De Braida. Oggi possiamo ammirarne solo alcune, diverse non sono più presenti e la loro scomparsa può essere spiegata in vari modi, tra cui la perdita d’importanza della famiglia consolare oppure, più semplicemente, perchè abbattuta per dare spazio ad altri edifici. Tra quelle più importanti citiamo quelle presenti da Piazza Risorgimento, la Torre Bonino, la Torre Sineo e la Torre Astesiano. Purtroppo sono aperte al pubblico solo raramente, per cui non è sempre garantita una loro visita.

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La fiera del Tartufo

Abbiamo già premesso che Alba è una meta perfetta da visitare in autunno. Tra le tante ragioni troviamo anche la presenza di una fiera dedicata al celebre e gustosissimo tartufo d’Alba. Si svolge dalla prima alla terza domenica di ottobre e tutto il centro storico si inebria dei profumi intensi del tartufo bianco. Nel 2020 si sarebbe dovuta svolgere la 90° edizione, trasformata in versione digitale per l’epidemia di Covid-19.


 

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